
Sabato 14 marzo alle ore 10.00, in occasione della Giornata Nazionale del Paesaggio, al Museo archeologico nazionale di Pontecagnano si terrà l’ultimo appuntamento del ciclo di incontri “Coltivare idee”, dedicati al rapporto creativo tra passato e presente e organizzati nell’ambito del progetto Disseminazioni. Indagini artistiche e archeologiche del vivente nel paesaggio degli Etruschi di frontiera della Direzione regionale Musei nazionali Campania, sostenuto da Il Museo Rigenera, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Al centro di questo ultimo incontro, dal titolo Il paesaggio rivelato. Scienze, arte e natura, ci sarà il paesaggio dell’Agro Picentino e della Città di Pontecagnano Faiano, sistema dinamico e stratificato, letto attraverso la lente di discipline differenti e interconnesse: archeologia, agronomia, climatologia. Immagini multispettrali, dati archeologici e studi climatici rimanderanno a un paesaggio stratificato da millenni, mostrando ciò che l’occhio non percepisce: la salute del suolo, l’energia nascosta delle piante, i segni dei cambiamenti ambientali. Archeologi, agronomi e climatologi diventeranno così narratori del paesaggio, rivelando geometrie nascoste, ritmi della vegetazione e mutamenti silenziosi di terreni, corsi d’acqua e coste. Fra trasformazioni climatiche, pratiche agricole contemporanee, dati scientifici, evidenze materiali si tracceranno scenari futuri sostenibili.
L’incontro, introdotto dai saluti istituzionali della direttrice del Museo archeologico nazionale di Pontegnano, Serena De Caro, e dell’assessora alle Politiche Culturali, Roberta D’Amico, sarà coordinato dalla prof.ssa Stefania Zuliani, direttrice artistica della Fondazione Filiberto e Bianca Menna, e vedrà gli interventi di specialisti e docenti di diverse discipline. Il climatologo Mahé Perrette, ricercatore associato presso l’Alfred Wegener Institute (AWI – Potsdam, Germania), guiderà il pubblico attraverso i tempi lunghi del clima: dalle ragioni astronomiche ai fenomeni naturali, come erosione e innalzamento del livello del mare, fino alle interazioni tra uomo e ambiente negli ultimi millenni. Il prof. Carmine Pellegrino, docente di Etruscologia e Archeologia Italica presso il DiSPAC dell’Università degli Studi di Salerno, racconterà le profondità del paesaggio degli Etruschi di frontiera, modellato da interventi antropici e fenomeni naturali, mettendo in evidenza dati palinologici, archeobotanici e studi paleoidrografici. L’agronomo Catello Pane, Primo Ricercatore del CREA - Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria – Centro di Ricerca Orticoltura e Florovivaismo, introdurrà il pubblico alla spettroscopia d’immagine applicata alla gestione delle colture agricole, svelando come trarre supporto dalla sensoristica iperspettrale dagli indici NDVI, dall’analisi di immagini multispettrali, dagli strumenti di detection, con una riflessione sull’impatto delle tecnologie nella lettura del paesaggio agricolo. L’agronomo Luigi D’Aquino, ricercatore all’ENEA - Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile, presenterà Microcosmo, un sistema di allevamento di piante in ambiente controllato che ridefinisce l’idea stessa di coltivazione. La serra diventa dispositivo tecnologico e culturale: un micro ambiente dove il clima è costruito, regolato, misurato ma anche un luogo che interroga il rapporto dell’uomo con la natura.
Nel corso dell’incontro sarà presentato “Oltre la serra”, progetto laboratoriale e installativo dell’artista visiva Rosita Taurone, che indaga il territorio come archivio vivente, in cui passato remoto, presente e futuro si intrecciano e concentra la sua indagine sulla Città di Pontecagnano Faiano e sull’Agro Picentino: una terra che ha restituito importanti testimonianze dell’insediamento etrusco-campano, avamposto meridionale degli Etruschi, oggi fortemente segnati dall’intensificazione agricola e industriale. In questo contesto l’artista orienta lo sguardo non verso ciò che è stato, ma verso ciò che sarà rinvenuto: cosa resterà del nostro presente nel paesaggio che abitiamo? Quali tracce del nostro presente potrebbero raccontare la vita contemporanea agli archeologi del futuro? Queste domande inaugurano il processo collettivo di riflessione sul paesaggio culturale, invitando la comunità a riconoscere negli oggetti quotidiani - frammenti di lavoro, cura, consumo, tecnologia - indicatori della memoria del territorio. Il cuore del progetto sarà la costituzione di una “collezione del futuro”, un archivio corale costituito dagli oggetti e dalle testimonianze donati da cittadini, famiglie, studenti, lavoratori agricoli e viaggiatori come indizi di una cultura materiale in continua trasformazione.
Disseminazioni, a cura di Serena De Caro, direttrice del MAP, e Stefania Zuliani, docente di Teoria della Critica d’arte presso l’Università degli Studi di Salerno, con l’intervento dell’artista visiva Rosita Taurone, è un percorso artistico partecipativo che pone l’accento su come l’archeologia e l’arte possano contribuire a diffondere un più rispettoso rapporto tra l’uomo e la natura. Il progetto che vede coinvolti, insieme alla Direzione regionale Musei nazionali Campania, il Comune di Pontecagnano Faiano, il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno, la Fondazione Filiberto e Bianca Menna – Centro Studi d’Arte Contemporanea, Legambiente Campania - Circolo “OcchiVerdi” Pontecagnano, le Associazioni Avalon e Spontanea, prevede da ottobre 2025 a giugno 2026 un’operazione “disseminata” in più punti della città di Pontecagnano Faiano e della sua periferia, con performance, seminari, laboratori e workshop sui temi della rigenerazione urbana a base culturale indirizzati alla comunità residente, ai giovani, agli specialisti, agli stranieri.