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Gesù «porta dell'ovile» e «buon pastore», ecco perché - il Dolomiti

Ad accompagnarci in questa quarta domenica di Pasqua è una delle immagini alle quali siamo più affezionati, quella del Cristo Buon Pastore. Un’immagine che, spiega Mons. Angelo Spinillo, “abbiamo imparato ad amare ancora più intensamente grazie a Papa Francesco, la cui croce pettorale raffigura proprio il Buon Pastore con il suo gregge, segno della premura di Dio alla vita di ciascuno di noi”.

Andare alla ricerca della pecorella smarrita, riversare il massimo impegno perché possa essere recuperata ci dona la grazia di avvertire il calore della misericordia di Dio, diventando il modello della fiducia nel Signore.

La parola che spezziamo il prossimo 8 maggio 2022 ci invita a soffermarci anche sul tipo di rapporto che il Padre vuole avere con ognuno dei suoi figli: “Gesù si rivolge al gregge che gli appartiene perché sente che gli è stato affidato dal Padre. Ecco, questa appartenenza reciproca ci permette di sentirci pienamente uniti al Signore Gesù, che si prende cura di noi con attenzione e amore”.

E nella settimana che vede la nostra diocesi ordinare tre nuovi presbiteri, “sentiamo questo come il modello di vita e di appartenenza a Gesù di tutti i sacerdoti, come di tutto il popolo di Dio”.

Il Cristo Buon Pastore, conclude il vescovo di Aversa, “è colui che viene a donarci di appartenere al suo cuore e a Dio Padre sempre, in tutti i momenti della nostra esistenza”.

*VESCOVO DELLA DIOCESI DI AVERSA

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