Teoría de Pino Aprile: La inteligencia va en camino de desaparecer ...

Al Fabula le storie cambiano forma, ma continuano a essere il modo più diretto per parlare ai ragazzi. Dopo una seconda giornata attraversata da letteratura, cinema, legalità e testimonianze personali, il Premio prosegue domani, lunedì 31 agosto, con un programma che mette ancora una volta insieme mondi apparentemente lontani.

Dalle fiabe all’errore, dalla scuola alla musica, passando per sport, istituzioni e comunicazione, a Bellizzi continua il viaggio nel segno di «Fuori dal mondo», il tema della XVI edizione.
La giornata si apre alle 15.30 in Piazza Municipio con il laboratorio di «Caccia al Tesoro», a cura dell’Associazione Parco Culturale Piana del Sele e dedicato ai bambini delle scuole elementari. Alla stessa ora, spazio ai ragazzi più grandi con il laboratorio di Pino Aprile sulle fiabe e sul tema di «Elogio dell’errore». Un’occasione per rovesciare ancora una volta il punto di vista: l’errore non come qualcosa da nascondere, ma come una possibilità, un passaggio necessario per imparare e trovare una strada.
Alle 17, nell’Area incontri dell’Arena Troisi, i ragazzi incontreranno Alfonso Filippone, docente indicato tra i 50 migliori insegnanti al mondo. Alle 17.30 sarà la volta di Olimpia Abbate, questore di Salerno, mentre alle 18 arriverà Mattia Tononi, nuotatore agonista italiano della FISDIR. Alle 18.30 spazio a Marco Frittella, direttore della Comunicazione e delle Relazioni Istituzionali di Rai Com, per un confronto sul mondo dell’informazione e della comunicazione.
Alle 19 sarà Pino Aprile a incontrare i ragazzi. Giornalista, scrittore e autore di numerosi libri dedicati alla storia e all’identità del Mezzogiorno, Aprile porterà al Fabula il suo sguardo diretto e spesso controcorrente, partendo proprio dalle fiabe e dall’«Elogio dell’errore». Una riflessione che si lega naturalmente al tema di questa edizione: essere «fuori dal mondo» può significare anche avere il coraggio di mettere in discussione ciò che sembra già scritto.
Alle 19.30, infine, la parola passerà alla musica con Napoleone, nome d’arte di Davide Napoleone, cantautore, autore e produttore campano. Dopo una carriera da autore per altri artisti, ha costruito un proprio percorso musicale fatto di sonorità pop, funk e richiami alla tradizione campana. Nel 2022 ha conquistato l’estate con «Io, tu e l’estate», mentre quest’anno è tornato con «Cucù Marì», un brano che racconta l’estate dell’infanzia e i primi turbamenti attraverso il ricordo. E sarà proprio Napoleone, insieme a Pino Aprile, il protagonista dell’appuntamento serale delle 20.30 in Piazza del Popolo, con «Le favole e le fiabe dei ragazzi». Un altro incontro tra parole e musica, tra racconti e canzoni, nel cuore di Bellizzi. Come ogni sera, gli ospiti che hanno incontrato i ragazzi saliranno sul palco per ricevere il Castelletto, il simbolo del Premio Fabula. Timoniere della giornata Antonio Sica.
LA SECONDA GIORNATA: “FUORI DAL MONDO” COME LIBERTÀ
Intanto, la seconda giornata ha confermato quanto il tema «Fuori dal mondo» possa assumere significati diversi a seconda di chi lo racconta. Edoardo Leo, ieri sera, lo ha trasformato in una dichiarazione di libertà: «Mi sono sempre sentito fuori dal mondo, ma è una fortuna: significa poter guardare le cose da un’altra prospettiva, vederle in maniera diversa». Un concetto ripreso, in modo ancora più personale, da Edoardo Prati, che ha raccontato ai ragazzi una diversità mai rinnegata: «Ma sono felice di essere cresciuto fuori dal mondo. È anche grazie a quello che sono arrivato fin qui». E poi le parole di Vito Primavera, medico e Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, che ha riportato il tema alla responsabilità quotidiana: «Ogni giorno abbiamo la possibilità di fare la differenza, anche attraverso le piccole scelte e il modo in cui ci prendiamo cura degli altri».
Sul palco del Fabula anche Alessandra Camassa e Bernardo Petralia, magistrati, che hanno parlato di giustizia e comunità, senza rinunciare al sorriso: «Le cause le lasciamo in tribunale e a casa cerchiamo di litigare il meno possibile». E Matteo Morvillo, Alfiere della Repubblica, per la prima volta dall’altra parte della platea, davanti a tanti suoi coetanei: «Essere così giovane e trovarmi qui, davanti a tanti miei coetanei, mi fa sentire una grande responsabilità».
Sono le tante anime del Fabula: storie diverse, esperienze diverse, persone che arrivano da mondi lontani e che per qualche giorno si ritrovano davanti alla stessa platea. Quella dei ragazzi. E domani, a Bellizzi, il viaggio continua ancora una volta tra fiabe, errori, parole e musica.