Ecco come arginare l'emergenza minori a Napoli", intervista a Paolo Siani

Una stanza che non sia solo un luogo di didattica, ma un incubatore di coscienza critica e di giornalismo. Lunedì 20 aprile, alle ore 15.00, presso la sede di Via San Domenico dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore "Adolfo Pansini", si terrà la cerimonia ufficiale di intitolazione dell’Aula di Giornalismo a Giancarlo Siani.

Il cronista de Il Mattino, ucciso dalla criminalità organizzata il 23 settembre 1985 a soli 26 anni, torna simbolicamente tra i banchi di scuola. La targa che verrà svelata non è un semplice tributo alla memoria, ma il segno tangibile di un impegno: trasformare quell'aula in uno spazio capace di "generare" memoria attiva. Non una mera celebrazione del passato, dunque, ma un laboratorio permanente dove il ricordo di Siani possa tradursi in ispirazione quotidiana per i giornalisti del futuro, nel segno della ricerca della verità e del coraggio della denuncia.

Accanto ai docenti e agli studenti del liceo partenopeo, all'evento interverranno due figure centrali nella custodia di questa eredità: il dottor Paolo Siani, fratello di Giancarlo, medico pediatra e principale animatore delle iniziative in onore del cronista attraverso la Fondazione Siani; e il magistrato Armando D’Alterio, civil servant di lungo corso che, con la sua inchiesta, riuscì a squarciare il velo di impunità sull'omicidio del giovane giornalista.

L’iniziativa nasce come coronamento del Corso di Giornalismo del Liceo Pansini. L’idea dell’intitolazione, proposta originariamente da Paolo Siani (già ospite d'eccezione del corso alcuni mesi fa), è stata promossa dal giornalista e scrittore Michelangelo Iossa, docente/esperto del progetto del corso, e accolta con immediato entusiasmo dalla Dirigente Scolastica, prof.ssa Albina Arpaia, e dal coordinatore del corso, prof. Lucio Celot.

L'aula potrà diventare il luogo ideale in cui gli studenti potranno imparare che la scrittura è una autentica 'responsabilità civile'. Alla cerimonia del 20 aprile parteciperanno numerosi docenti e studenti dell'istituto napoletano, testimoni di un passaggio di testimone ideale: fare in modo che la penna di Giancarlo Siani non smetta mai di scrivere attraverso i sogni e il rigore dei cronisti di domani.