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Arisa in concerto al Belvedere di San Leucio il 15 luglio: unica data ...

Il tour di Arisa si impone nel panorama estivo come un’opera di raffinata drammaturgia musicale, distanziandosi nettamente dai canoni performativi del pop tradizionale per sposare la formula del racconto scenico strutturato. La performance si configura come un'esperienza fortemente intima ed evocativa, dove il rigore tecnico della cura vocale si fonde armoniosamente con la dimensione estemporanea dell'improvvisazione.

Il tour 2026 “Foto Mosse” farà tappa mercoledì 15 luglio, sull’incantevole Belvedere di San Leucio, di Caserta, dove i riflettori si accenderanno oltre che sulla star, su una formazione costruita per dare vita alle diverse anime dello spettacolo: Fabio Dalè al basso e alla direzione musicale, Carlo Frigerio alle tastiere e alla direzione musicale, Donato Emma alla batteria, Christian Lavoro alla chitarra, Giuseppe Barbera al pianoforte, insieme a Martina Zaghi (corista e chitarra acustica) e Pasquale Auricchio ai cori. A completare il live una sezione d’archi composta da Tommaso Losito al violoncello, Alessia Giuliani alla viola e Ribecca Crosetti al violino. La direzione creativa dello show è affidata a Silvia Violante Rouge, mentre il set e light design portano la firma di Davide Pedrotti e Jordan Babev per Blearred, elementi che contribuiscono a creare un live immersivo e coerente con l’universo estetico di “Foto mosse“. Arisa ha affidato i cori al controtenore russo-campano Pasquale Auricchio, di formazione salernitana, il quale ha dichiarato “È sicuramente un'emozione unica. Seguo Arisa fin dai suoi esordi e ricordo ancora quando conquistò il pubblico con la sua autenticità e la sua straordinaria vocalità. Ho sempre apprezzato non soltanto la cantante, ma anche la persona che traspare attraverso la sua musica: un'artista genuina, dotata di una sensibilità rara e di una grande umanità. Durante questo tour ho avuto il privilegio di utilizzare la mia vocalità di controtenore in diversi momenti dello spettacolo, contribuendo ad alcuni interventi corali e a particolari atmosfere sonore presenti nei brani del nuovo album Foto Mosse. Uno dei momenti che amo di più è l'interludio che segue la sezione unplugged dello spettacolo. In quel passaggio il Maestro Giuseppe Barbera ha costruito un raffinato intreccio musicale tra Magica Favola, il tema di Interstellar e il Primo Concerto per pianoforte di Tchaikovsky. Su questo tessuto sonoro la mia voce di controtenore si inserisce con vocalizzi e linee melodiche che dialogano con la voce di Arisa. Credo che sia uno dei momenti più affascinanti dello show perché riesce a creare un ponte tra mondi apparentemente lontani: la musica pop contemporanea e la tradizione della musica colta. È la dimostrazione di come linguaggi diversi possano convivere e arricchirsi a vicenda, offrendo al pubblico un'esperienza emotiva e culturale particolarmente intensa”. Il concerto vivrà della capacità dell'artista di convertire lo spazio del concerto in un dispositivo di condivisione intersoggettiva ed empatica. Lo show supera la logica dell'intrattenimento frontale per articolarsi come un viaggio fenomenologico da “C'era una volta” con la genesi e la dimensione favolistica a “Foto mosse” con la frammentazione del ricordo e l'instabilità dell'immagine pubblica, sino “A te meraviglioso amore mio” per la risoluzione lirica e la riconciliazione con l'altro. In questo perimetro scenico, l'artista si spoglia delle sovrastrutture divistiche, alternando l'autoironia a una studiata vulnerabilità, stabilendo così un canale di comunicazione orizzontale e profondo con lo spettatore, quasi un saggio autobiografico in musica che indaga nodi esistenziali complessi: l'identità di genere, l'elaborazione del dolore e la ricerca ontologica di sé. Non si tratta di una mera esecuzione antologica, bensì di un progetto di concept-concert pianificato nei minimi dettagli, dove la transizione tra i brani è scandita da un disegno luci espressionista e da intermezzi strumentali di altissimo profilo. Contrariamente a quanto potrebbe suggerire il titolo dell'album, “Foto mosse”, la performance dal vivo di Arisa si distingue per una straordinaria coerenza strutturale e chiarezza d'intenti. L'accurata e sofisticata tessitura degli arrangiamenti musicali trova un perfetto contrappunto nell'esuberante e genuina spontaneità dell'artista. Quest'ultima, eludendo qualsiasi filtro formale, trasforma gli intermezzi tra i brani in un vero e proprio spazio di condivisione intima con il pubblico. Attraverso una spiccata autoironia, Arisa decostruisce e narra le proprie vicissitudini sentimentali. Nonostante il tono prevalentemente ludico di tali confessioni, l'artista restituisce al sentimento amoroso una dimensione solenne e universale. Dal palcoscenico si leva un'esortazione etica: l'amore viene ridefinito come un principio sacro e inclusivo, un diritto inalienabile spettante a ogni essere umano, pur nella consapevolezza di come le alterne vicende della vita possano talvolta recidere legami profondi. La conclusione dell'evento si caratterizzerà per una forte tensione partecipativa: l'abbattimento della barriera fisica tra palco e platea culmina in un caloroso contatto interpersonale con il pubblico, attraverso la forza evocativa di pietre miliari quali, La notte, Controvento e Rugiada.

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