
Esprimo piena condivisione delle preoccupazioni manifestate dagli operatori del settore ricettivo in merito all'ulteriore incremento dell'imposta di soggiorno deciso per la città di Caserta.Scrive Maurizio Del Rosso.
Già durante la mia esperienza in Consiglio comunale avevo espresso forti perplessità sull'introduzione e sull'entità di questa imposta, evidenziando come fosse difficile chiedere un contributo economico ai visitatori senza essere in grado di offrire servizi adeguati, una programmazione turistica stabile e un sistema di accoglienza all'altezza delle potenzialità della città.
Oggi quelle preoccupazioni diventano ancora più attuali. Portare l'imposta fino a 5 euro per pernottamento in alcune categorie di strutture ricettive rischia di trasformare Caserta in una destinazione meno competitiva rispetto ad altri territori che, a fronte di una tassazione analoga, garantiscono servizi, mobilità, promozione turistica ed eventi di ben altro livello.
Il turismo non può essere considerato un semplice strumento per incrementare le entrate dell'ente. Al contrario, rappresenta un settore strategico sul quale investire con una visione chiara. Prima si migliorano i servizi, il decoro urbano, la sicurezza, la mobilità, la promozione culturale e l'accoglienza; solo dopo si può chiedere ai visitatori un contributo economico maggiore, spiegando con trasparenza come verranno utilizzate le risorse raccolte.
Caserta possiede un patrimonio straordinario, a partire dalla Reggia e da tutte le eccellenze del territorio, ma non possiamo pensare che siano sufficienti da sole ad attrarre e fidelizzare i turisti. Serve una città capace di accogliere, di offrire servizi efficienti e di rendere piacevole il soggiorno di chi la sceglie.
Si dice spesso che bisogna avvicinare i turisti a Caserta. Decisioni come questa, invece, rischiano di ottenere l'effetto opposto: allontanarli.

