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Master 3

Se il futuro delle città passa sempre più dalla capacità di conoscere, conservare, riqualificare e trasformare il patrimonio esistente, il nuovo professionista del patrimonio non può essere soltanto un tecnico del restauro, ma deve conoscere la storia, le tecnologie, la sicurezza, la sostenibilità, la gestione, la valorizzazione e le nuove modalità di fruizione di architetture e siti esistenti.

È da questa consapevolezza che nasce e si rafforza “LIVHE – Living Heritage”, il Master universitario di II livello del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università degli Studi di Salerno, che si prepara alla sua seconda edizione dopo un primo anno di attività caratterizzato da un intenso programma di lezioni, sopralluoghi, visite tecniche, workshop e incontri con studiosi, professionisti e istituzioni.

Il nuovo bando mette a disposizione 35 posti per l’edizione 2026-2027. Ma LIVHE non è semplicemente un altro corso di formazione post-laurea, è un percorso universitario biennale da 120 CFU, costruito per chi vuole acquisire una specializzazione avanzata nel campo del patrimonio costruito, dei monumenti e dei siti storici.

La prima edizione: non solo lezioni, ma patrimonio vissuto sul campo

«Il valore di LIVHE non risiede soltanto nei numeri del titolo – spiega la Prof.ssa Federica Ribera, Direttrice del Master - La prima edizione ha infatti scelto una strada molto precisa, ossia portare gli studenti fuori dall’aula e dentro il patrimonio».

Infatti, il percorso ha coinvolto docenti universitari, ricercatori, professionisti ed esperti delle istituzioni e ha affrontato quattro grandi aree (normativa e gestione; conoscenza e rappresentazione; conservazione e manutenzione; rigenerazione, valorizzazione e fruizione) attraverso lezioni frontali e tantissime attività di sopralluogo e lavoro sul campo, tra cui le esperienze presso il Duomo di Salerno, i Parchi Archeologici di Pompei e Paestum, il Museo di Villa Giulia a Roma e il Parco i Veio, il centro storico di Napoli, e ancora presso gli edifici del moderno a Guidonia, il Giardino della Minerva a Salerno, e molte altre. Non sono mancate masterclass internazionali, workshop progettuali e incontri specialistici, tra cui la masterclass dedicata a “Disaster Risk Management and Climate Action for Sustainable Built Heritage Conservation and Management”, con Rohit Jigyasu dell’ente internazionale ICCROM.

«Una formazione – continua Ribera – che non si limita a spiegare il patrimonio, ma insegna a lavorare sul patrimonio avendone amorevole cura. Il concetto di “Living Heritage” è proprio questo: considerare il patrimonio non come qualcosa di immobile, da conservare semplicemente “così com’è”, ma come una realtà viva, che deve continuare a dialogare con la città, con le comunità e con le esigenze contemporanee. È una prospettiva particolarmente importante, in un Paese come l’Italia e, ancora di più, in una regione come la Campania, dove convivono centri storici, siti archeologici, paesaggi culturali, architetture moderne, monumenti, infrastrutture storiche e territori sottoposti a continue trasformazioni».

La seconda edizione: una nuova opportunità per architetti, ingegneri, professionisti e dipendenti pubblici

Dopo il bilancio positivo della prima esperienza, il DICIV per la seconda edizione mantiene il cuore del percorso, ma consolida una proposta particolarmente interessante per chi vuole investire sulla propria formazione post-laurea: due anni, 120 CFU, titolo universitario di II livello, formazione multidisciplinare, attività sul campo e confronto diretto con il mondo della ricerca, della professione e delle istituzioni, con l’introduzione del Living Heritage Lab, un cantiere-scuola che mette gli studenti in contatto con una forte realtà progettuale.

Il patrimonio torna a essere protagonista e con LIVHE il DICIV scommette sulla formazione di chi dovrà occuparsene nei prossimi decenni.

Per chi lavora o intende lavorare nella pubblica amministrazione, negli enti di tutela, nelle università, negli studi professionali, nelle società di progettazione e nei settori della conservazione e valorizzazione del patrimonio, si tratta, quindi, di un investimento formativo che può assumere un peso importante anche nella costruzione del proprio curriculum. E per i professionisti del settore il percorso può inoltre essere accompagnato dal riconoscimento dei crediti formativi professionali (CFP) secondo le modalità previste dagli Ordini professionali.

I dipendenti pubblici, che possono valutare l’accesso al Master anche nell'ambito delle opportunità previste dalla convenzione PA 110 e lode, pensata per favorire l'alta formazione e l’aggiornamento del personale della Pubblica Amministrazione.

COME ISCRIVERSI

35 posti disponibili

Scadenza presentazione domande: 26 ottobre 2026, ore 15.00

Consulta il bando ufficiale della seconda edizione

Scopri il Master LIVHE sul sito dell’Università di Salerno

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