Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

Stampa
Visite: 108

rosarydelsudArt News: Presentata la Mostra Homo ex Machina di Armando  Cerzosimo e Biagio Crescenzo

L’installazione “Homo ex Machina”, dopo il bagno di folla al Teatro Pasolini, giovedì 26 febbraio alle ore 18,30, dedicata all’opera di Biagio Crescenzo “Uomo Meccanico”, si trasferisce negli spazi della Galleria Sala Posa, dove si terrà un talk con la partecipazione di Canio Noce docente di Fisica quantistica, Gabriele Bojano, Alfonso Amendola, Cristina Tafuri, Marco Russo e il flautista Mario Montani.

La fisica quantistica mostra come nulla sia realmente solido e come l’energia sia la base dell’esistenza, questa scienza riconosce il ruolo dell’osservatore nel formarsi della realtà. L’atto di osservare, sia umano che tecnologico, diventa parte della creazione del mondo. Come nella meccanica quantistica, la fotografia è un gesto che “collassa” le possibilità in una sola immagine, dando forma all’invisibile. Sarà questo il tema del talk, condotto dal giornalista Gabriele Bojano, nato intorno alla installazione fotografica e visual “Homo ex Machina” di Armando, Nicola e Pietro Cerzosimo dedicata all’ “Uomo Meccanico”, opera di Biagio Crescenzo e che si svolgerà giovedì 26 febbraio ore 18, nel centro storico di Salerno, presso la Galleria Sala Posa in via G. da Procida, 9. Dopo il bagno di folla per il vernissage di questa installazione, concretizzatasi col patrocinio morale del Comune di Salerno, grazie all’intervento del già assessore Alessandro Ferrara, e il sostegno del Consorzio Area di Sviluppo Industriale di Salerno, presieduto dal Dottore Antonio Visconti, dedicata a questa installazione d’arte creata nel Ceo di Cti FoodTech creata nella stessa azienda, in un teatro dai mezzi all’avanguardia, in particolare per il visual, la Sala Pasolini, un meraviglioso spazio che ha ospitato, nella sua immersività, il ramo Cerzosimo Comunicazione che, fatte salve le ragioni estetiche dello studio in tutti i suoi settori, ovvero tecnica, emozione, sentimento e su tutto la recherche e il rispetto assoluto per l’arte fotografica e la sua storia, ha mostrato alla città, l’evoluzione della comunicazione per immagini, che oggi, accanto al fotografo vede l’affermazione della figura del videomaker, attraverso il quale la fotografia si apre all’ “off camera” o si pone in relazione con il video, l’installazione, la performance e l’immaterialità digitale, una riflessione che vale pure per quelle pratiche autoriali neo-documentarie o di storytelling, connesse ad un soggetto, per creare l'identità anche di un brand, rendendo il messaggio immediato e universale, aumentandone la comprensione e la memorizzazione, evocando, così, emozioni e creando legami emotivi con il pubblico. Diversi gli interventi che hanno invitato il pubblico ad una riflessione, in primis sull’arte fotografica di Armando Cerzosimo, il quale ha fissato, con il suo “occhio”, la genesi dell’ Uomo Meccanico e, quindi, i diversi volti dell’ Uomo Biagio, l’imprenditore, il creativo, l’artista. Transumanesimo, il fascino della macchina, che sia salvifica, che ha da restare “mezzo”, poiché è solo dell’uomo il dubbio e, ancora le arti, quali espressione e creazione della durata di un Istante, pura intuizione, testimoni di facoltà di animi superiori ad ogni misura dei sensi, i temi dei brevi interventi che si sono susseguiti al teatro Pasolini, da parte degli autori, Armando Cerzosimo, Biagio Crescenzo, Antonio Visconti, Alfonso Amendola, Marco Russo e Cristina Tafuri, introdotti da Gabriele Bojano, i quali si ritroveranno nella Galleria Sala Posa in Salerno, a continuare il dialogo con un ospite particolare, il docente di Fisica Quantistica dell’ateneo salernitano Canio Noce. Anche il talk avrà ancora la sua ispirata colonna sonora, legata alla “voce” sola del flauto di Mario Montani, il quale dopo aver fatto “risuonare” il metallo con Varèse, si addentrerà nelle geometrie bachiane della partita in La minore, BWV 1013.

Il pensiero non può che andare al filosofo Aldo Masullo il quale, ne’ “La libertà e le occasioni”, scriveva che nell’età della tecnologia trionfante il pericolo supremo sta nel cedere all’indifferenza del sentire, all’insensibilità emozionale e nel non inorridire dinanzi al vuoto dell’assenza di sé, paventando la sparizione del mondo. La salvezza è, allora, continuare a lasciare un segno, nel suo divenir parola, suono, immagine, arte che diventi di-segno, archè, principio in quanto da-dove della progettualità, essenziale punto di dipartimento di ogni pensiero che, per essere se stesso dovrà nella sua umanità, discernere, giudicare, orientarsi, criticare, creare, dubitare, meravigliarsi, fino alla fine dei tempi.

Autenticati