Fonderie Pisano, il Comitato Salute e Vita: "Vittoria per chi non c'è più,  ora bonifica e tutela dei lavoratori"

Il prossimo 15 aprile il Tar Campania, sezione di Salerno, si pronuncerà in merito alla richiesta di sospensiva presentata dai proprietari delle Fonderie Pisano contro il provvedimento di diniego dell'Aia da parte della Regione Campania per il mancato adeguamento alle migliori tecnologie disponibili richieste dall'Unione Europea.

Intanto, però, il presidente del Comitato Salute e Vita Lorenzo Forte avverte: “Le Fonderie Pisano oggi sono ferme per una ragione chiara: il mancato rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale da parte della Regione Campania. Un atto che certifica l’impossibilità di proseguire l’attività nel rispetto delle normative ambientali e sanitarie. Il ricorso non modifica questo dato. Non esistono le condizioni per una riapertura, neppure temporanea. Un’eventuale sospensiva rappresenterebbe un passo indietro grave e inaccettabile sul piano della tutela della salute pubblica e dell’ambiente".

La posizione del Comitato
Forte, in una nota stampa, ricorda anche che "a rafforzare ulteriormente questo quadro c’è la recente pronuncia della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sul caso Fonderie Pisano. Una decisione che ha riconosciuto le criticità ambientali e le carenze nella tutela dei cittadini esposti all’inquinamento, portando la vicenda oltre il livello locale e dentro il perimetro dei diritti fondamentali. Per queste ragioni siamo fiduciosi che il tribunale amministrativo riconoscerà l’evidenza: la chiusura delle Fonderie Pisano è un atto dovuto, necessario. Allo stesso tempo è indispensabile che i lavoratori e le lavoratrici non vengano lasciati soli. Non sono loro a dover pagare il prezzo di anni di scelte e responsabilità che appartengono ad altri. Serve un percorso serio di tutela, accompagnamento e riconversione. Accogliamo con favore le posizioni espresse dalle istituzioni regionali della Campania, del presidente Roberto Fico e dell’assessora all’Ambiente Claudia Pecoraro, che hanno ribadito la vicinanza ai lavoratori. Ora serve coerenza: alle parole devono seguire atti concreti, in un quadro condiviso che coinvolga anche il Comune di Salerno. L’Associazione Salute e Vita continuerà a essere al fianco dei lavoratori affinché questa fase di cambiamento non lasci indietro nessuno.È il momento di chiudere definitivamente una pagina. Industrializzazione sì, ma solo se compatibile con la salute, l’ambiente e la dignità del lavoro. Le Fonderie Pisano devono restare chiuse. Per il bene del territorio. Per la salute pubblica” conclude il presidente del Comitato Salute e Vita.