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Sono i clienti a confermare che «bar e ristoranti sono luoghi sicuri ...

Il divieto di vendita e somministrazione per asporto di bevande alcoliche a partire dalle ore 23, sancito dall’ordinanza numero 20 del 13 luglio scorso, decreterà la morte del settore dei pubblici esercizi.

E’ una condanna senza appello quella annunciata da Fipe Confcommercio Caserta che ha immediatamente scritto ai commissari del Comune per chiedere la convocazione di un incontro urgente al fine di avviare un confronto costruttivo sul caso e valutare possibili modifiche all’ordinanza in vigore per i prossimi due mesi. ‘Partendo dal presupposto che la sicurezza e la tutela dell’ordine pubblico sono da considerarsi prioritari – fa notare Giuseppe Russo, presidente Fipe – riteniamo che la decisione assunta non solo non risolverà il problema della malamovida ma finirà con il penalizzare l’intera categoria piuttosto che colpire quelle poche e note attività che non rispettano le regole, generando notevoli problemi di ordine pubblico e di disturbo della quiete. Molto più produttivo sarebbe, a nostro avviso, potenziare i controlli in strada e installare la videosorveglianza nel centro storico così da consentire al settore dell’intrattenimento - che ha una regolare licenza per poter svolgere il proprio lavoro, che rispetta le regole e che ha contribuito alla tenuta dell’ordine pubblico sostenendo persino i costi della vigilanza privata – di non subire ulteriori perdite oltre a quelle già registrate per effetto dell’assenza di parcheggi, della carenza di controlli e del notevole degrado imperante in città’. A tutto ciò occorre aggiungere anche i ritardi registrati dal Comune nel rilascio del rinnovo quadrimestrale delle autorizzazioni per l’occupazione di suolo pubblico e per i dehors: ‘Se i locali non possono disporre di spazi esterni per sedie e tavoli – aggiunge Russo - e non possono vendere per asporto dopo le 23, saranno costretti praticamente a chiudere. Sono centinaia i locali a rischio. Vorrei far notare che oltre il 70% dei bar a Caserta non dispone di spazi esterni’. Fipe Confcommercio sottolinea inoltre che gli episodi di malamovida, e in particolare le risse e gli atti di violenza, si sono verificati quasi sempre intorno alle 2 del mattino, quando in strada non ci sono più pattuglie. E in quest’ottica il divieto di vendita per asporto a partire dalle ore 23 appare ancora più inutile. ‘Pensare di risolvere un problema complesso di ordine sociale – conclude l’associazione di categoria – attraverso la chiusura dei locali, comporterà un lento abbandono della zona con una successiva desertificazione della città. Abbiamo già sperimentato, durante il periodo delle restrizioni per Covid, che le serrande chiuse e le insegne spente non rendono la città più sicura. Al contrario. Una città spettrale è una città in cui diventa più pericoloso transitare’. Da qui la richiesta di un incontro urgente per sottoporre all’attenzione dei commissari straordinari una serie di proposte per contemperare le esigenze dei cittadini con gli interessi economici degli operatori. Per l’occasione la categoria chiederà lumi anche sulla vicenda dei parcheggi chiusi in città e in particolare sul futuro della struttura interrata di piazza Carlo di Borbone: ‘Vorremmo proporre al Comune – spiega Alfonso Ciaramella, titolare del Caffè Mazzini e socio di Fipe Confcommercio – di valutare una estensione degli spazi per l’occupazione di suolo pubblico in città e anche una riapertura temporanea e straordinaria del mega parking, secondo le formule che l’Ente riterrà più idonee, così come è stato fatto per il parcheggio Pollio in occasione degli eventi in programma davanti alla Reggia vanvitelliana, per ridurre i disagi che quotidianamente ci vengono esposti dagli avventori dei nostri locali e da quanti spesso rinunciano ad entrare in città proprio a causa delle difficoltà riscontrate nella ricerca di un posto auto’.

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