Il palcoscenico del Teatro Delle Arti di Salerno si prepara a vivere l’atto conclusivo di una stagione che ha saputo osare, scardinare i linguaggi tradizionali e interrogare il presente attraverso la lente dell’avanguardia.
Domenica 10 maggio, alle ore 21:00, la rassegna “Fo Teatro” — guidata dalla visione artistica di Antonello Ronga e Chiara Natella — giunge al suo ultimo, attesissimo appuntamento con la messa in scena di Cartoon Clash, un’opera che promette di trasformare la scena in un campo di battaglia della memoria e dell’immaginazione. Nato da un intenso laboratorio di ricerca curato dalla firma d’autore di Pino Carbone, con il supporto drammaturgico di Anna Carla Broegg, lo spettacolo si configura come un esperimento antropologico e performativo di rara potenza visiva.
Cartoon Clash non è semplicemente una pièce, ma un "incontro, scontro e confronto" tra infanzie distanti che si riflettono l’una nell’altra attraverso le icone dell’animazione mondiale. L’interrogativo che muove l’intera macchina scenica è tanto semplice quanto dirompente: cosa accadrebbe se gli eroi che hanno popolato i sogni di generazioni diverse decidessero, improvvisamente, di entrare in crisi e ribellarsi ai propri ruoli immutabili? In questo gioco teatrale serrato, i personaggi dei cartoni animati smettono di essere figurine bidimensionali per diventare specchi deformanti delle contraddizioni della nostra società, rivendicando il diritto di riscrivere la propria storia al di fuori degli schemi imposti.
L’opera attraversa la cultura pop per trasformarsi in memoria affettiva collettiva, portando sul palco figure iconiche che hanno segnato epoche differenti, dai miti analogici del passato alle frenetiche figure digitali del presente. La direzione di Pino Carbone e la tessitura narrativa di Anna Carla Broegg guidano il pubblico in una dimensione immaginaria dove la ribellione creativa diventa l'unica via d’uscita per sopravvivere al tempo che passa. Con questo ultimo appuntamento, la rassegna “Fo Teatro” conferma la sua vocazione di spazio libero e sperimentale, chiudendo il sipario con una riflessione profonda su chi siamo stati e su quali storie abbiamo scelto di raccontarci per diventare adulti, lasciando che il Teatro Delle Arti vibri ancora una volta di quella magia visionaria che solo il teatro di ricerca sa sprigionare.

