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di Clementina Leone

La società attuale è dominata dall'apparenza, dalla cultura del narcisismo e dai social media, questa tendenza porta a relazioni umane più fragili, strumentali caratterizzate da un forte individualismo che spesso sfocia in azioni prive di significato.

Per provare a combattere tutto ciò e ritornare a valorizzare nella maniera giusta il “contenuto” è importante farlo, partendo dalla riscoperta della bellezza e della vocazione familiare in tutte le sue stagioni, valorizzando anche la presenza e il ruolo di quelli che vivono la Terza e la Quarta Età all’interno del tessuto domestico e civico. In una società che tende spesso a emarginare chi invecchia, relegandolo all’inattività o all’invisibilità, la famiglia è chiamata a ribaltare questa logica, riscoprendo negli anziani un patrimonio vivente di memoria, saggezza e fede. Questo perché, gli stessi, sono i custodi delle radici, testimoni della storia familiare e comunitaria, e guide silenziose ma autorevoli per figli e nipoti. Difatti, attraverso la loro esperienza e il dialogo intergenerazionale, trasmettono valori fondamentali come la fedeltà, la perseveranza, la solidarietà e la speranza. La loro presenza, non solo rende la famiglia più unita, ma offre un supporto e una guida insostituibili. Gli anziani fungono da collegamento tra le generazioni, trasferendo ai più giovani valori, tradizioni e storie di famiglia. Raccontano eventi passati, condividono ricette tramandate e l’importanza del rispetto e della gratitudine. Questo ruolo di “memoria vivente” li rende un pilastro nella costruzione dell’identità familiare. Un esempio di tutto ciò è sempre stata la Signora Anna Greco, di 93 anni residente a Lancusi in provincia di Salerno. Durante la festa organizzatale da uno dei nipoti Luigi Greco, lo scorso 21.02.2026, per riunire intorno a lei buona parte della famiglia tra figli, cugini e nipoti, la stessa ha raccontato con generosità i dettagli di una vita intera, cosa ha voluto dire essere donna, lei che ha «ricoperto» tutti i ruoli – figlia, sorella, nipote, moglie, madre, nonna, lavoratrice, capofamiglia -, rimanendo sempre fedele a se stessa e ai suoi valori. Conoscere il passato è fondamentale per comprendere il presente, poiché offre il contesto necessario per interpretare le dinamiche attuali, imparare dagli errori commessi ed evitare di ripeterli. Studiare la storia e la memoria personale anche attraverso testimonianze dirette come quelle della Signora Anna Greco di 93 anni, permette di capire chi siamo, valutare le esperienze vissute e progettare il futuro con più consapevolezza e intenzionalità. Ovviamente saremo in grado di fare tutto ciò, quando toglieremo finalmente la maschera della superficialità che, altro non è che un meccanismo di difesa inconscio per proteggerci dall'angoscia e dalle emozioni intense che potrebbero emergere guardandoci dentro. In sintesi, la superficialità è un rifugio "comodo" che utilizziamo per non dover gestire la complessità e la fragilità che risiedono in fondo al nostro animo e che, anche attraverso i racconti delle persone anziane, ogni tanto riescono a riemergere e quindi ad obbligarci a mettere nuovamente tutto in discussione. La famiglia come quella di Anna Greco, che valorizza gli insegnamenti dei propri anziani si configura come un nucleo forte, resiliente e capace di connettere passato, presente e futuro. Valorizzare gli anziani trasforma la famiglia in una "rete di supporto" attiva, in cui il "caregiving" reciproco (aiuto materiale e morale) integra le diverse generazioni. Ascoltare la voce degli anziani e rispettare la loro presenza crea una famiglia più umana e accogliente, quindi un pilastro solido sul quale poter ricostruire una nuova società che punto al nuovo senza dimenticare il vecchio.

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