Capaccio, al Tabacchificio la mostra d'arte di Rosita Taurone sul paesaggio  della Piana del Sele - InfoCilento

Venerdì 17 luglio 2026 alle ore 18.00 presso il Museo archeologico nazionale di Pontecagnano e alle ore 19.00 negli spazi del Parco archeologico di Pontecagnano si terrà la presentazione delle opere-installazioni site-specific dell’artista visiva Rosita Taurone realizzate nell’ambito di “Disseminazioni. Indagini artistiche e archeologie del vivente nel paesaggio degli Etruschi di frontiera”, progetto della Direzione regionale Musei nazionali Campania conclusosi il 30 giugno 2026 e realizzato grazie all’iniziativa Il Museo Rigenera, promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.


L’incontro, introdotto dai saluti istituzionali della direttrice regionale Musei nazionali Campania, Luigina Tomay, della direttrice del Museo di Pontecagnano e curatrice, Serena De Caro, e dell’assessora alle Politiche Culturali, Roberta D'Amico, vedrà gli interventi della direttrice della Fondazione Filiberto Menna di Salerno e curatrice, Stefania Zuliani, dell’artista visiva, Rosita Taurone, dell’agronomo e ricercatore all’ENEA – Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile, Luigi d’Aquino, del climatologo Mahé Perrette, ricercatore associato presso l’Alfred Wegener Institute (AWI – Potsdam, Germania).
L’evento avrà inizio al Museo con la presentazione delle installazioni Rigenera (2026) e Coltiva (2026) che, entrate ufficialmente nella collezione permanente del Museo, sono collocate rispettivamente negli spazi esterni e al piano terra.
Rigenera, installazione in acciaio, vetro e lastre in policarbonato stampate, assume la forma dell'urna cineraria villanoviana come matrice archetipica, sottraendola alla sua originaria funzione funeraria per restituirla come spazio di relazione, crescita e trasformazione. L'oggetto archeologico è qui riattivato come architettura vivente, capace di accogliere pratiche educative e processi condivisi di conoscenza. Installata permanentemente negli spazi esterni del museo, l'opera si configura come un'interfaccia tra patrimonio, paesaggio e comunità, dove la conservazione del passato si traduce in un esercizio continuo di rigenerazione del presente.
Coltiva è una installazione permanente che crea un dialogo tra patrimonio culturale, innovazione e mondo vegetale. La crescita della pianta diventa un processo condiviso tra natura, tecnologia e intervento umano, in cui tempi biologici e pratiche di conoscenza si incontrano. Nata dal confronto con Luigi d’Aquino, ricercatore ENEA, e in connessione con il sistema sperimentale “Microcosmo”, Coltiva è un’opera che riflette sulle possibilità della crescita vegetale in un ambiente controllato. Integra sistemi di illuminazione artificiale e condizioni ambientali specifiche per ospitare la coltivazione del cappero. La ricerca sui materiali, sui substrati e sulle modalità di coltura entra nell’opera come strumento di esplorazione e conoscenza, trasformando un dispositivo tecnologico in uno spazio di osservazione e cura.
La presentazione proseguirà alle ore 19.00 al Parco archeologico di Pontecagnano, interessato in questi mesi dagli interventi e dalle sperimentazioni del progetto “Disseminazioni”. Negli spazi verdi in relazione con l’area dello scavo archeologico sarà installata la Serra itinerante di Rosita Taurone, dispositivo mobile per attività partecipative che estende il progetto oltre il museo, attivando una presenza capace di attraversare il territorio e costruire relazioni con le comunità. Concepita come infrastruttura temporanea di ricerca e condivisione, ospita laboratori dedicati alla coltivazione, alle tecniche di stampa vegetale e ai temi della biodiversità, trasformando ogni attivazione in un'occasione di produzione collettiva di conoscenza.
La serata si chiuderà con l’apertura alla comunità di Pontecagnano Faiano dell’Orto tintorio realizzato grazie all’intervento dell’artista visiva Rosita Taurone, con l’ausilio dei ricercatori dei centri di ricerca CREA ed ENEA, dei volontari del Circolo Legambiente “Occhi Verdi”, degli studenti tirocinanti di Critica d’arte del DiSPAC UNISA. Ispirato al sole, principio generativo di luce e colore, l’orto si disegna come una forma circolare attraversata da otto raggi cromatici: un paesaggio di sfumature che nasce dalla terra e si trasforma in immagine.
Questo spazio di circa 200 m² costituisce un’estensione ideale dei laboratori di antotipia, pratica artistica che utilizza pigmenti naturali estratti da fiori e piante per la creazione di immagini fotosensibili, realizzati al Museo archeologico nazionale e al Parco archeologico di Pontecagnano.

Disseminazioni, a cura di Serena De Caro, direttrice del MAP, e Stefania Zuliani, docente di Teoria della Critica d’arte presso l’Università degli Studi di Salerno, con l’intervento dell’artista visiva Rosita Taurone, è un percorso artistico partecipativo che ha posto l’accento su come l’archeologia e l’arte contribuiscano a diffondere un più rispettoso rapporto tra l’uomo e la natura. Il progetto, che ha visto coinvolti insieme alla Direzione regionale Musei nazionali Campania, il Comune di Pontecagnano Faiano, il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno, la Fondazione Filiberto e Bianca Menna – Centro Studi d’Arte Contemporanea, Legambiente Campania - Circolo “OcchiVerdi” Pontecagnano, le Associazioni Avalon, Spontanea e Ecomuseo dei Picentini, ha permesso di realizzare da ottobre 2025 a giugno 2026 un’operazione “disseminata” in più punti della città di Pontecagnano Faiano e della sua periferia, con performance, seminari, laboratori e workshop sui temi della rigenerazione urbana a base culturale indirizzati alla comunità residente, ai giovani, agli specialisti, agli stranieri.
Rosita Taurone, artista visiva, che indaga il territorio come archivio vivente, in cui passato remoto, presente e futuro si intrecciano, ha concentrato in questi mesi la sua ricerca sul paesaggio culturale della Città di Pontecagnano Faiano e dell’Agro Picentino: una terra che ha restituito importanti testimonianze dell’insediamento etrusco-campano, avamposto meridionale degli Etruschi, oggi fortemente segnata dall’intensificazione agricola e industriale. In questo contesto i suoi interventi, dai laboratori di antotipia e arte e innovazione tecnologica in agricoltura all’orto tintorio presso il Parco Archeologico, sono stati elementi di un processo collettivo culminato nell’azione partecipativa Oltre la serra. Archeologia del futuro, un archivio corale costituito dagli oggetti e dalle testimonianze donati da cittadini, famiglie, studenti, lavoratori agricoli e viaggiatori come indizi di una cultura materiale in continua trasformazione.