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di Carlo Alfaro

Chi vorrà porre mano, in futuro, all’analisi critica dell’opera narrativa di Raffaele Lauro, pervenuta felicemente, e con costante successo, alla sedicesima prova, con questo nuovo romanzo, dal titolo “Don Alfonso 1890 - Salvatore Di Giacomo e Sant’Agata sui Due Golfi”, in uscita a fine giugno prossimo, non potrà esimersi dal dedicare un intero capitolo alle figure femminili, descritte sempre, con grande ossequio e con rispetto, oserei dire, con devozione.

Nacque a Madrid intorno al 1070 e lasciò giovanissimo la casa paterna per essere impiegato come contadino. Grazie al suo impegno i campi, che fino allora rendevano poco, diedero molto frutto. Nonostante lavorasse duramente la terra, partecipava ogni giorno all'Eucaristia e dedicava molto spazio alla preghiera, tanto che alcuni colleghi invidiosi lo accusarono, peraltro ingiustamente, di togliere ore al lavoro. Quando Madrid fu conquistata dagli Almoravidi si rifugiò a Torrelaguna dove sposò la giovane Maria. Un matrimonio che fu sempre contraddistinto dalla grande attenzione verso i più poveri, con cui condividevano il poco che possedevano. Nessuno si allontanava da Isidoro senza aver ricevuto qualcosa. Morì il 15 maggio 1130. Venne canonizzato il 12 marzo 1622 da Papa Gregorio XV. Le sue spoglie sono conservate nella chiesa madrilena di Sant'Andrea. 

Francesco Russo05 mHanno accolto l’invito dopo mesi di incontri con la produzione Inda  e poi, con l’entusiasmo che contraddistingue la loro verve artistica hanno deciso di far parte del 53° Ciclo di spettacoli classici al Teatro greco di Siracusa. Salvo e Valentino, per il grande pubblico Ficarra & Picone hanno accettato di far parte del cast delle Rane di Aristofane, regia Giorgio Barberio Corsetti, vestendo i panni di Xantia e Dioniso. I due attori si misureranno per la prima volta  con un testo che il regista Corsetti definisce “una commedia esilarante ma anche dal grande significato storico e sociale perché inscenata in una Atene in crisi”. L’attore casertano Francesco Russo, già reduce del successo come co-pratogonista del film “ClasseZ”; della Fiction di Rai Due “Zio Gianni” e recentemente ad Arezzo dello spettacolo  “Dreams of Dreams”, nella commedia  di Aristofane interpreterà la parte di Eaco.

Di Mattia si parla nel primo capitolo degli Atti degli apostoli, quando viene chiamato a ricomporre il numero di dodici, sostituendo Giuda Iscariota. Viene scelto con un sorteggio, attraverso il quale la preferenze divina cade su di lui e non sull'altro candidato - tra quelli che erano stati discepoli di Cristo sin dal Battesimo sul Giordano -, Giuseppe, detto Barsabba. Dopo Pentecoste, Mattia inizia a predicare, ma non si hanno più notizie su di lui. La tradizione ha tramandato l'immagine di un uomo anziano con in mano un'alabarda, simbolo del suo martirio. Ma non c'è evidenza storica di morte violenta. Così come non è certo che sia morto a Gerusalemme e che le reliquie siano state poi portate da sant'Elena, madre dell'imperatore Costantino, a Treviri, dove sono venerate.

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di Paolo Pane

L’aver letto, in bozze di stampa, il nuovo romanzo di Raffaele Lauro, “Don Alfonso 1890 - Salvatore di Giacomo e Sant’Agata sui Due Golfi”, mi ha consentito di riflettere sullo straordinario contributo recato da alcuni “pionieri”, ristoratori e albergatori, all’origine e allo sviluppo dell’economia turistica della costiera sorrentina, con il baricentro a Sorrento, dalla fine del Settecento alla prima metà dell’Ottocento, dalla seconda metà dell’Ottocento alla prima metà del Novecento, dal secondo dopoguerra ad oggi.

Il 13 maggio si celebrano le apparizioni della Vergine Maria a Fatima, in Portogallo nel 1917. A tre pastorelli, Lucia de Jesus, Francesco e Giacinta Marto, apparve per sei volte la Madonna: lasciò loro un messaggio per tutta l’umanità, centrato soprattutto sulla penitenza e sulla devozione al suo Cuore Immacolato. Il 13 ottobre 1930 il vescovo di Leiria dichiarò degne di fede le visioni dei tre bambini, autorizzando il culto alla Madonna di Fatima. Sul luogo delle apparizioni è sorto un santuario, che comprende la Basilica di Nostra Signora del Rosario di Fatima, dove sono venerati i resti mortali dei tre veggenti.

Nereo e Achilleo, secondo la tradizione riferita da Papa Damaso, erano due militari conquistati alla fede dalla fortezza dei martiri cristiani. Decapitati a Roma sotto Diocleziano (304), furono sepolti nel cimitero di Domitilla sull'Ardeatina e onorati anche in una basilica presso le terme di Caracalla. (Mess. Rom.)

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Parte da Napoli la sfida a “Quo Vado?” di Checco Zalone. Con coraggio, irriverenza e un pizzico di provocazione, il film “E se mi comprassi una sedia?” vuole competere con il fenomeno campione d’incassi, raccontando un pezzo d’Italia, quella della produzione cinematografica, i suoi bisogni ed i suoi sogni. Scritta, diretta e interpretata da Pasquale Falcone (“Amore con la S Maiuscola”, “Lista civica di provocazione”, “Io non ci casco”), la pellicola è impreziosita da tre citazioni, tratte dai film “Cosi parlò bellavista”, “Miserie e Nobiltà” e da uno sketch di Massimo Troisi.

Devotissimo e dedito alla penitenza fin da giovane, indossò il saio francescano, nonostante la sua gracile costituzione, e fu dispensiere ed umile questuante nel convento di Iglesias e poi in altri conventi. Dopo quindici anni, fu richiamato a Cagliari nel convento del Buoncammino. Qui, lavorò nel lanificio e come questuante in città, svolgendo per quarant’anni il suo apostolato tra poveri e peccatori, aiutando e convertendo. La gente lo chiamava “Padre santo “ e anche un pastore protestante, cappellano del reggimento di fanteria tedesco, lo definì ‘un santo vivente’. Divenuto cieco due anni prima della morte, fu dispensato dalla questua ma continuò a osservare la Regola come i suoi confratelli.

Nato in Irlanda all'inizio del secolo VII, dopo essere stato monaco e poi abate del monastero di Lismore, fondato dal vescovo Cartagine, Cataldo divenne vescovo di Rachau. Durante un peilegrinaggio in Terra Santa, morì a Taranto, nella cui cattedrale fu sepolto e dimenticato. Nel 1094, durante la ricostruzione del sacro edificio, che era stato distrutto dai Saraceni, fu ritrovato il suo corpo, come indicava chiaramente una crocetta d'oro su cui era inciso il suo nome e quello della sede episcopale. Questo reperto, che si conserva insieme col corpo ha permesso di stabilire che il santo visse nel secolo VII e erroneamente, quindi, i tarantini lo considerarono loro vescovo, anzi il protovescovo. nominato da s. Pietro apostolo. Il 10 maggio ricorre la festa di Cataldo, che è patrono della città bimare ed è venerato, oltre che in Irlanda, sua patria, nell'Italia Meridionale e insulare. A Modena gli è intitolata una chiesa parrocchiale e Supino, cittadina del Lazio meridionale, è uno dei centri del suo culto.

Nacque nell'Alto Egitto, nel 287, da genitori pagani. Arruolato a forza nell'esercito imperiale all'età di vent'anni, finì in prigione a Tebe con tutte le reclute. Protetti dall'oscurità, la sera alcuni cristiani recarono loro un po' di cibo. Il gesto degli sconosciuti commosse Pacomio, che domandò loro chi li spingesse a far questo. «Il Dio del cielo» fu la risposta dei cristiani. Quella notte Pacomio pregò il Dio dei cristiani di liberarlo dalle catene, promettendogli in cambio di dedicare la propria vita al suo servizio. Tornato in libertà, adempì al voto aggregandosi a una comunità cristiana di un villaggio del sud, l'attuale Kasr-es-Sayad, dove ebbe l'istruzione necessaria per ricevere il battesimo. Per qualche tempo condusse vita da asceta, dedicandosi al servizio della gente del luogo, poi si mise per sette anni sotto la guida di un vecchio monaco, Palamone. Durante una parentesi di solitudine nel deserto, una voce misteriosa lo invitò a fissare la sua dimora in quel luogo, al quale presto sarebbero convenuti numerosi discepoli. Alla morte dell'abate Pacomio, i monasteri maschili erano nove, più uno femminile. Del santo restò sconosciuto il luogo della sepoltura. 

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Giovedì 11 maggio alle 21,00 l’Accademia Vesuviana del Teatro di Gianni Sallustro sarà protagonista al “Fringe Hart” festival organizzato dal cinema Hart di Napoli (via Crispi,33) e da Wunderkammer diretto artisticamente da Marialuisa Firpo e Diego Nuzzo; in scena lo spettacolo “Le felicissime peripezie amorose di Pullecenella Citrullo” con cui l’Accademia si propone di analizzare la Commedia dell’Arte.

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Il libro del giornalista Ferdinando Terlizzi è il compendio di circa 70 racconti di altrettanti delitti con i relativi processi quasi tutti accaduti in provincia di Caserta ad eccezione di alcuni che hanno coinvolto casertani fuori della nostra provincia.  Episodi  raccapriccianti,  con moventi incredibili e quasi irreali come l’assassinio  di Enrico  Gallozzi e il suo fattore.

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Chi formerà le opinioni pubbliche se l'informazione intesa come sistema professionale che dà conto dei fatti del mondo verrà sempre più rimpiazzata dalla caotica circolazione di input nella Rete, col suo assordante rumore di fondo? Come evitare la spirale dell'era digitale che, per dirla con David Kaye, l'authority dell'Onu per la libertà d'espressione, «diminuisce l'importanza dei fatti» trasferendo sul piano delle emozioni i racconti fin qui destinati a rappresentare la realtà?

La devozione alla Vergine del Rosario nella cittadina di Pompei risale all’arrivo, come amministratore dei beni della contessa Marianna Farnararo vedova De Fusco, dell’avvocato Bartolo Longo, tornato alla fede dopo un lungo periodo di crisi. Per offrire un riscatto civile e morale a popolazioni abbandonate da secoli nella loro miseria, decise di propagare la preghiera del Rosario.