La Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del paesaggio dell'Università degli Studi di Napoli Federico II compie 57 anni. Un compleanno celebrato con l'inaugurazione del nuovo accademico e l'avvio dei corsi che, per la prima volta, si svolgeranno anche in lingua inglese.
Circa 40 gli studenti iscritti. Obiettivo della Scuola è formare specialisti di alto profilo professionale nell'ambito della conoscenza, della tutela, del restauro, della gestione e della valorizzazione del patrimonio culturale, architettonico e paesaggistico, inteso nel suo senso più ampio.
"Riapriamo le porte di un percorso ormai consolidato, ma che è anche di grande stimolo e slancio verso le sollecitazioni che vengono dal panorama contemporaneo lavorativo e professionale – ha detto la direttrice della Scuola federiciana, Valentina Russo, docente di Restauro dell’Architettura –. La nostra Scuola, pur tenendo saldi i piedi nella tradizione, guarda oltre le frontiere e sviluppa programmi di lavoro didattico e di studio applicato nelle relazioni con le Università europee ed oltre: in tal senso il percorso formativo si apre sempre più al dialogo internazionale anche attraverso l'uso di corsi in lingua inglese. Riprendiamo dunque guardando al futuro prossimo, ma anche con la solidità e il grande senso di responsabilità nei confronti del patrimonio culturale del Mezzogiorno e dell'Italia".
La Scuola vanta un placement di altissimo livello: tra il 98 e il 100 per cento degli allievi trova occupazione anche prima del conseguimento del titolo sia nel contesto degli enti di tutela, ma anche degli enti locali che sempre più si trovano a dover affrontare il recupero di un patrimonio importantissimo che richiede l'impiego di persone con una formazione specifica.
Il percorso di specializzazione ha lo scopo di rispondere alle sfide che interessano il patrimonio costruito storico e paesaggistico, mettendo a disposizione conoscenze e competenze tecniche avanzate per la comprensione delle problematiche riguardanti l'ambito della tutela e della conservazione, traducendole in opportunità di crescita e innovazione. La Scuola si rivolge a laureati in Architettura, Ingegneria, Storia dell'arte, Conservazione dei beni culturali e Archeologia e, a conclusione del percorso, rilascia il diploma universitario abilitante di Specialista in Beni architettonici e del paesaggio, titolo che ricorre nei bandi per l'ammissione ai concorsi per l'accesso alle Soprintendenze e alle istituzioni pubbliche, nonché nelle gare d'appalto inerenti al restauro del patrimonio costruito e paesaggistico.
La Scuola della Federico II è una delle dieci Scuole di specializzazione presenti nel Paese e costituiscono – come ha evidenziato Renata Picone, presidente della Società italiana per il restauro dell'architettura (SIRA), docente federiciana di Restauro dell’Architettura – una specificità tutta italiana per la formazione di professionisti consapevoli, funzionari del Ministero della Cultura e futuri docenti di restauro. È una specificità che dobbiamo tenerci stretta perché l'Italia è l'unico Paese in Europa a offrire una formazione di terzo livello all'interno di Atenei pubblici".
La cerimonia è stata aperta dalla conferenza di Camilla Mileto e Fernando Vegas López Manzanares, dell'Università Politecnica di Valencia, su 'Restaurare Gaudì. I padiglioni d'entrata della Finca Güell: studio e restauro'. All'inaugurazione dell'anno accademico hanno partecipato, tra gli altri, Maria Rosaria Santangelo, direttrice del Dipartimento di Architettura dell'Ateneo federiciano, Rosalia D'Apice, soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Napoli, e Paola Ricciardi, soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Napoli, che hanno posto l'accento sull'importanza della collaborazione tra le Soprintendenze e la Scuola di specializzazione della Federico II che già si sviluppa attraverso convenzioni per tirocini e convenzioni per studio e ricerca.
Dal 1975 la Scuola, fondata dal professore Roberto Pane nel 1969, ha sede nella chiesa trecentesca di Donnaregina, straordinaria testimonianza dell'architettura angioina a Napoli, esempio emblematico del restauro italiano nel Novecento, presentato da Gino Chierici, soprintendente all'arte medioevale e moderna della Campania (1924-1935), alla Conferenza Internazionale di Atene del 1931 e costituisce un'importante comunità scientifica nell'Italia meridionale che lavora in coordinamento con le altre Scuole di settore italiane.