Gaetano Stella notizie e video

Giovedì 6 agosto 2026, alle ore 21.15, in largo Santa Maria dei Barbuti, nel centro storico di Salerno, per la quarantunesima edizione della rassegna estiva di teatro “Barbuti Festival”, nell’ambito del progetto “Foglie di teatro”, prima nazionale per lo spettacolo “Ma che aspettate a batterci la mani” - ovvero il Mistero buffo di Dario Fo, che vedrà protagonista Gaetano Stella.

In scena con lui: Mauro Collina, Martina Soldani e Francesca Stella. Pianoforte e voce: Gioia Consiglio (ingresso 10 euro). Con lo stesso biglietto, alle 20.30, prima dello spettacolo, si potrà partecipare ad una passeggiata culturale per la città guidata dall’associazione culturale Erchemperto.

Si tratta di una scrittura drammaturgica di Gaetano Stella, che cura anche la regia, liberamente ispirata al Teatro di Dario Fo. Un’esplosione di ritmo, sberleffo e poesia. "Ma che aspettate a batterci le mani" è un viaggio scatenato e dissacrante nel cuore del teatro popolare, che prende le mosse dal capolavoro di Dario Fo per esplorare i confini della libertà, della satira e dell'umanità. In una piazza senza tempo guidata da un appassionato Cantastorie, si muovono un camaleontico Attore-Giullare, due clown straccioni e stralunati (Gronio e Sghemba) e una virtuosa pianista. Attraverso la fisicità travolgente della clownerie, la rilettura di testi sacri della tradizione giullaresca in un'inedita e potente lingua napoletana, e le canzoni di grandi poeti moderni, lo spettacolo demolisce i dogmi del potere per restituire dignità e voce alla piazza, al riso e alla sacra follia del teatro. Lo spettacolo recupera lo spirito più autentico del Mistero Buffo di Dario Fo: il teatro come rito collettivo, politico e catartico, dove il sacro incontra il profano e la risata diventa un'arma di liberazione. La "piazza" non è solo un luogo fisico, ma uno stato mentale: lo spazio in cui il popolo si riappropria della parola attraverso lo sberleffo, demolendo l'ipocrisia dei potenti e l'autorità dei dogmi. Riprendendo la lezione magistrale del Mistero Buffo di Dario Fo, lo spettacolo elegge il Giullare e i Clown a custodi di una verità scomoda, che usa la risata non come intrattenimento evasivo, ma come strumento di profonda consapevolezza sociale. Lo spettacolo rifiuta la quarta parete e la passività del teatro borghese. Il titolo stesso è un imperativo, una provocazione e un invito. Chiedere al pubblico "Ma che aspettate a batterci le mani?" significa strapparlo al ruolo di consumatore passivo per renderlo complice dell'evento. In un'epoca di isolamento e schermi digitali, lo spettacolo vuole essere un atto di resistenza teatrale: un promemoria cantato e urlato che la libertà non è un concetto astratto, ma un esercizio collettivo che esiste solo quando si decide, insieme, di partecipare.

Info 339/6858043 – www.bottegasanlazzaro.it