La strage di Bologna - Istituto Nazionale Ferruccio Parri

Erano le 10:25 del 2 agosto del 1980 quando la sala d’aspetto della stazione centrale di Bologna venne distrutta dall’esplosione di un ordigno che causò la morte di 85 persone e il ferimento di altre 200. Quel giorno si consumò una delle pagine più nere della storia della Repubblica, che il Presidente Sandro Pertini definì “l’impresa più criminale avvenuta in Italia”.

Le testimonianze dei superstiti, reperibili sul sito dell’associazione ‘Tra i familiari delle vittime della strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980’, raccontano i terrificanti attimi vissuti dai tanti lavoratori e dai viaggiatori che quella mattina di agosto erano in partenza per le ferie estive o tornavano a casa dalle loro famiglie.

“Una fiammata enorme, un forte boato. Qualcuno usci dalla sala d’aspetto con gli indumenti bruciati. La polvere era dappertutto e la sala d’aspetto crollò. Sulla gamba mi cadde un pezzo di ferro. Ci fu un silenzio irreale, mi svegliò un urlo violento. Una persona veniva verso di me ma mentre correva, gli cadde un masso sulla schiena. Rimase a terra a pochi centimetri. Uscii dalla stazione e chiamai altre persone, tornammo sul primo binario e riuscimmo a spostare il blocco. Se lo portarono via con l’autoambulanza”.

“Ero sotto le macerie. C’era un gran buio e urlavo. Sentivo le sirene delle ambulanze che giravano intorno e le mani che scavavano tra le pietre. Ero rimasta incastrata tra una grossa trave e la mia scrivania. Hanno iniziato a scavare e alla fine ho sentito una mano che mi prendeva e mi tirava fuori. Ho perso le mie colleghe, stavamo solo compiendo il nostro dovere”.

Nel 1981, il Presidente Pertini conferì alla città di Bologna la Medaglia d’oro al valore civile. Il testo della motivazione recitava: “A seguito del criminale attentato terroristico che sconvolse duramente la Città, l’intera popolazione, pur emotivamente coinvolta, dava eccezionale prova di democratica fermezza e di civile coraggio. In una gara spontanea di solidarietà, collaborava attivamente con gli Organi dello Stato, prodigandosi con esemplare slancio nelle operazioni di soccorso. Contribuiva così per la tempestività e l’efficienza a salvare dalla morte numerose vite umane, suscitando il plauso e l’incondizionata ammirazione della Nazione tutta”.

La strage di Bologna è considerata l’atto finale della strategia della tensione. Da 46 anni l’orologio antistante il piazzale della stazione é fermo sulle 10,25: lo chiamano ‘orologio della memoria’.

“Il peggior attentato mai avvenuto in Italia in tempo di pace –  dichiarava il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, durante la commemorazione del 40° anniversario -. Una ferita tuttora dolente per l’Italia intera. In sede giudiziaria, è stata accertata la matrice neofascista della strage e ulteriori passi sono stati compiuti per ottemperare, come ebbe a ricordare il capo dello Stato, alla inderogabile ricerca di quella verità completa che la Repubblica riconosce come proprio dovere”.