
di CLEMENTINA LEONE
Leggere è una delle attività più longeve della storia dell’essere umano e la lettura (non intesa solamente come atto di piacere), con la sua storia antichissima, è un’attività che fortunatamente continua a diffondersi. Nel 2026 alla stessa si è aggiunta anche la passione da parte del pubblico per le serie tv.
Tutto questo, quasi sicuramente perché rappresentano un altro modo innovativo ed efficace per imparare. Infatti, anche se non possono sostituire completamente l'apprendimento tradizionale, riescono certamente ad arricchire la nostra comprensione del passato e ispirarci a esplorare ulteriormente la storia in tutti i suoi aspetti affascinanti. Negli ultimi anni poi, quelle turche hanno conquistato un pubblico sempre più ampio anche in Italia, segnando un vero e proprio boom di ascolti. Difatti, attraverso la loro messa in onda, i telespettatori hanno avuto l’opportunità di aprire una finestra sulla Turchia e sulla sua cultura. Questa connessione artistica, ha spinto molti spettatori a desiderare di visitare la Turchia, non solo per esplorare i luoghi iconici delle serie ma anche per scoprire un Paese che, grazie alla televisione, è diventato sempre più intrigante. Tutto questo e molto altro ancora è contenuto anche all’interno di Yabani (tradotto in italiano come Selvaggio). Una serie che unisce emozione, realismo e una storia d’amore potente, pronta a conquistare chiunque ami le dizi turche ma cerchi qualcosa di più autentico e moderno. Il protagonista non sa il suo vero nome e, cercando di sopravvivere per le strade provvedendo a se stesso e ai suoi amici che reputa una famiglia, decide di farsi chiamare Yabani (selvaggio). Poveri e affamati ma con una dignità e una speranza: riuscire ad avere i soldi per operare il loro amico/fratello invalido. Sulla strada di Yaman appariranno un ricco e viziato rampollo sotto l’effetto di droghe, la sua ragazza sconvolta e impaurita già fin li, la sorella di lui vittima silente di abusi fisici e psicologici da parte del fidanzato, la ricca madre dottoressa dei due che si batte nella sua fondazione per i bambini di strada. Qui comincia un vero terremoto emotivo: due mondi agli antipodi che si scontrano, quello spietato della strada e quello sofisticato dell’alta società. Nel mezzo, la ricerca disperata di un’identità e di un posto da chiamare casa. Un racconto stupendo che unisce la forza di un dramma umano con la tenerezza di una storia d’amore che non segue le regole. Il volto di Yaman è quello di Halit Özgür Sarı, attore capace di catturare lo spettatore con uno sguardo, di raccontare rabbia e fragilità nella stessa scena. Attorno a lui si muove un cast corale, dove ogni personaggio aggiunge un tassello a una storia costruita su emozioni autentiche e contrasti profondi. Il realismo delle ambientazioni dà alla serie una forza visiva potente, ben lontana dalle immagini patinate cui spesso siamo abituati. Yabani, è una fiction che affronta temi sociali forti come il disagio giovanile, la povertà e il riscatto personale. Non è solo una storia d’amore, è un grido di speranza, una riflessione sulla possibilità di rinascere anche quando tutto sembra perduto. Yabani parla di abbandono e riconciliazione, di famiglie divise e legami ritrovati. Ma soprattutto, racconta come l’amore, quello vero, che non chiede permesso possa spezzare ogni catena. L’attore Bertan Asllani che nella serie in maniera magistrale da vita al personaggio di Alaz Soysalan, è la palese dimostrazione di tutto quello messo in evidenza precedentemente, anzi anche di quando le ferite invisibili possano far più male di quelle fisiche e condizionare in un certo qual modo l’esistenza. L’Amore muove il mondo dentro e fuori di noi. E’ una grande energia che possediamo tutti e che ci rende unici e speciali. Se percepita ed utilizzata al meglio è in grado di donarci la capacità di farcela in ogni evento o situazione della nostra vita. In grado di diffondere un’alchimia speciale che trasforma il nostro modo di essere persone.