
Scrive Lorenzo Forte - presidente associazione “Salute e Vita”: Rimaniamo sconcertati dalle parole pronunciate da Ciro Pisano, titolare dell’omologa fonderia ubicata a Fratte.
In un’intervista su un quotidiano locale, infatti, oggi farnetica sulla possibilità di decarbonizzare il sito, con contestuale elettrificazione dei forni fusori.
A nostro avviso, questo è l’ennesimo colpo di teatro di un imprenditore che da decenni, tra sequestri penali, sospensioni delle attività da parte degli Enti preposti per il non rispetto dei parametri di legge che più volte hanno trovato pericoli per la salute e per l’ambiente e rischi definiti “esiziali”, continua a creare disagi terribili alla popolazione ed all’ambiente.
Il suddetto imprenditore fa finta di non sapere che sono decenni che le sue “promesse” vengono disapplicate, in quanto sono decenni che l’impianto continua ad inquinare così come certificato dalla recente sentenza della CEDU.
Finge inoltre di non sapere che l’attività è rimasta aperta per decenni a causa di un’applicazione permissiva delle norme, in quanto gli è stato concesso di operare con i limiti emissivi di zona industriale, invece che con quelli di zona residenziale
Queste sue dichiarazioni sono una rappresentanza plastica dell’arroganza del potere che in spregio alle sofferenze dei residenti, cerca di “comprare” tempo con promesse farlocche e che di fatto permetterebbe all’attività di rimanere lì ancora per molti anni, grazie ad un’AIA a tempo. Infatti, la decarbonizzazione, non potrebbe avverrebbe in tempi brevi e solo degli ingenui possono credere che si vogliano spendere venti milioni per il sito di Fratte, per poi andare via dopo pochi (quanti ?) anni.
Basta: il tempo è finito! Il giorno 18 febbraio, data della conclusiva conferenza dei servizi per il riesame dell’AIA, dovrà essere l’atto finale di questa questione.
Ci aspettiamo la chiusura definitiva dell’attività, non più compatibile con il tessuto urbanistico, nonché la successiva bonifica del sito, ovviamente a carico della proprietà Pisano, anche per evitare quello che sta succedendo nei giorni scorsi a Bagnoli, dove adesso che si stanno effettuando i lavori per l’America’s Cup, si sta avendo uno sconsiderato aumento di inquinanti e polveri sottili , frutto delle trascorse attività dello stabilimento siderurgico.
Non da ultimo, vogliamo poi sottolineare che siamo vicino ai lavoratori delle fonderie Pisano che, quando sarà chiusa l’attività, dovranno essere accompagnati e reinseriti in altri contesti lavorativi, con l’aiuto del Ministero, Regione ed i Comuni della Valle dell’Irno.

