IlFoglietto.it - Omicidio di Angelo Vassallo: Asmel si costituisce ...

La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore torna a intervenire sul percorso giudiziario relativo all’omicidio di Angelo Vassallo, dopo che la Procura di Salerno ha presentato appello contro l’assoluzione di Romolo Ridosso.

La domanda che la Fondazione pone è semplice: perché la Procura sostiene un impianto accusatorio e chiede che gli imputati vengano giudicati, mentre le decisioni giudiziarie portano prima al proscioglimento di Fabio Cagnazzo e poi all’assoluzione di Romolo Ridosso? La Procura di Salerno non ha condiviso questi esiti e ha deciso di impugnare le decisioni. Prima ha contestato il proscioglimento di Cagnazzo, chiedendo che la vicenda fosse sottoposta a un nuovo esame; ora ha impugnato anche l’assoluzione di Ridosso, chiedendo alla Corte d’Appello di riformare la sentenza. Per la Fondazione, questo è il punto centrale: comprendere le ragioni che hanno portato a decisioni diverse dalle richieste della Procura e capire quali elementi siano stati ritenuti determinanti.

“Noi non siamo giudici e non vogliamo emettere sentenze – dichiara il Presidente Dario Vassallo –. Ma davanti a questi passaggi non possiamo restare in silenzio. La Procura ha sostenuto le accuse, ha chiesto che venissero riconosciute e, dopo le decisioni che non le hanno accolte, ha presentato appello. La domanda è inevitabile: perché? Vogliamo capire quali valutazioni abbiano portato a questi risultati. Dopo sedici anni dall’uccisione di mio fratello Angelo, abbiamo il dovere di continuare a chiedere verità e giustizia”.

La Fondazione richiama inoltre l’attenzione sulle parole attribuite al difensore di Romolo Ridosso: “Certamente non posso chiedere l’assoluzione per il mio assistito.

“È una dichiarazione che ci ha colpito – prosegue Dario Vassallo –. Non la consideriamo una prova di responsabilità e non vogliamo attribuirle un significato che spetta agli atti e ai giudici chiarire. Ma è una frase che, insieme agli altri passaggi di questa vicenda, ci porta a porre ulteriori domande. Vogliamo capire, non alimentare confusione». Da queste domande nasce il docufilm “PERCHÉ?”.

Il Vicepresidente Massimo Vassallo spiega la scelta della Fondazione di realizzare un progetto che ricostruisca il percorso giudiziario e riporti al centro i fatti.

“Il docufilm nasce dalla necessità di comprendere come si sia arrivati al proscioglimento di Cagnazzo e all’assoluzione di Ridosso, nonostante la Procura abbia sostenuto le accuse e continui a chiedere che le proprie ragioni vengano valutate in appello. Vogliamo mettere in fila i fatti, le decisioni e le dichiarazioni, affinché ogni cittadino possa conoscere questa vicenda e farsi un’idea sulla base degli elementi disponibili. Non vogliamo sostituirci alla magistratura, ma non accettiamo che le domande restino senza voce”.

La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore continuerà a seguire ogni sviluppo del procedimento, nel rispetto delle istituzioni e nella convinzione che la ricerca della verità sull’uccisione del Sindaco Pescatore debba rimanere una priorità.

“PERCHÉ? – concludono Dario e Massimo Vassallo –. È il titolo del nostro docufilm, ma soprattutto è la domanda che rivolgiamo alle istituzioni e all’opinione pubblica. Perché si è arrivati a decisioni così diverse dalle richieste della Procura? Quali sono le ragioni di queste decisioni? Sono domande alle quali vogliamo dare spazio attraverso una ricostruzione seria e documentata. Per Angelo, per la sua famiglia e per tutti coloro che credono nella giustizia, continueremo a chiedere risposte”.