martedì 20 e mercoledì 21 aprile Teatro Nuovo, Napoli - Teatro Pubblico  Campano | Associazione Culturale

Napoli apre le porte a un nuovo spazio di visione e attraversamento dedicato alla danza contemporanea con la prima edizione di Open Fest 2026, un progetto del Teatro Pubblico Campano che invita pubblico e operatori a entrare dentro i processi della creazione, trasformando, lunedì 20 e martedì 21 aprile 2026, i palcoscenici del Teatro Nuovo e della Sala Assoli Moscato in spazi di ascolto, confronto e scoperta.

Open Fest nasce con l’obiettivo di costruire una piattaforma di visibilità per le nuove generazioni della danza, con una particolare attenzione alla scena campana, ma con uno sguardo aperto al contesto nazionale. In un momento storico in cui i linguaggi performativi attraversano profonde trasformazioni, il festival si propone come uno spazio di osservazione e condivisione dei processi creativi, oltre che come occasione di incontro tra pratiche, estetiche e percorsi artistici differenti.

Cuore pulsante del festival è il dialogo tra creazione e rappresentazione. Open Fest si struttura, infatti, attorno agli Open Studios, momenti dedicati alla presentazione di lavori inediti ancora in fase di sviluppo, che permettono al pubblico di entrare nel processo creativo e osservare da vicino la ricerca coreografica nel suo farsi.

A questi si affiancano spettacoli compiuti, in cui il linguaggio della danza si manifesta nella sua piena espressione scenica, costruendo un percorso articolato tra sperimentazione e visione artistica.

La dimensione relazionale e di rete costituisce un altro asse portante della manifestazione. In occasione della prima edizione, il festival ospiterà infatti la selezione finale del network Anticorpi XL, presso FOQUS - Fondazione Quartieri Spagnoli.

La presenza di una delle principali piattaforme italiane dedicate alla giovane coreografia rafforza la vocazione di Open Fest come luogo di scambio e confronto su scala nazionale, contribuendo a consolidare il ruolo della Campania all’interno delle dinamiche della danza contemporanea in Italia.

Le proposte, pur nella loro eterogeneità, condividono un’attenzione al corpo come spazio di indagine e come dispositivo di relazione, capace di interrogare temi quali la memoria, l’identità, il tempo e la dimensione collettiva dell’esperienza.

Il programma, articolato in due giornate, prenderà il via, lunedì 20 aprile alle ore 20.30 in Sala Assoli Moscato, con E la bella stanza è vuota | O altre allucinazioni ispirate da Diamond Jubilee di Cindy Lee, creazione di Gianmaria Borzillo ispirata all’universo sonoro di Cindy Lee, che indaga il rapporto tra memoria, immagine e relazione.

Martedì 21 aprile, alle ore 16.00, il Teatro Nuovo ospiterà Variation + di Nyko Piscopo, una riflessione sul ruolo e sulla resistenza del teatro contemporaneo, mentre alla Sala Assoli Moscato, alle ore 17.00, andrà in scena Nico, Desertshore, progetto di Giovanfrancesco Giannini ispirato alla figura e all’opera di Nico, che traduce in forma coreografica un immaginario sonoro denso e perturbante.

Chiuderà il festival alle ore 18.30, ancora al Teatro Nuovo, Four Quartets di Claudio Malangone, lavoro per nove danzatori e violoncello dal vivo sulle musiche di Franz Schubert, liberamente ispirato ai testi di T. S. Eliot, in un dialogo tra corpo, suono e dimensione poetica.

Più che una semplice rassegna, Open Fest si configura, dunque, come un ambiente di attraversamento, in cui la danza diventa occasione di riflessione sul presente e sulle sue trasformazioni.

La scena non si limita a presentare, ma rivela ciò che normalmente resta nascosto: il processo, l’incertezza, la ricerca che precede ogni forma compiuta.

Un progetto che, già dalla sua prima edizione, ambisce a radicarsi nel territorio e a svilupparsi nel tempo come appuntamento stabile, capace di accompagnare e sostenere l’evoluzione dei linguaggi coreografici contemporanei.