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Magistratura tributaria - Luca Cestaro

L’approvazione in Senato di due emendamenti alla legge delega per la riforma della Giustizia tributaria che prevede l’ammissione al concorso per la nomina a magistrato tributario anche per i laureati in economia e non solo, come previsto in precedenza, per quelli in giurisprudenza, ha provocato una cascata di applausi bipartisan per l’assoluto “buon senso con il quale si garantisce alla giustizia tributaria italiana l’apporto di competenze tecnico-professionali imprescindibili, che fanno parte del bagaglio formativo dei soli laureati in economia”.

Questa una nota dell’ordine nazionale dei Dottori Commercialisti guidato da Elbano de Nuccio. Lo stesso presidente De Nuccio ha ringraziato la politica e le istituzioni che “hanno condiviso le preoccupazioni su questo delicato aspetto della riforma”. Sulla questione puntuale anche l’intervento del presidente della Commissione Reti e Distretti produttivi di ODCEC Napoli, Gianni Lepre: “Un grande risultato figlio della praticità e della lungimiranza del legislatore, ma non solo, anche e soprattutto un voler porre rimedio ad una discrepanza giurisprudenziale che vedeva il solo specialista di diritto essere il candidato alla carica di magistrato tributario”. Il noto economista che tra l’altro è opinionista del Tg2 , ha poi continuato: “In questo modo la giustizia tributaria, già pesantemente oberata da faccende molto tecniche e che solo il linea di principio attengono alla giustizia civile, avrà la possibilità di avere le competenze tecnico operative indispensabili a sciogliere controversie che il solo ‘ius’ non potrebbe in modo efficace e definitivo”. Il prof. Lepre ha poi concluso: “Sono pienamente in sintonia con il nostro presidente De Nuccio, anche in considerazione del fatto che ne va del buon funzionamento e l’affidabilità della giustizia tributaria nel nostro Paese”.

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