Fisioterapista di comunità e diagnosi differenziale: a Napoli focus col dott. Simone Patuzzo

Dopo il proficuo confronto avvenuto nelle settimane scorse con in vertici istituzionali della sanità regionale, presso la sede dell’Ordine Interprovinciale dei Fisioterapisti di Napoli, Avellino Benevento e Caserta si è tenuto il secondo appuntamento formativo sul tema di strettissima attualità quale è la “Fisioterapia di Famiglia e di Comunità”, con al centro del dibattito l’importante ruolo che dovrà avere la figura del fisioterapista nelle case di comunità e questo nell’ottica del potenziamento, non più rinviabile, della sanità territoriale in Campania.


Il Focus del confronto della due giorni di studio e di approfondimento sono stati la sicurezza del paziente nelle cure di prossimità e la diagnosi differenziale in fisioterapia, processo che consente una presa in carico diretta e sicura o il rinvio ad altro professionista sanitario.patuzzo

Si tratta di un modello presentato dal Dott. Simone Patuzzo, Fisioterapista Specializzato in Riabilitazione Ortopedica, Terapia Manuale e Fisioterapia Post-Chirurgica.
“Oggi – ha affermato il Dott. Patuzzo – ho presentato il modello italiano di monitoraggio continuo in fisioterapia. E’ un lavoro originale che ho sviluppato a partire da casi clinici. Nasce per garantire la sicurezza del paziente nel corso del tempo.
Questo è ancora più evidente oggi nel contesto delle cure di prossimità, dove il fisioterapista può essere il primo a rilevare segni e sintomi rilevanti di cui informare il medico del paziente al fine di garantire la sicurezza dello stesso.”
Claudio Iovino, Vicepresidente dell’OFI Na-Av-Bn-Ce, sottolinea l’importanza, l’efficacia e anche la convenienza in termini di risparmio economico per il sistema sanitario, della presenza del fisioterapista nelle case di comunità.
“Il modello che proponiamo di fisioterapia di famiglia e di comunità e che dovrà operare nelle case di comunità per una sanità di prossimità e di iniziativa – ha sottolineato il Dott. Iovino -, è un modello assolutamente sicuro con un alto livello di costo-efficacia dove per un euro investito, il servizio sanitario ne risparmia tre.
Uno studio recente, che ha arruolato novantamila pazienti con una revisione sistematica, ci conferma che in questo modo si riducono i ricoveri, si riducono gli accessi al Pronto Soccorso, si riduce l’utilizzo di diagnostica di immagine e di farmaci ritenuti inutili.

Quindi è il momento di implementarli nelle case di comunità della nostra regione. I cittadini non possono più aspettare per accedere alle cure fisioterapiche.”
Paolo Esposito, Presidente dell’Ordine, ha rimarcato l’importanza della diagnosi differenziale.

“Come Ordine – ha dichiarato il Dott. Esposito – siamo molto soddisfatti per la riuscita della seconda tappa del corso di fisioterapia di comunità. Il tema affrontato dal collega Simone Patuzzo è la diagnosi differenziale. Si tratta di un argomento centrale per quanto riguarda le case di comunità e l’impegno del fisioterapista nelle case di comunità e l’accesso diretto dei cittadini alle cure fisioterapiche.”
Infine, con un minuto di silenzio è stato ricordato il Presidente dell’OFI Bologna-Ferrara, il Dott. Vincenzo Manigrasso, figura di spicco, a livello scientifico e politico, della fisioterapia in Italia scomparso proprio nelle ore in cui a Napoli si svolgeva l’evento formativo.