
Questa mattina, nel saloncino della CGIL di Caserta in via Verdi, si è costituito il Comitato territoriale per il NO al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, con la partecipazione di associazioni, movimenti, partiti, giuristi, avvocate e avvocati, studentə, cittadine e cittadini.
La scelta del NO riguarda direttamente le ricadute che questo tipo di riforma può avere su lavoro, diritti e democrazia, soprattutto in un territorio come quello casertano, segnato da disuguaglianze sociali, fragilità istituzionali e carenze strutturali dei servizi pubblici.
La riforma oggetto del referendum non affronta i problemi reali della giustizia – dai tempi dei processi agli investimenti, dall’organizzazione degli uffici alla qualità del servizio – e interviene invece su equilibri costituzionali delicatissimi, mettendo a rischio l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e alterando il rapporto tra i poteri dello Stato, con il pericolo di un maggiore controllo politico sulla funzione giudiziaria.
Soprattutto, questa riforma ignora il lavoro e lascia senza risposte migliaia di lavoratrici e lavoratori precari della giustizia, che garantiscono ogni giorno il funzionamento del servizio pubblico senza tutele adeguate, senza stabilità e senza prospettive certe.
Inserita in un quadro più ampio di riforme – come autonomia differenziata e premierato – la proposta rischia di indebolire ulteriormente la democrazia e di aumentare le disuguaglianze territoriali, colpendo in modo particolare province come Caserta.
Il Comitato per il NO nasce con l’obiettivo di costruire una campagna di informazione e mobilitazione radicata nei territori, nelle piazze, nelle assemblee e nei luoghi di lavoro, promuovendo partecipazione e consapevolezza democratica.
La posizione del Comitato è chiara: la giustizia non si riforma indebolendo le garanzie costituzionali, alterando l’equilibrio tra i poteri e lasciando irrisolta la condizione di chi la rende possibile ogni giorno.
Il rischio concreto di questa riforma è quello di promuovere una giustizia più forte con i deboli e più debole con i forti, esponendo l’autonomia della funzione giudiziaria a un controllo diretto del potere politico.
Per il Comitato, difendere la Costituzione significa difendere il lavoro, i diritti e l’uguaglianza sostanziale, soprattutto nei territori più fragili.
Nei prossimi giorni saranno annunciate iniziative pubbliche e momenti di confronto aperti alla cittadinanza.
Hanno preso parte all’iniziativa e aderito al Comitato:
CGIL, ANPI, ARCI, AUSER, SUNIA, Laboratorio Sociale Millepiani, Comitato per Villa Giaquinto, Centro Sociale Ex Canapificio, Comitato Città Viva, RAIN Arcigay Caserta, Cooperativa EVA, Associazione Progressisti per Terra di Lavoro, AVS, PD, Partito Comunista, Caserta Decide, Cordinamento Casertano per la Democrazia Costituzionale, giuristi, studentə, cittadine e cittadini.
Le adesioni e la partecipazione sono aperte a tutte le realtà associative e ai singoli cittadini che vorranno prenderne parte.