La povertà educativa nella città di Napoli e provincia è stata al centro del progetto di ricerca 'Barriere invisibili', la prima ricerca campionaria in Italia sulla povertà educativa che offre spunti sulle disuguaglianze tra comune – in questo caso Napoli - e provincia, e tra singole municipalità per il comune di Napoli e aree omogenee per la provincia di Napoli.
Il progetto è frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Scienze Economiche e statistiche dell'Università degli Studi di Napoli Federico II e il Polo ricerche di Save the Children, con il supporto del progetto GRINS - Growing Resilient, INclusive and Sustainable. I risultati della ricerca saranno presentati il 13 gennaio, dalle 9.30, nell'Aula Magna del Centro Congressi federiciano di via Partenope.
Ad aprire la giornata di presentazione e di discussione saranno i saluti del rettore dell'Ateneo federiciano, Matteo Lorito, del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, dell'assessore alle politiche sociali e alla scuola, Andrea Morniroli, e del direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e statistiche, Antonio Acconcia. La ricerca sarà illustrata da Cristina Davino, coordinatrice del progetto 'Barriere invisibili' e docente del Dipartimento di Scienze Economiche e statistiche, mentre i risultati saranno esposti da Michela Lonardi, Research Specialist Save the Children, e da Rosaria Romano, docente del Dipartimento di Scienze Economiche e statistiche. Nell'ambito delle tavole rotonde, previsto un focus di Roberto Ricci, presidente dell'Invalsi, sui fattori che influiscono sui divari nei risultati scolastici. Le conclusioni saranno affidate a Raffaela Milano, Direttrice ricerche e formazione Save the Children.
La ricerca, finanziata dal Ministero dell'Università e della Ricerca con fondi Pnrr, ha utilizzato un approccio innovativo e multidisciplinare, partendo dall'idea che la povertà educativa sia un fenomeno multidimensionale, ed ha esplorato le opportunità offerte dal contesto familiare, scolastico e territoriale, le competenze socio-emotive e relazionali, gli stili di vita degli adolescenti e dei neomaggiorenni coinvolti, approfondendo al contempo aspirazioni, aspettative e bisogni legati ai percorsi formativi, lavorativi e di vita, nonché le proposte di intervento suggerite direttamente dai ragazzi e dalle ragazze.
Lo studio ha potuto contare sulla partecipazione di più di 50 istituti scolastici e circa 25 enti del Terzo Settore e servizi sociali. Grazie a questo impegno congiunto, è stato possibile raccogliere le testimonianze, i vissuti e le opinioni di un campione di circa 3.800 studenti e studentesse tra i 15 e i 19 anni residenti a Napoli e provincia, nonché circa 300 ragazzi e ragazze fuoriusciti dai percorsi scolastici, e analizzare dati granulari a livello di singola municipalità per il comune di Napoli e di area omogenea per la provincia di Napoli, restituendo un quadro inedito e articolato che offre numerosi spunti di riflessione.

