Il colosso mondiale delle certificazioni sceglie il cuore del distretto orafo per il suo 36° laboratorio globale. Alla guida Francesco Sequino, gemmologo di fama internazionale e docente IGI.

L'International Gemological Institute (IGI), uno dei pilastri mondiali nella classificazione e certificazione di diamanti, pietre preziose e gioielli, ha inaugurato la sua nuova sede italiana. Per il suo debutto ufficiale nel Paese, l'istituto ha scelto il Tarì di Marcianise, centro nevralgico della tradizione e dell'eccellenza orafa campana. Fondato ad Anversa (Belgio) nel 1975 e oggi sotto il controllo della società di investimento Blackstone, l'IGI rappresenta un pioniere assoluto del settore. L'apertura in Italia è il risultato di un lungo monitoraggio da parte del gruppo, che ha individuato nel Tarì i criteri di sicurezza e logistica ideali per intercettare le potenzialità del gioiello Made in Italy. numeri di un gigante globale L'istituto si inserisce nel tessuto produttivo italiano forte di una struttura internazionale ad alta redditività: L’ International Gemological Institute ha una rete di 36 laboratori di classificazione e 18 scuole di gemmologia dislocate in 10 Paesi, tra cui Anversa, New York, Mumbai, Dubai, Hong Kong e Bangkok, con un organico globale di 1.070 collaboratori tra gemmologi specializzati, tecnici di laboratorio e personale amministrativo. Trasparenza e lotta alle frodi, la visione di Francesco Sequino coordinatore della nuova sede italiana nel ruolo di General Manager Italia. Francesco Sequino, gemmologo di fama internazionale e docente dell'istituto, guiderà un team di specialisti di alto livello. "Il laboratorio di Marcianise ci consentirà di porre l’IGI come un arbitro del mercato, offrendo integrità e trasparenza per dare a operatori e consumatori la certezza assoluta di ciò che stanno acquistando o vendendo", ha spiegato Sequino. "Questo traguardo è il risultato di costanti investimenti in formazione e tecnologia d'avanguardia. Il nostro obiettivo è proteggere la filiera da alchimisti improvvisati, frodi e approssimazioni, garantendo che il valore economico sia sempre supportato da un valore tecnico indiscutibile”. All'inaugurazione della sede hanno partecipato i principali vertici del settore orafo nazionale, tra cui il presidente del Tarì Vincenzo Giannotti, il presidente di Assocoral Vincenzo Aucella, e il presidente di CNA Orafi Campania, Romualdo Pettorino. Quest'ultimo ha rimarcato la valenza straordinaria dell'operazione: "Poter contare su un gigante della certificazione nel cuore del nostro distretto permetterà alle nostre imprese di avvalersi dell'autorità di un ente superpartes per garantire l'autenticità dei prodotti, attivando un confronto costante e produttivo”. Un ruolo centrale nella nuova strategia dell'istituto sarà riservato al corallo, grazie anche alla sinergia con l'imprenditore corallifero Vincenzo Liverino, vicepresidente di Assogemme e alla guida di una storica azienda di Torre del Greco. "Il corallo deve essere considerato alla stessa stregua delle pietre preziose", ha sottolineato Liverino. "Lavorare in sinergia con uno dei principali istituti mondiali di certificazione contribuirà a dare le giuste informazioni per la valutazione di una gemma unica e meravigliosa”. Per sensibilizzare il mondo gemmologico internazionale sulla filiera, Sequino ha subito accompagnato i colleghi stranieri in visita al Museo Liverino, concludendo con una linea programmatica chiara per il futuro. ”Con lo sbarco di IGI e la collaborazione con tutte le associazioni di categoria vogliamo tutelare l'intera oreficeria. La filiera campana ha un potenziale enorme, ma per fare il salto di qualità definitivo dobbiamo cambiare mentalità, fare rete e abbattere i pregiudizi. Credo fortemente nel 'Made in Naples': qui c'è una marcia in più e una grandissima fame di crescere” - ha poi concluso Francesco Sequino.