
Il Nostos Teatro si prepara a ospitare un evento che va ben oltre la narrazione sportiva. Domenica 18 gennaio alle ore 19:00 andrà in scena “Avrei voluto essere Pantani”, spettacolo scritto e interpretato da Davide Tassi, con la regia di Francesca Rizzi.
L’opera non è solo un omaggio al "Pirata", ma un feroce atto di accusa contro il “Sistema”: quell’ingranaggio fatto di istituzioni, medici compiacenti e multinazionali del farmaco che usa la salute degli atleti per alimentare il business delle medaglie e delle sponsorizzazioni.
Marco Pantani viene raccontato come un eroe tragico, vittima eccellente di un meccanismo che lo ha prima esaltato e poi spremuto fino all'ultima goccia. A differenza di molti colleghi, Pantani non ha accettato di essere un semplice strumento nelle mani del potere sportivo. La sua ribellione, tuttavia, si è scontrata con una fragilità che lo ha trascinato nel buio della depressione e della cocaina, distruggendo l’uomo insieme all'icona.
Lo spettacolo si spinge oltre la cortina di fumo dei complotti che da vent'anni saturano i media. Davide Tassi conduce lo spettatore verso una riflessione più profonda e scomoda: la piaga del doping e della corruzione, un mercato che fattura quanto quello della cocaina (a cui peraltro è strettamente legato).
A dare un peso civile e documentale straordinario alla messa in scena è la presenza di Sandro Donati. Già allenatore della nazionale di atletica e tra i protagonisti della celebre docu-serie Netflix sul caso Schwazer, Donati è oggi il simbolo mondiale della lotta al doping. In questo spettacolo, Donati non solo ha collaborato alla stesura del testo ma interpreta sé stesso in un passaggio cruciale della narrazione.

