Una sala gremita, un pubblico attento e partecipativo: così si è aperta la presentazione del libro Storia di una famiglia imperfetta di Luca Trapanese, trasformando l’incontro in un grande momento di dialogo collettivo sui temi dell’imperfezione, dell’unicità e del coraggio di raccontarsi.
L’evento, promosso dal Comune di Baronissi, ha visto la partecipazione della Sindaca Anna Petta e si è svolto sotto la guida della giornalista Barbara Landi, che ha moderato l’incontro e dialogato con l’autore, lasciando al pubblico importanti suggestioni e spunti di riflessione sul valore delle storie personali, della famiglia, dell’adozione e della diversità. Al centro del confronto non solo la storia personale dell’autore e della figlia Alba, ma anche una domanda condivisa da tutta la platea: chi stabilisce cosa è perfetto e cosa non lo è? Da questo interrogativo è nato un dialogo autentico, che ha coinvolto adulti, giovani e bambini. Tra il pubblico erano presenti anche numerosi alunni delle scuole di Baronissi, che in modo spontaneo e inaspettato hanno portato piccoli doni per Alba, regalando uno dei momenti più emozionanti dell’incontro e sorprendendo lo stesso autore.
“A Baronissi le politiche sociali sono al centro della nostra azione amministrativa – ha dichiarato la Sindaca Anna Petta –. Questo incontro ci ha permesso di parlare di famiglia, di diversità, di fragilità e di amore come scelta quotidiana. Abbiamo dimostrato che una comunità cresce davvero quando sa ascoltare, accogliere e valorizzare ogni persona nella sua unicità”.
Un passaggio particolarmente sentito è stato quello dedicato al tema del “dopo di noi”: la grande preoccupazione delle famiglie con figli con disabilità, che spesso temono per il loro futuro una volta venuti a mancare i genitori. Si è parlato della necessità di superare modelli assistenziali tradizionali, come il ricorso alle RSA, per immaginare strutture all’avanguardia e percorsi di autonomia abitativa, capaci di garantire dignità, indipendenza e qualità della vita.
Luca Trapanese ha sottolineato come il suo racconto nasca dal coraggio di esporsi, di raccontare la propria storia e quella di Alba quando “tutti ne parlavano”, scegliendo invece di restituire verità e profondità a un’esperienza reale e quotidiana. Durante l’incontro non sono mancati spunti di riflessione anche sulla quotidianità, sulla capacità di affrontare le imperfezioni della vita e sull’importanza di costruire legami autentici, liberati dagli schemi prestabiliti.
A chiudere l’incontro, le parole dell’autore: “Per me è stato importante trovarmi in una comunità pronta ad ascoltare, dove si è parlato di famiglia, di adozione, di diversità, di fragilità e di amore come scelta quotidiana. Non è stato solo un momento di parole, ma di condivisione vera: vedere bambini e adulti ascoltare con attenzione, riflettere, farsi domande e aprirsi a storie che spesso restano nascoste. Ho sentito che ogni sguardo era presente, ogni silenzio era spazio per pensare, e che la comunità di Baronissi può insegnare con l’esempio quanto l’accoglienza e la cura siano importanti. Ringrazio chi ha partecipato, chi ha ascoltato e chi ha voluto mettersi in gioco. Porterò con me questo incontro come un ricordo prezioso e come una conferma: quando si sceglie di raccontare la verità con amore, si apre sempre una strada anche per gli altri”.
“Questa giornata ci ha ricordato quanto sia importante mettere le persone e le loro storie al centro delle politiche sociali – ha concluso la Sindaca Anna Petta –. Baronissi conferma così il proprio impegno per una comunità inclusiva, capace di ascoltare, accogliere e valorizzare ogni forma di diversità, promuovendo dialogo, rispetto e solidarietà tra le generazioni”.

