Risultati immagini per San Diego di Alcalà RE' uno dei santi più popolari di Spagna e delle Americhe, dove portano il suo nome fiumi, baie, canali e varie città, tra cui San Diego di California. Nulla però sappiamo della sua famiglia e dei suoi primi anni. In gioventù si fa eremita vicino al paese nativo. Ma se ne va quando la gente intorno a lui diventa troppa. Lo accolgono i francescani di Arizafe, presso Córdoba, e lì egli fa il noviziato come fratello laico, addetto ai lavori vari per la comunità. Nel 1441 lo mandano nelle Canarie. E cinque anni dopo viene promosso guardiano del convento di Fuerteventura. La sua predicazione irrita i colonizzatori. Nel 1449 fra Diego ritorna in Spagna, e nel 1450 è a Roma per il Giubileo e per la canonizzazione di Bernardino da Siena, in maggio. Nell’estate, però, arriva la peste dalla quale fra Diego non fugge: assiste i confratelli appestati nel convento dell’Aracoeli e cerca di organizzare distribuzioni di viveri a Roma. Tornato poi in Spagna, ricomincia a servire varie comunità, fino alla morte nel convento di Alcalá de Henares.

Nel Parco Archeologico di Velia, sito gestito dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, nel corso di indagini archeologiche preliminari al progetto di valorizzazione dell’area della cd. Masseria Cobellis, sono emerse importanti novità su questo fondamentale settore della città antica,  collocato in un punto di raccordo tra il Quartiere meridionale e il Quartiere orientale. 

A Napoli sant'Agrippino era popolare quasi quanto san Gennaro. Secondo la tradizione, Agrippino fu il sesto vescovo della diocesi partenopea, e uno scrittore del IX secolo lo elogia così: «Innamorato della patria, difensore della città, egli non cessa di pregare ogni giorno per noi, suoi servitori». Di lui non ci sono molte notizie. Visse alla fine del III secolo, e la traslazione delle reliquie avvenne nella cosiddetta Stefania, cioè nella chiesa costruita nel V secolo per far posto alla nuova cattedrale. In precedenza le reliquie di sant'Agrippino avevano riposato nelle catacombe di san Gennaro. Furono ritrovate dal cardinale Spinelli nel 1774.

Viene onorato, dalla tradizione, come il primo vescovo di Padova, patrono della città euganea, e anche, secondo la opinione di vari studiosi, probabile evangelizzatore di tutta la Venezia occidentale. Anche la più bella immagine di San Prosdocimo venne dipinta da un padovano, il grande quattrocentista Andrea Mantegna. Fa parte di un polittico intitolato a Santa Giustina, altra celebre martire di Padova, che si trova attualmente nella Pinacoteca di Brera, a Milano. In questo, san Prosdocimo appare con il tipico attributo della brocca, simbolo della sua infaticabile attività di battezzatore. Inviato dallo stesso san Pietro, Prosdocimo a Padova avrebbe compiuto prodigi e miracoli. Dopo la sua morte si trova citata, fuori dalle mura di Padova, una «Ecclesia Sancti Prosdocimi», nota più tardi come basilica di Santa Giustina. Il vescovo, infatti, avrebbe convertito proprio Giustina, e la donna cristiana seppe mantenere intatta la sua fede, affrontando il martirio nella persecuzione di Nerone.

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<<Questo è un romanzo che vuole confrontarsi con i sensi, che per noi non sono mai cinque ma molti di più, perché siamo affascinati, affatturati da tante cose che ci avvolgono…Alfonso Bottone è uno degli scrittori più erotici della letteratura italiana di questo momento>>, così Francesco D’Episcopo, già all’Università degli Studi di Napoli “Federico II” - Dipartimento di Filologia Moderna, e critico letterario, nello scrivere di “Angelina e le altre”, edito da Letteratura Alternativa, e del suo autore, Alfonso Bottone appunto, direttore organizzativo di ..incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo.

Nasce a Lima nel 1579. Suo padre è l'aristocratico spagnolo Juan de Porres, che all'inizio non vuole riconoscerlo, perché la madre è un'ex schiava nera d'origine africana. Nominato governatore del Panama, il padre lascia la bimba a un parente e Martino alla madre, con i mezzi per farlo studiare. Martino diventa allievo di un barbiere-chirurgo. Lui però vorrebbe entrare fra i Domenicani, che hanno fondato a Lima il loro primo convento peruviano. Ma come mulatto viene accolto solo come terziario e gli vengono assegnati solo compiti umili. Quando i Domenicani avvertono la sua energia interiore lo tolgono dalla condizione subalterna, accogliendolo nell'Ordine come fratello cooperatore. Martino de Porres, figlio di un "conquistatore", offre così in Perù un esempio di vita esemplare. Vengono da lui per consiglio il viceré del Perù e l'arcivescovo di Lima, trovandolo perlopiù circondato da poveri e da malati. Quando a Lima arriva la peste, cura da solo i 60 confratelli. Per tutti è l'uomo dei miracoli: fonda a Lima un collegio per istruire i bambini poveri: il primo del Nuovo Mondo. Guarisce l'arcivescovo del Messico, che vorrebbe condurlo con sé. Ma Martino muore a Lima. È il 1639.

di LUCIO GAROFALO

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Oggi è il 2 novembre, giorno dedicato ai defunti. Come ogni anno si ripete una circostanza triste, commemorativa e simbolica, solo all'apparenza rituale, per tributare un omaggio ai nostri cari defunti. Il mio ricordo più intimo e personale si rivolge in primo luogo ai miei nonni. Non ho altri parenti scomparsi (per fortuna). Avrei anche gli amici d'infanzia e della prima adolescenza, che rimasero sepolti sotto le macerie del terremoto del 23 novembre 1980. Un'altra triste ricorrenza che s'avvicina.

servizio di ROBERTA D'AGOSTINO

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Corrado Ardone sarà dal 2 novembre nelle sale cinematografiche con il film “Felicissime condoglianze” (https://youtu.be/f0YfdxsRQHA), tratto dal libro di Tonino Scala, diretto da Claudio Insegno con Andrea Roncato, Sandra Milo, Ettore Massa, Enzo Salvi, Massimo Peluso, Antonio Fiorillo. L’attore e regista napoletano sarà uno dei protagonisti. “Ho trovato il titolo del libro e quindi del film geniale; come per tutte le mie cose ho accettato perché spinto dalla curiosità.

Il vescovo Onorato di Vercelli ha legato il suo nome a quello del contemporaneo Ambrogio. In molti dipinti è infatti raffigurato mentre dà la Comunione al grande vescovo di Milano morente. Segno di un legame forte nell’episcopato, vissuto in anni difficili come quelli tra la fine del III e l’inizio del IV secolo. Anni di confronti serrati, in comunità scosse da scismi e movimenti ereticali. A Vercelli capitò alla morte del vescovo Limenio: la designazione di Onorato come successore trovò fortissime resistenze. Ambrogio dovette spendere tutta la sua autorità, recandosi personalmente a consacrarlo. I fatti dimostrarono che la sua fiducia era ben fondata: come ricorda una lapide nella cattedrale di Vercelli (dove risposano tuttora le sue spoglie) il vescovo Onorato fu un degno discepolo di Eusebio (il grande padre e maestro di questa Chiesa piemontese) e un predicatore infaticabile della dottrina cattolica contro gli influssi ariani. Il suo episcopato durò circa un ventennio.

Risultati immagini per san folco scotti di piacenza e pavia vescovoI resti di questo santo di origine irlandese sono custoditi nella cattedrale di Pavia, città della quale fu vescovo nel XIII secolo. Folco (o Fulco) nasce intorno al 1165 a Piacenza da una celebre famiglia, quella degli Scotti, originari dell'Irlanda, che viene identificata secondo la denominazione dell'epoca come patria degli «Scoti», scozzesi. Folco a 20 anni entra tra i canonici regolari di Sant'Eufemia. Viene inviato a Parigi a compiere gli studi di teologia a Parigi e al rientro viene eletto priore di Sant'Eufemia, poi canonico, poi arciprete della cattedrale. Infine viene consacrato vescovo di Piacenza. Sei anni più tardi, rimasta vacante la sede pavese, viene designato vescovo anche di questa città. Piacentino e vescovo di Pavia, Folco fu il grande paciere delle due città, allora divise da un'aspra rivalità. Dopo aver lavorato per la pacificazione interna delle città e delle contese tra i due centri muore nel 1229.

E' stata inaugurata nelle sale della Quadreria della Reggia vanvitelliana, la mostra '“Erano Giovani e Forti – Caserta e i suoi Figli nella Grande Guerra 1917-2017”.

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Corrado Ardone attore, autore, regista, sceneggiatore sarà impegnato su più fronti nei prossimi mesi; sarà tra i protagonisti del film “Felicissime condoglianze” (https://youtu.be/f0YfdxsRQHA), tratto dal libro di Tonino Scala, diretto da Claudio Insegno con Andrea Roncato, Sandra Milo, Ettore Massa, Enzo Salvi, Massimo Peluso, Antonio Fiorillo.

Due calzolai intenti al loro lavoro: così sono raffigurati i santi Crispino e Crispiniano, perché la storia del martirio attribuisce loro questo mestiere. Da secoli, per questo, i calzolai li venerano come loro patroni in tante parti d’Europa; e con essi i sellai, i guantai e i conciatori. La Chiesa li ricorda come martiri: uccisi per la fede nella Gallia romana, ad Augusta Suessionum, l’attuale Soissons.

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"Naples three of three", la trilogia cross mediale di Matilde De Feo che sceglie uno sguardo intimo e articolato per raccontare la città di Napoli, commissionata dal Museo Madre per fa parte di Per_Formare una Collezione, Per Un Archivio Dell'arte In Campania, sarà in mostra nel Museo di via Settembrini 79 fino ad aprile 2018.

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La galleria A01 Gallery, è lieta di presentare, sabato 28 ottobre 2017 alle ore 18.30, il nuovo progetto espositivo site specific dell’artista Navid Azimi Sajadi, a cura di Marina Guida, dal titolo, Transmogrifies.