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RA.I.D. Festivals: il Teatro 99Posti ospita Lost Movement, Movimento Danza,  Con.Cor.D.A. e Borderlinedanza

Il corpo come archivio di gesti, come strumento per raccontare le trasformazioni della vita, ma anche come presenza capace di reinventarsi a ogni istante. La danza contemporanea torna protagonista al Teatro 99Posti di Mercogliano con quattro appuntamenti, dal 16 al 18 ottobre, di RA.I.D. Festivals. Quattro spettacoli diversi per linguaggio e sensibilità, accomunati dalla volontà di esplorare le possibilità espressive del movimento, mettendo in discussione le forme tradizionali della rappresentazione e il rapporto tra interpreti e spettatori.


Si comincia venerdì 16 ottobre alle 20 con Shoes On, ideazione e coreografia di Luna Cenere, produzione Körper – Centro Nazionale di Produzione della Danza. Un lavoro che indaga il corpo attraverso un archivio di gesti e movimenti, dalle forme più ancestrali fino alle posture dell'atletica e della danza. In scena, soltanto due paia di scarpe vestono i corpi dei performer, diventando parte attiva della composizione e assumendo un ruolo che va oltre quello di semplice oggetto. La ricerca si sviluppa attraverso registri differenti, in un'indagine quasi architettonica sul corpo e sulle sue potenzialità. La nudità diventa materia creativa, elemento di relazione con lo spazio e con gli oggetti, occasione per interrogarsi sul bisogno di radicamento e sulla possibilità di guardare a se stessi senza eccessiva solennità. In Shoes On, il movimento si trasforma in una sequenza di posture, azioni e immagini che mettono in dialogo la dimensione ancestrale del gesto con le forme codificate della contemporaneità.
Sabato 17 ottobre, alle 20, il programma prosegue con Gocce dell'Associazione Campania Danza, con coreografie di Olimpia Milione, Federica Clarizia, Antonello Apicella e Simone Liguori, testo di Eirene Campagna e direzione artistica di Antonella Iannone. In scena sei danzatori, accompagnati dalle voci di Rossella Cuccia e Alfredo Marino, per uno spettacolo che esplora in 45 minuti la fluidità dell'esperienza umana attraverso il movimento. Come l'acqua, capace di raccogliersi, disperdersi e trasformarsi, anche le persone attraversano continuamente processi di cambiamento, incontri, separazioni e nuove possibilità. Il corpo diventa così uno strumento per raccontare la connessione e la solitudine, la resistenza e l'abbandono, la fragilità e la forza che emergono dalle relazioni. Tra momenti di intimità ed esplosioni di energia, Gocce invita a osservare ciò che spesso sfugge allo sguardo, restituendo valore ai dettagli e alle piccole trasformazioni che accompagnano la vita quotidiana.
Domenica 18 ottobre, alle 20, spazio a Momentology – With Us. Episode 1 di Caroline Simon, una performance che fa dell'improvvisazione il proprio principio creativo. Qui non tutto è stabilito in anticipo: a essere definiti sono la durata e gli artisti coinvolti, mentre temi, struttura e drammaturgia prendono forma dal vivo, attraverso l'interazione tra danza, parola, musica e luce. Ogni replica diventa così un'esperienza irripetibile, influenzata dallo spazio, dalle reazioni degli spettatori e dall'atmosfera della sala. Caroline Simon costruisce la performance davanti al pubblico, muovendosi tra umorismo e poesia, fisicità e linguaggio, atteso e imprevedibile. La narrazione procede senza necessariamente seguire una linea prestabilita, lasciando che siano il movimento e le sollecitazioni del momento a suggerire nuove direzioni. Al centro di Momentology c'è il valore del presente: la fragilità e, insieme, la forza di ciò che accade una sola volta e non può essere riprodotto nello stesso modo.
Alle 20.45, sempre domenica 18 ottobre, il Teatro 99Posti ospiterà anche Karel meets David della compagnia Resistdance, con direzione artistica di Silke Z. e interpreti David Winking e Karel Vaněk. La performance mette a confronto due corpi, due età e due percorsi artistici profondamente diversi: Karel ha 66 anni, David 27 ed è un danzatore con sindrome di Down. Le loro differenze diventano il punto di partenza di un incontro che affida al movimento la possibilità di raccontare l'unicità di ogni persona. Attraverso gesti, contatto fisico e ascolto reciproco, i due interpreti esplorano i propri paesaggi corporei, misurano forme e forze e si confrontano con curiosità, senza rinunciare alla propria individualità. La danza diventa così uno spazio in cui la diversità non è un limite da superare, ma una caratteristica da riconoscere e rendere visibile. Un incontro scenico che mette al centro la relazione umana e ricorda come il movimento possa creare connessioni anche tra storie e possibilità differenti.

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