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La Gori riammoderna il depuratore di Mercato San Severino - In Prima News

Potere al Popolo! Torre del Greco e Alternativa Civica Popolare hanno incontrato lunedì 23 marzo i vertici di Gori per avere un aggiornamento sullo stato dei lavori di collegamento della rete fognaria cittadina al depuratore di Foce Sarno.

All’incontro era stata invitata anche l’Amministrazione comunale, che non ha partecipato e non ha fornito alcun riscontro alla richiesta.

Il confronto del 23 marzo si inserisce dentro una vertenza che Potere al Popolo! Torre del Greco segue da anni, con denunce pubbliche, richieste di tavoli istituzionali, assemblee popolari, sopralluoghi ai cantieri e un precedente incontro tenutosi il 10 febbraio 2025 presso la sede Gori di Ercolano, dove era stato presentato un cronoprogramma che indicava il convogliamento di una prima quota dei reflui entro la primavera e il completamento del restante tratto entro la fine del 2025.

Dal nuovo incontro è arrivata invece la conferma di un ulteriore slittamento. La conclusione complessiva degli interventi, comprensiva del completo collettamento dei reflui e della realizzazione del tubo sottomarino di scarico in corpo idrico ricettore, viene ora collocata a settembre 2026. In altre parole, ancora una volta dopo l’estate.

Nel corso dell’incontro l’amministratore delegato di Gori, Vittorio Cuciniello, ha confermato il completamento degli interventi sul vecchio depuratore cittadino. Attraverso la stazione di rilancio, l’impianto consente già oggi di convogliare circa il 40 per cento dei reflui verso il sistema di Foce Sarno. Potere al Popolo! Torre del Greco e Alternativa Civica Popolare hanno chiesto una visita ufficiale alla nuova stazione di rilancio per verificare direttamente lo stato dell’opera.

Il punto politico più rilevante della discussione tecnica riguarda però la scelta compiuta in questi anni. Dalla riunione si è capito che l’ammodernamento dei depuratori esistenti, a partire da Villa Inglese e San Giuseppe alle Paludi, era tecnicamente praticabile e sufficiente a trattare le portate della città. Una soluzione di questo tipo sarebbe stata meno costosa e avrebbe potuto evitare anni di sversamenti diretti in mare. Si è invece imboccata la strada della grande opera e del grande appalto, con tutto quello che questa impostazione si porta dietro: i soliti tempi lunghi, i rinvii a catena e il prezzo ambientale scaricato sul territorio. Anche da questo si capisce che la tecnica, quando viene piegata a determinate scelte di governo del territorio, neutrale non è mai.

Potere al Popolo! Torre del Greco e Alternativa Civica Popolare continueranno a seguire la vertenza fino al completamento dei lavori, alla verifica del nuovo cronoprogramma e alla piena chiarezza su responsabilità, tempi e risultati attesi. Il mare di Torre del Greco non può continuare a pagare il prezzo di rinvii, scelte sbagliate e assenza di responsabilità politica.

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