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di Clementina Leone
Antonio nacque a Lisbona il 5 agosto del 1195 con il nome di Fernando Martins de Bulhões da una famiglia ricca e aristocratica. Inizialmente fu monaco agostiniano a Coimbra dal 1210 e poi frate francescano dal 1220. Scelse di chiamarsi Antonio all’età di 25 anni, quando entrò nei francescani.
Viaggiò molto dal Portogallo, all’Italia, alla Francia. Conobbe anche San Francesco. Prima di essere conosciuto come “Sant’Antonio da Padova” ed in Portogallo Antonio da Lisbona, fu noto per diversi anni come Antonio da Forlì proprio perché qui inizio a dimostrare le sue doti oratorie. A 32 anni giunse a Padova e qui vi trascorse gli ultimi 4 anni della sua vita, provò a portare a termine la sua opera teologica “I sermoni” senza riuscirvi visto il grosso impegno messo nelle prediche, seguite sempre da grandi folle di fedeli, opera che comunque gli valse il riconoscimento di “Dottore della Chiesa”. Nelle sue prediche ricordava spesso poveri e vittime dell’usura, fu paladino della giustizia e strenuo difensore della gente comune; forse per questo è ancora tanto amato e la devozione popolare per lui è diffusa in tutto il mondo. Una curiosità che si tramanda a Padova è la leggenda secondo la quale ad Antonio cadde il breviario nel pozzo del giardino di Palazzo Papafava e che questo gli fu riportato asciutto dagli angeli. Poco prima della data della sua morte soggiornò a Camposampiero, un comune a circa 25 km a nord di Padova nella dimora dell’amico il conte Tiso per riposarsi e rimettersi in forze. In questo luogo avvenne la famosa predica del Noce e la visione di Antonio con in braccio il bambin Gesù nella celletta dove si ritirava a pregare. Per questo esistono oggi i Santuari Antoniani di Camposampiero: il Santuario del Noce e il Santuario della visione. La sua fama di compiere atti prodigiosi non è mai diminuita ed è ancora oggi riconosciuto come il taumaturgo più grande di tutti i tempi. Un’altra leggenda famosa legata a Sant'Antonio riguarda il miracolo del pesce parlante, che si verifica mentre il santo predicava contro l'eresia a Rimini. Secondo la tradizione, un gruppo di eretici rifiutava di ascoltarlo, ritenendo che le sue parole non avessero valore. Sant'Antonio, per dimostrare la verità della sua predicazione, si rivolse a un pesce in un fiume, esortandolo a parlare. Miracolosamente, il pesce cominciò a "predicare" come un uomo, dando ragione al santo e suscitando lo stupore di tutti i presenti. Da quel momento, la leggenda di Sant'Antonio e il "pesce che predica" è diventata un simbolo della sua capacità di convertire anche i più scettici. Quando il santo morì il 13 giugno 1231, all'età di soli 36 anni, fu sepolto a Padova. Si racconta che, dopo pochi giorni dalla sua morte, il suo corpo fu esumato per essere trasferito in una tomba più solenne. Ma incredibilmente, il suo corpo appariva in stato di conservazione perfetto, come se fosse solo addormentato. Questo fenomeno ha contribuito alla sua venerazione come santo miracoloso e alla costruzione della grande Basilica di Sant'Antonio, uno dei luoghi di culto più visitati al mondo.