
Lo screening degli anticorpi anti-recettore del folato (FRαA) quale importante strumento per la diagnosi precoce dell’autismo: sarà il tema centrale dell’interessante convegno medico che il Centro Medico Polispecialistico Hermes promuove per il prossimo martedì 21, in collaborazione con l’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Caserta e con l’Istituto di Ricerca Scientifica Altamedica Artemisia.
Ospite nella sua nuova sede di Casagiove in via Ponteselice, sarà Claudio Giorlandino, specialista in Ostetricia e Ginecologia e direttore sanitario dei Centri Clinico-Diagnostici Altamedica, che discuterà delle nuove prospettive della diagnosi per la prevenzione dell’autismo tra autoimmunità materna e neurosviluppo fetale, con Domenico Bove, neuropsichiatra infantile, e Carlo Manzi, presidente dell’ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Caserta Segretario nazionale dell'Italian College of Fetal Maternal Medicine (S.I.Di.P) e autore di pubblicazioni scientifiche, Giorlandino da oltre trentanni si occupa di diagnosi prenatale e medicina materno-fetale, e dialogherà martedì al centro Hermes con l’esperto Bove, anch’egli autore di numerose pubblicazioni sullo spettro autistico, della importanza del Test FRAA che permette di individuare precocemente questa barriera biochimica sia fase pre-natale che postanatale, somministrandolo tanto a pazienti in età pediatrica con sospetto disturbo del neurosviluppo, quanto a donne in fase pre-concezionale o gravidanza. “È ormai evidente che la nascita di un bambino apparentemente sano non esaurisce il problema della salute e dello sviluppo. Una quota rilevante di patologie, in particolare dei disturbi del neurosviluppo e dello spettro autistico, emerge infatti nei primi anni di vita e non è identificabile con le tradizionali metodiche diagnostiche prenatali. Questa osservazione impone di amplificare il concetto stesso di diagnosi prenatale, orientandolo non solo alla ricerca delle anomalie fetali visibili, ma anche all’identificazione dei fattori biologici e immunologici materni che possono influenzare lo sviluppo cerebrale del feto. In questa prospettiva, la medicina prenatale evolve verso una medicina preventiva dello sviluppo e del neurosviluppo, finalizzata a riconoscere precocemente i fattori di rischio e, quanto possibile, a intervenire prima della nascita”, spiega la direttrice sanitaria del centro Hermes, Angela Sibillo.