Pompei, Giuseppe Tortora scende in campo: 'Giovani e ascolto tra la ...

Nessun rischio di paralisi amministrativa, nessun fantasma di "anatra zoppa" all'orizzonte. Il candidato sindaco di Pompei Giuseppe Tortora interviene con assoluta fermezza per ristabilire la verità giuridica e matematica sui risultati del primo turno, smentendo categoricamente le interpretazioni errate e i calcoli infondati circolati nelle ultime ore circa la presunta perdita del premio di maggioranza in caso di vittoria al ballottaggio.

La tesi secondo cui l’altra coalizione avrebbe già blindato il consiglio comunale superando la soglia del 50% si scontra direttamente con il Testo Unico degli Enti Locali e con la giurisprudenza consolidata della giustizia amministrativa. L'errore di calcolo diffuso in queste ore deriva dall'aver preso in considerazione esclusivamente i voti espressi, escludendo arbitrariamente dal totale i voti validi attribuiti alle sole figure dei candidati sindaco.

L'articolo 73, comma 10, del Decreto Legislativo 267 del 2000 (Tuel) stabilisce che il premio di maggioranza del 60% dei seggi viene bloccato solo se un'altra coalizione ha superato il 50% dei voti validi al primo turno. La giurisprudenza del Consiglio di Stato, con la sentenza di riferimento numero 2174 del 10 maggio 2017, e i pronunciamenti conformi del Tar Puglia (sentenza numero 64 del 2014) hanno chiarito una volta per tutte che l'espressione "voti validi" include l'intero corpo dei voti confluiti sui candidati alla carica di primo cittadino, compresi quelli privi di un voto di lista.

Il denominatore corretto per stabilire la percentuale di una coalizione richiede quindi la somma di tutti i voti validi dei sindaci. Escludere una quota di preferenze validamente espresse dall'elettorato altererebbe la natura stessa del sistema elettorale e la legittimazione diretta del capo dell'amministrazione.

Applicando i criteri di legge ai dati emersi dalle urne di Pompei (dati Eligendo, dato che ufficialmente nessun dato è stato ancora lavorato dall’Ufficio centrale), lo scenario di ingovernabilità decade immediatamente. A fronte di 14.774 voti validi complessivi ottenuti dai candidati sindaco al primo turno, il blocco delle liste collegate ad Alfano ha raccolto in totale 7.233 voti.

Il calcolo matematico ufficiale fissa la percentuale reale della coalizione avversaria al 48,95%, una quota che resta sotto la metà assoluta dei consensi e che si rivela del tutto insufficiente a bloccare i meccanismi della legge elettorale.

Il dato ufficiale cancella definitivamente ogni ipotesi di convivenza forzata o di ricatti in aula. La vittoria di Giuseppe Tortora al secondo turno farà scattare regolarmente il premio di maggioranza, assegnando alle sue liste la superiorità numerica necessaria per governare. La città avrà un'amministrazione solida, stabile e focalizzata sui punti del programma, respingendo i tentativi di condizionare il voto dei cittadini attraverso tesi giuridiche infondate.