Tempi Moderni - Brochure

Il laboratorio di scrittura creativa del cantautore Manù Squillante approda a Palazzo Fruscione dopo i primi due incontri on-line. Questa sera (lunedì 4 maggio - ore 20.00) la rassegna “Navighiamo su fragili vascelli”, che affianca la grande mostra diffusa: “Infiniti Mondi. Viaggio nella poetica di De André”, si apre con l’incontro “Dalla scrittura alla voce” che prosegue il lavoro creativo fatto negli incontri precedenti, continuando a sviluppare e rielaborare gli epitaffi viventi nati nel corso del laboratorio, approfondendo la scrittura e iniziando a trasformare i testi in parola viva.

Con la giornalista e scrittrice Djana Pavlovic mercoledì 6 maggio (ore 20.00), partendo dal libro “Irriducibili. Alterità dell’anima zingara” (Edizioni Upre Roma, 2025), ci addentreremo nella conoscenza del popolo rom e sinti quello che Fabrizio De André spiegava essere “un popolo che meriterebbe, per il fatto stesso che gira il mondo da oltre duemila anni e lo gira senza armi, il premio Nobel per la Pace”. Il libro della Pavlović riflette proprio sull'identità del suo popolo e analizza le persecuzioni e il razzismo, difendendo l'alterità culturale contro l'assimilazione forzata. Nata in Serbia in una famiglia Rom, Djana Pavlovic che a Palazzo Fruscione dialogherà con la giornalista Monica Trotta, ha conosciuto fin da bambina il peso del pregiudizio e ha trasformato quell’esperienza in coscienza, voce pubblica, lotta per i diritti. Attrice, attivista e protagonista dell’impegno culturale e politico romanì in Europa, ha fatto della propria storia una battaglia contro ogni discriminazione.

“Ottocento!” è invece il titolo dell’incontro di venerdì 8 maggio (ore 20.00) con il professore Massimo Cerulo (docente di Sociologia all’Università di Napoli “Federico II”- CERLIS CNRS, Sorbonne Paris Cité). L’incontro muove dal brano scritto da Fabrizio De André nel 1990, pagina singolare e visionaria in cui il melodramma si intreccia allo yodel, generando un effetto di sottile straniamento. Brano al quale la mostra: “Infiniti Mondi. Viaggio nella poetiva di Fabrizio De André”, dedica lo scatto di Guido Harari, esposto nel foyer del Teatro Verdi, che ritrae De André in frac, durante l’esibizione dal vivo appunto di “Ottocento”. Tra le pieghe di questa lectio affiorano inoltre echi sociologici e soprattutto letterari (in un richiamo all’universo di Dostoevskij, in un suggestivo dialogo tra musica, decadenza e inquietudine). L’incontro sarà introdotto da Alfonso Amendola (direttore scientifico Tempi Moderni). Saluti di apertura sono affidati a Gennaro Iorio (docente di Sociologia generale, Università degli Studi di Salerno)

Doppio appuntamento sabato 9 maggio, alle ore 11.00 con la sezione Passione fotografia che vedrà Lello Campanelli (già dipendente pubblico) e Loredana Vecchi (psichiatra) dialogare con il giornalista Alessandro Mazzaro. Campanelli ritiene che l’attività fotografica, come tutte le attività creative, abbia una proprietà benefica, salvifica per chi la pratica. Chiedendosi se questa qualità potesse essere indirizzata a beneficio di quelle persone afflitte da problematiche più complesse ha pensato di rivolgersi alla scienza attraverso operatori psichiatrici per cercare insieme, ognuno con le proprie competenze, di dar vita ad un laboratorio di fotografia, attraverso “il gioco” dell’autoritratto. In serata invece (ore 21.00) l’incontro concerto con il cantautore siciliano Claudio Covato, vincitore del Premio Fabrizio De André 2025. Covato, racconterà al pubblico di Tempi Moderni il suo percorso artistico, fatto di studi classici, con un inizio nel mondo lirico, e una costante ricerca poetica. “Chiddu ca me resta” è il titolo di questo incontro ed è mutuato dal brano con il quale Covato si è aggiudicato il prestigioso premio De André. Brano in dialetto e dal testo inafferrabile e metafisico, che frulla folk-rock e world music, con lo stesso “approccio popolare ma universale con il quale Fabrizio aveva aperto la strada con il capolavoro senza tempo di “Crêuza de mä””, recita la motivazione del premio.

“Respiro” invece è il titolo del film di Emanuele Crialese in proiezione domenica 10 maggio (ore 19.00). Ad introdurre la pellicola, la giornalista Francesca Salemme in dialogo con Anna Chiara Sabatino (docente Linguaggi audiovisivi e Storytelling digitale, Università degli Studi di Salerno). Il film è ambientato sull’isola di Lampedusa, in una realtà sospesa tra la terra e il mare. La protagonista è Grazia che non è come le altre isolane. Le donne più anziane la definiscono “o troppo felice o troppo triste”, perché non sanno dare un nome a quella forma di depressione che l’attanaglia, rendendo il suo umore instabile e lei imprevedibile. Suo marito vorrebbe mandarla in una clinica a Milano, ma non ne ha il coraggio. Lei, che vive per i suoi figli, l’unica ancora che le impedisce di cercare qualcos’altro oltre il mare, si fida quando il figlio Pasquale, che un po’ si vergogna della sua stranezza, per difenderla e proteggerla la nasconde in una grotta.

FOCUS SUGLI ARTISTI IN MOSTRA

Nella terza settimana della mostra collettiva diffusa Infiniti Mondi. Viaggio nella poetica di Fabrizio De André, due artisti: Mario Dondero e Mimmo Jodice.

È stato il maestro del fotogiornalismo italiano, Mario Dondero ha attraversato il Novecento con uno sguardo curioso e partecipe, raccontando conflitti, arte, teatro, musica e cinema. Nelle fotografie esposte a Palazzo Fruscione, il volto di Pier Paolo Pasolini riemerge nella sua dimensione più autentica, sottratto alla violenza della storia che culminerà tragicamente nella sua morte nel 1975. A quella stessa vicenda Fabrizio De André darà voce in Una storia sbagliata, ritratto di un uomo raro e di un’Italia incapace di riconoscere i propri poeti. Le due immagini in mostra lo ritraggono accanto alla madre: una presenza essenziale, che diventa anche simbolo della solitudine profonda che attraversa tutta la sua esistenza.

Mimmo Jodice ha rinnovato la fotografia italiana con uno sguardo poetico e concettuale, attraversando ritratti, paesaggi urbani e antropologia visiva. Formatosi negli anni Cinquanta, in un’Italia ancora segnata dalla guerra ma attraversata da nuovi fermenti creativi, Jodice trova fin da subito nella fotografia uno strumento ideale per interrogare il tempo e la memoria. In mostra nelle sale di Palazzo Fruscione, il “Volo dell’Angelo” a Giugliano diventa metafora del desiderio umano di elevarsi, ponte tra tempo terreno e trascendente, evocando Ho visto Nina volare di Fabrizio De André, dove il volo diventa segno della leggerezza dell’infanzia e della perdita dell’innocenza, soglia verso l’età adulta.

La mostra Infiniti Mondi. Viaggio nella poetica di Fabrizio De André, è organizzata e curata dall’Associazione Tempi Moderni in collaborazione con il Comune di Salerno, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, l’Archivio di Stato di Salerno, la Fondazione Ebris, la Fondazione della Scuola Medica Salernitana, il Teatro “Giuseppe Verdi” di Salerno, la Corte d’Appello e la Procura Generale di Salerno, l’Università degli Studi di Salerno. È promossa e sostenuta da Regione Campania, Comune di Salerno con il Teatro “Giuseppe Verdi” e la Camera di Commercio I.A.A di Salerno. La rassegna Navighiamo su fragili vascelli è ideata e organizzata dall’Associazione Tempi Moderni, promossa e sostenuta da Regione Campania, Comune di Salerno con il Teatro “Giuseppe Verdi” e la Camera di Commercio I.A.A di Salerno. Con il patrocinio di Regione Campania, Provincia di Salerno, Comune di Salerno, Camera di Commercio I.A.A di Salerno, Confindustria Salerno, Università degli Studi di Salerno, Fondazione Carisal, Ordine dei Giornalisti della Campania e, per la sezione Suoni della Rassegna, Assomusica. Con il contributo di: Allianz di Parrilli e Sanfilippo, Banca Campania Centro, Centrale del Latte Spa, Con-tra Spa, De Luca srl, Fondazione Carisal, Fondazione Ebris, Fondazione Saccone, Fondazione Tosi, Metoda Finance srl, Project Finance 4.0, Ritonnaro Spa, Sada Spa. Sponsor tecnici: Boccia Industria Grafica spa, De Cesare Viaggi, Del Basso parquet, Guardian Srl, Marsia, Studio Pedone e Tomeo Architet’s Lab, Santoro Grafica srl. In collaborazione con: Agesci Gruppo Scout Salerno 10, Associazione culturale Lab 147, Cerzosimo studio e visual, Festival De André di Brescia, Festival libro aperto, Fondazione Saccone, Foto Diego, Feltrinelli Librerie, Ordine dei Giornalisti della Campania, Sony Music, Teatro “Giuseppe Verdi” Salerno, Università degli Studi di Salerno. Media partner: Campania Life, RCS, Zona RCS, Salerno News24.