Giovedì 24 settembre alle ore 18.30, nella Sala Teatro de I Giardini di Trotula, in via Bastioni 12 a Salerno, sarà presentato “Il morto che scrive”, il romanzo di Linda Di Giacomo, psicologa, grafologa e docente AGI.
Un libro che parte da un delitto e sembra voler prendere la strada del giallo giudiziario, attraversa il territorio del cosy crime e finisce per raccontare, con una buona dose di ironia, qualcosa di molto più umano: le persone, le loro contraddizioni, le paure, gli amori, le debolezze e quelle stranezze che spesso rendono la vita più interessante di qualsiasi indagine.
Al centro della storia c’è Agnese Malaspina, grafologa giudiziaria. Tutto comincia quando, in un bosco, viene ritrovato un cadavere ricoperto di misteriose scritte. Quei segni diventano per Agnese una sorta di messaggio da decifrare: cosa raccontano del morto? E soprattutto, cosa possono rivelare di chi lo ha lasciato lì?
Da quel momento prende forma un’indagine che, però, non segue esattamente le regole del giallo tradizionale. Accanto alla ricerca della verità giudiziaria entra infatti in scena la vita privata di Agnese, con il suo carico di paure, ricordi, amori passati e rapporti familiari.
E qui emerge una delle caratteristiche più piacevoli del romanzo: l’ironia, che Linda Di Giacomo riesce a mantenere viva lungo tutta la narrazione, anche quando la storia si fa più seria.
La presentazione si inserisce nell’ambito di GIOVEDIAMOCI, la rassegna letteraria promossa dalla Cooperativa Sociale Laboratorio dei Pensieri Scomposti – Lab.Pen.So., in collaborazione con ASL Salerno e Progetto Avanti, giunta al suo terzo anno di attività.
L’incontro sarà curato da Germano Fiore, Direttore UOC-UOSM Salerno, e da Umberto Flauto, responsabile culturale dell’evento e della Cooperativa Lab.Pen.So.
Saranno presenti l’autrice Linda Di Giacomo, Gabriele Fernicola e i lettori del gruppo “Ruote e Passi”, ai quali sono state affidate le letture.
L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Perché, in fondo, davanti a un morto che scrive, una cosa è certa: qualcuno dovrà pur mettersi ad ascoltare quello che ha da dire.