Fiom-Cgil Caserta, storica sentenza UE: è “licenziamento” il trasferimento  rifiutato a centinaia di chilometri

La sentenza pronunciata il 4 giugno 2026 dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea rappresenta una straordinaria affermazione dei diritti dei lavoratori e un importante precedente a tutela di tutti coloro che rischiano di subire decisioni aziendali unilaterali capaci di compromettere la propria vita lavorativa e familiare.

La Corte ha stabilito un principio di grande rilevanza: quando un datore di lavoro impone il trasferimento della sede di lavoro a centinaia di chilometri di distanza e il lavoratore, non potendo accettare una modifica così radicale delle proprie condizioni di vita, rifiuta il trasferimento, la conseguente cessazione del rapporto di lavoro deve essere considerata a tutti gli effetti un licenziamento. Tali casi devono quindi essere computati ai fini dell’applicazione delle garanzie previste dalla normativa europea sui licenziamenti collettivi. Si tratta di una pronuncia che rafforza concretamente la tutela dei lavoratori contro pratiche che, pur non configurandosi formalmente come licenziamenti, possono produrre gli stessi effetti espulsivi dal posto di lavoro. Questo importante risultato nasce dalla determinazione dei lavoratori coinvolti e dall’azione sindacale e legale portata avanti con competenza, professionalità e tenacia dalla FIOM di Caserta e dal suo legale di riferimento, l’Avvocato Lello Ferrara, che da anni rappresentano un punto di riferimento nella difesa dei diritti dei lavoratori del territorio. La vicenda dimostra come l’impegno costante, la preparazione giuridica e la capacità di affrontare battaglie anche complesse fino ai più alti livelli della giurisdizione europea possano tradursi in risultati concreti per la tutela del lavoro e della dignità delle persone. Ancora una volta la FIOM di Caserta e l’Avvocato Lello Ferrara confermano di essere in prima linea nella difesa dei lavoratori, ottenendo importanti riconoscimenti giudiziari e contribuendo alla costruzione di una giurisprudenza sempre più attenta ai principi di giustizia sociale e ai diritti fondamentali sanciti dall’ordinamento europeo. Questa sentenza non rappresenta soltanto una vittoria per i lavoratori coinvolti nella vicenda Egenergy (ex Orefice), ma costituisce un patrimonio di tutela per tutti i lavoratori europei, riaffermando che le scelte organizzative delle imprese non possono essere scaricate sulle persone senza il rispetto delle garanzie previste dalla legge e dal diritto dell’Unione Europea.