Visse nel III secolo dedicandosi completamente all’apostolato. Durante un massacro di cristiani fu catturata: per la sua determinazione e il coraggio dimostrato la minacciarono di bruciarla viva. San Dionigi narra che la vergine Apollonia temendo di non avere le forze per sopportare una simile tortura si gettò nel fuoco di sua spontanea volontà.

Fondatore della Società dei Servi dei poveri (Somaschi), Girolamo Emiliani si dedicò a malati, giovani abbandonati e al riscatto delle prostitute. Nato a Venezia nel 1486, intraprese la carriera militare. Nel 1511, in prigionia, maturò la vocazione, similmente a sant'Ignazio ferito a Pamplona. Consacratosi a Dio nel 1518, si prodigò in una carestia e in un'epidemia di peste a Verona, Brescia, Como e Bergamo. Qui, nel paesino di Somasca, nacque l'ordine di chierici regolari. Essi intuirono il ruolo di promozione sociale delle scuole e ne aprirono di gratuite con un metodo pedagogico innovativo. Il fondatore morì di peste nel 1537, mentre assisteva dei malati. Santo dal 1767, dal 1928 è patrono della gioventù abbandonata.

Visse nell’VIII secolo e fu il padre di tre importanti santi: Villibaldo, Vunibaldo e Valburga. La sua vita fu caratterizzata da una intensa preghiera e venerazione verso la Sacra Famiglia e gli altri santi: infatti insieme ai figli si recò a Roma con la speranza di trovarvi le reliquie dei SS. Pietro e Paolo. Morì a Lucca e venne seppellito nella basilica di S. Frediano.

Eusebio di Cesarea (Historia Ecclesiastica, VIII, 14) riferisce che Massimino Daia, trovandosi ad Alessandria di Egitto, concepì un'insana passione per una nobile donna cristiana, celebre per le sue ricchezze, l'educazione e specialmente per la purezza. Fece molti tentativi supplicandola perché volesse accondiscendere ai suoi desideri, ma la donna gli fece sapere che avrebbe preferito la morte piuttosto che peccare. Non riuscendo a spuntarla, Massimino si vendicò condannandola all'esilio e confiscandole i beni. Eusebio non ha tramandato il nome dell'eroica donna, ma Rufino, non si sa su quale fondamento, afferma che si chiamava Dorotea, che era una vergine consacrata a Dio e che, per sfuggire alle voglie di Massimino, si rifugiò nell'Arabia. Sulla scorta di queste notizie, il Baronio credette di identificarla con la famosa martire Caterina di Alessandria, ma fu già confutato da Bollando. Nel sec. XVI la presunta Dorotea, confusa con la omonima martire di Cesarea di Cappadocia, fu inserita in qualche martirologio e la sua festa assegnata al 6 febbraio.

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Per iniziare la settimana il 6 febbraio, di lunedì, alle 18:30 da iocisto Carmela Abbate presenta il suo libro “Il volo dell’aquila” pubblicato da Alessandro Polidoro Editore. Con lei interverranno Paolo Galano, Pamela D’Allestro e Maria Gaudio.

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“‘Coast2Coast’ è il frutto, più o meno consapevole, dell’influenza che ha avuto su di me vivere per un po’ di tempo a New York, e come questo si sia ‘mescolato’ con il vivere a Napoli, città che da sempre fa della fusione tra diverse influenze culturali (e quindi anche musicali) uno dei suoi punti di forza”: con queste parole il musicista Davide Afzal racconta il suo ultimo album, ‘Coast2Coast’, nato tra New York e Napoli e pubblicato in questo ultimo scorcio del 2016. L’album è già presente sulle principali piattaforme digitali internazionali.

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Il Museo di Chimica Primo Levi dell'Università Sapienza di Roma ospita, nei suoi spazi, dall'8 al 16 febbraio 2017, la mostra di Paola De Rosa dal titolo Fosforo portatore di luce.

Giovanna di Valois, o di Francia, fu prima Regina di Francia e poi monaca e fondatrice di un Ordine religioso; è venerata come santa dalla Chiesa cattolica. Era figlia di Luigi XI e di Carlotta di Savoia e sposò nel 1476 il cugino Luigi d'Orléans (il futuro Luigi XII). Dopo l'annullamento del suo matrimonio (1498), ottenne il titolo di duchessa di Berry. Nel 1502 fondò a Bourges l'ordine delle monache Annunziate. Sin dal 1514 papa Leone X consentì alle monache dell'ordine da lei fondato di celebrarne la memoria; papa Benedetto XIV l'ha proclamata beata il 21 aprile del 1742 ed è stata canonizzata il 28 maggio del 1950 da papa Pio XII.

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Continuano a Salerno e Napoli gli appuntamenti per i più piccoli con la rassegna teatrale Young, a cura di Associazione Casa del Contemporaneo/Le Nuvole. Sabato 4  (ore 16.30 - Sala Pier Paolo Pasolini a Salerno) e domenica 5 febbraio (ore 11 - Teatro dei Piccoli a Napoli, con replica per le scuole dell’infanzia e primaria lunedì 6 ore 10) va in scena “Voglio la luna”, di ATG – Teatro Pirata di Jesi, spettacolo finalista del Premio Scenario Infanzia 2010 e vincitore del Premio Eolo Awards 2013.

Il martire Biagio è ritenuto dalla tradizione vescovo della comunità di Sebaste in Armenia al tempo della "pax" costantiniana. Il suo martirio, avvenuto intorno al 316, è perciò spiegato dagli storici con una persecuzione locale dovuta ai contrasti tra l'occidentale Costantino e l'orientale Licinio. Nell'VIII secolo alcuni armeni portarono le reliquie a Maratea (Potenza), di cui è patrono e dove è sorta una basilica sul Monte San Biagio. Il suo nome è frequente nella toponomastica italiana - in provincia di Latina, Imperia, Treviso, Agrigento, Frosinone e Chieti - e di molte nazioni, a conferma della diffusione del culto. Avendo guarito miracolosamente un bimbo cui si era conficcata una lisca in gola, è invocato come protettore per i mali di quella parte del corpo. A quell'atto risale il rito della "benedizione della gola", compiuto con due candele incrociate.

Proveniente dalla nobile famiglia dei conti di Montemarte, San Bernardo era nato a Corbara nei pressi di Orvieto. Fu uno dei primi compagni di S.Pietro Nolasco dal quale aveva ricevuto l’abito il 10 agosto 1218, il giorno stesso della fondazione dell’Ordine Mercedario, entrò come cavaliere laico e in seguito ricevette gli ordini sacri, ed era, a quel tempo l’unico sacerdote dell’Ordine. Uomo dotto e pio, fu maestro dei novizi che guidò con santità per la sua vita esemplare.
Successivamente inviato a compiere una redenzione ad Algeri venne incarcerato dai mori e per due anni dovette sopportare una dura schiavitù. Indossò l’abito a S. Maria de Cervellon e con essa fu cofondatore del primo ramo femminile della Mercede. Morì santamente a Barcellona e nella chiesa mercedaria di questa città il suo corpo riposa incorrotto.

Verdiana nacque a Castelfiorentino da nobile famiglia, per quanto decaduta, nel 1182 ed è coetanea di san Francesco d'Assisi che, secondo la tradizione, le fece visita nel 1221 ammettendola al Terz'ordine francescano. Dopo un pellegrinaggio a Compostela, tornata a Castelfiorentino i suoi concittadini le fecero erigere una piccola cella nella quale Verdiana trascorse 34 anni. Da una piccola finestra assisteva alla Messa dell'attiguo oratorio di Sant'Antonio e parlava con i visitatori. Si racconta che nel giorno della sua scomparsa, il 1° febbraio 1242, la morte venne annunciata dall'improvviso e simultaneo suono delle campane del paese che erano azionate da nessuno.

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«La gente pensa che quelli con l’autismo non vogliano stare con le altre persone. Questo è sbagliato. La verità è che noi vogliamo quello che vogliono tutti. Ma qualche volta siamo maldestri, e non sappiamo come comunicare con gli altri». Owen Suskind, oggi un ventenne autonomo e consapevole, è un ragazzo autistico, e sta raccontando la sua esperienza in una conferenza sul tema.

Grande apostolo dei giovani, fu loro padre e guida alla salvezza con il metodo della persuasione, della religiosità autentica, dell’amore teso sempre a prevenire anziché a reprimere. Sul modello di san Francesco di Sales il suo metodo educativo e apostolico si ispira ad un umanesimo cristiano che attinge motivazioni ed energie alle fonti della sapienza evangelica. Fondò i Salesiani, la Pia Unione dei cooperatori salesiani e, insieme a santa Maria Mazzarello, le Figlie di Maria Ausiliatrice. Tra i più bei frutti della sua pedagogia, san Domenico Savio, quindicenne, che aveva capito la sua lezione: “Noi, qui, alla scuola di Don Bosco, facciamo consistere la santità nello stare molto allegri e nell’adempimento perfetto dei nostri doveri”. Giovanni Bosco fu proclamato Santo alla chiusura dell’anno della Redenzione, il giorno di Pasqua del 1934. Il 31 gennaio 1988 Giovanni Paolo II lo dichiarò Padre e Maestro della gioventù, “stabilendo che con tale titolo egli sia onorato e invocato, specialmente da quanti si riconoscono suoi figli spirituali”.

Secondo la leggenda l'apostolo Pietro dopo avere ordinato vescovo Pellegrino, originario di Lucca di Grecia, da Roma lo manda in Sicilia insieme ad alcuni compagni allo scopo di convertire i pagani dell'isola alla fede cristiana. Pellegrino sbarcato alla foce del fiume Verdura, oppure, secondo altri, ad Eraclea Minoa (ricordata col nome di piccola Cartagine), si sofferma qualche giorno per predicare.