
La nuova settimana dei Racconti del contemporaneo apre la rassegna “Navighiamo su fragili vascelli” mercoledì 8 aprile (ore 19.00) con un focus dedicato al maestro del bianco e nero, della fotografia di reportage e di indagine sociale, Gianni Berengo Gardin, i cui scatti, a Palazzo Fruscione, sulla vita degli zingari a Firenze, Palermo e Trieste, sulla condizione drammatica degli istituti psichiatrici di Gorizia, Colorno, Firenze e Ferrara, e sulle contestazioni a Piazza San Marco alla Biennale di Venezia del 1968, dialogano con la poetica di tre brani di Fabrizio De André: Khorakhanè Un matto e Canzone del Maggio .
La serata inizia con la proiezione del documentario “Il ragazzo con la Leica” di Daniele Cini del 2021 e, a seguire, l’incontro con Susanna Berengo Gardin, curatrice dell’Archivio Berengo Gardin, in dialogo con la curatrice Suleima Autore. La serata sarà introdotta dalla giornalista Erminia Pellecchia. Saluti di Anna Onesti, soprintendente ABAP di Salerno e Avellino.
Giovedì 9 aprile, alle ore 12.00, il primo concerto all’Università degli Studi di Salerno. Al Teatro d’Ateneo “Canti e tanghi per Staino: il mondo musicale di Bobo”. Qui a fare da protagonista saranno i fumetti ispirati alle più belle canzoni d’autore italiane, che rivivono in uno spettacolo comico, commovente, irriverente di segni e suoni. La matita di Sergio Staino dialoga con la voce di Alessio Lega, accompagnato dalla fisarmonica di Guido Baldoni e dal contrabbasso di Michele Staino. De André, Guccini, Vecchioni, Paolo Conte, Battisti, Gaber, Piero Ciampi e qualche Tango storico: a volte canzoni notissime, altre volte perle nascoste di poesia, sempre attuali ed emozionanti. Staino, oltre che fumettista, autore satirico, scrittore, giornalista, è stato anche un grande appassionato di musica: una lunga militanza al Premio Tenco, finita con la direzione della maggiore rassegna di canzone d’autore. Alessio Lega, cantautore e storico della canzone, legato a Sergio da grande amicizia e collaborazione, ha unito le numerose storie dedicate da Staino alle canzoni: veri e propri “videoclip a fumetti”, paginoni riccamente colorati, vignette irresistibili, proiettate a tutto schermo, che dominano la scena. Saluti di Virgilio D’Antonio, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Salerno.
Giovedì 9 aprile (ore 20.00), tornano i laboratori online curati dal cantautore Manù Squillante. Nel secondo appuntamento i partecipanti lavoreranno alla creazione dei propri epitaffi viventi, ispirandosi alla forma essenziale e diretta degli epitaffi di Spoon River. Dal virtuale al palco di Palazzo Fruscione, sempre giovedì alle ore 21.00, il quartetto del fisarmonicista Salvatore Cauteruccio ci farà viaggiare “Tra le pagine di Álvaro Mutis con Astor Piazzolla”. Il live, vedrà sul palco, oltre al fisarmonicista, Roberto Musolino al basso, Enzo Campagna alla chitarra e Francesco Montebello alle percussioni.
E sarà nuovamente lo scrittore e poeta colombiano, ma messicano d’adozione, Álvaro Mutis il protagonista dell’incontro di venerdì 10 aprile (ore 20.00) dal titolo “Le strade di Faber e Smisurata Preghiera: De André e Álvaro Mutis” con Federico Boni, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi, Università degli Studi di Milano e Simone Giorgino, docente di Letteratura italiana e letteratura teatrale, Università degli Studi del Salento. Introduce il direttore scientifico di Tempi Moderni, Alfonso Amendola. Saluti di Salvatore Amato, direttore dell’Archivio di Stato di Salerno.
Doppio appuntamento sabato 11 aprile. Alle ore 11.00 il secondo incontro con la sezione “Passione fotografia” in collaborazione con l’associazione Lab 147. Ospite l’architetto Ugo Villani che dialogherà con il giornalista Andrea Pellegrino. La fotografia di Villani si muove tra street photography, reportage e sguardo architettonico. Guarda la città e lo spazio urbano non come semplici scenografie, ma come luoghi vivi, attraversati da segni, stratificazioni e tensioni silenziose. In serata, ore 21.00, nuovo appuntamento con la sezione “Suoni” con il duo Napoli Roots. Il live vedrà sul palco Cristina Pucci alla voce e Guglielmo Grillo alla chitarra classica: il duo Napoli Roots propone un viaggio introspettivo che muove dalle radici della musica partenopea e, in equilibrio tra il rigore che la tradizione impone e l’amore per la musica classica, jazz ed etnica, approda a un sound ricercato e ricco di sfumature, libero da pregiudizi stilistici, in grado di esprimere emozioni anche attraverso i silenzi. Introduce la giornalista Valeria Saggese.
La settimana si chiude domenica 12 aprile (ore 19.00) con la proiezione del film “Nata per te” di Fabio Mollo, adattamento cinematografico dell’omonimo libro del 2018 di Luca Trapanese e Luca Mercadante, basato sulle vicende che portarono Trapanese a adottare la figlia Alba. A introdurre la presentazione del film la giornalista Francesca Salemme in dialogo con l’attore Pierluigi Gigante, protagonista della pellicola.
FOCUS SUGLI ARTISTI IN MOSTRA
Nella terza settimana della mostra collettiva diffusa Infiniti Mondi. Viaggio nella poetica di Fabrizio De André, due artisti: Gianni Berengo Gardin e Paolo Pellegrin.
Maestro del bianco e nero, della fotografia di reportage e di indagine sociale, Gianni Berengo Gardin ha narrato oltre settant’anni di storia italiana costruendo un percorso visivo unico. Il suo sguardo, ironico e partecipe, ha saputo raccontare il lavoro, la marginalità, la quotidianità e i volti di un Paese in trasformazione. Formatosi tra Venezia e il mondo, influenzato dalla fotografia sociale americana e francese e dall’esperienza nelle fabbriche di Olivetti, Alfa Romeo, Pirelli, Berengo Gardin ha fatto della macchina fotografica uno strumento di testimonianza: “non un pennello d’artista, ma una penna da reporter”, come amava dire lui stesso. Testimone diretto di realtà marginali e spesso ignorate dallo sguardo collettivo, Berengo ha documentato, tra le altre, il nomadismo, la condizione di molti istituti psichiatrici e le contestazioni del 1968 in Italia. Tra i momenti più significativi del lavoro documentale di Berengo Gardin si colloca il servizio fotografico realizzato durante la contestazione della Biennale di Venezia del 1968. Mentre gran parte della stampa italiana tendeva a ridimensionare le manifestazioni studentesche, nel tentativo di neutralizzarne la portata, le immagini scattate da Berengo Gardin in piazza San Marco, nello stesso anno, restituiscono invece una testimonianza diretta dello scontro tra il mondo dell’arte e la retorica della “cultura ufficiale”, assumendo, più che mai, il valore di documento storico. A Palazzo Fruscione gli iconici scatti sulla vita degli zingari a Firenze, Palermo e Trieste, sulla condizione drammatica degli istituti psichiatrici di Gorizia, Colorno, Firenze e Ferrara, e sulle contestazioni a Piazza San Marco alla Biennale di Venezia del 1968, dialogano con la poetica di tre brani di Fabrizio De André: Khorakhanè, Un matto e Canzone del Maggio.
Fotoreporter internazionale e membro di Magnum Photos, Paolo Pellegrin racconta conflitti e crisi umanitarie attraverso un bianco e nero rigoroso e una fotografia “incompiuta”, che restituisce centralità alla sofferenza dei civili. Vincitore di undici edizioni del World Press Photo Award, Paolo Pellegrin ha raccontato conflitti e crisi umanitarie in Medio Oriente, Ucraina, Africa, Balcani e America Latina. Pellegrin porta avanti un’idea di fotografia in grado di «innescare una conversazione o un dialogo», sottraendo al discorso sulla guerra la retorica dei potenti e restituendo centralità alla sofferenza dei civili. Nelle immagini esposte al secondo piano di Palazzo Fruscione – dagli sguardi impauriti dei bambini di Gaza ai giovani soldati ucraini – affiora il ciclo interminabile delle vittime innocenti, richiamato anche da Sidùn di Fabrizio De André. Come in La guerra di Piero, la distanza tra i nemici si annulla di fronte a un’umanità condivisa, ricordandoci il volto autentico della guerra.