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Tre gol all'Allianz Stadium, tre al Bentegodi. La Juve chiama, il Napoli risponde. La grande sfida-scudetto a distanza fra Sarri e Allegri è cominciata a suon di gol. A farne le spese Cagliari e Verona, troppo inferiori per poter pensare di rallentare la marcia delle due principali candidate alla vittoria finale. Parte nel segno di Insigne la stagione partenopea che a Verona domina, vince 3-1 e incanta (a tratti) senza aver bisogno di disperdere energie utili in vista del ritorno del playoff di Champions contro il Nizza.

Sarri (che fino ad oggi non aveva mai vinto la prima di campionato) può sorridere due volte: oltre ai tre punti - arrivati alla 100ª panchina in A - è infatti riuscito anche a far rifiatare quattro dei protagonisti del successo europeo del San Paolo di tre giorni fa. Al Bentegodi restano inzialmente in panchina Mertens, Albiol, Allan e Jorginho. Al loro posto spicca la presenza di Milik come terminale offensivo con Insigne e Callejon ai lati. In mezzo al campo ci sono le novità Zielinski e Diawara mentre Chiriches si posiziona al fianco di Koulibaly al centro della difesa. Pecchia invece lascia fuori dall'undici titolare Pazzini per far spazio a Bessa al fianco dell'attesissimo Cerci. L'ariete polacco torna al gol in Serie A, contro il Verona al Bentegodi, dopo quasi quattro mesi. Era il 23 aprile scorso, quando Arek a Reggio Emilia (Sassuolo-Napoli), subentra a Jorginho a 9 minuti dalla fine. E firma il 2-2. Un lampo dopo un lungo buio. Ma la gerarchia di Sarri è chiara: il titolare è un certo Dries Mertens, uno capace di rastrellare nella scorsa stagione qualcosa come 34 gol di cui 28 in A. In Champions, contro il Nizza al San Paolo, il belga è andato in gol, e Milik ha fallito, clamorosamente, il tris, mancando un facile tocco sotto porta. Un errore che a Napoli gli ha attirato non poche critiche. In sua difesa è sceso in campo il tecnico degli azzurri: "Ha sbagliato un'0ccasione, ma non è entrato male", commenta il tecnico, "In allenamento si muove benissimo, ha sbagliato un tocco abbastanza semplice ma stasera non è stato il solo". Insomma, Sarri crede in Milik e contro il Verona lo schiera titolare. Non succedeva, in campionato, dal 2 ottobre 2016 (Atalanta-Napoli 1-0), 6 giorni prima di rompersi il crociato con la Polonia contro la Danimarca. Ma quell'incubo ormai è alle spalle. L'estate del polacco scorre via in scioltezza. Si allena bene e tanto. Le voci di mercato che lui stesso ha confermato ("sì ho ricevuto delle offerte") non lo turbano: "Io resto". Arek ha in testa solo un obiettivo: ritagliarsi un ruolo da protagonista. Nelle amichevoli precampionato mette a segno 7 reti in tre partite, stesso bottino di Mertens. E con il centro del Bentegodi pareggia il conto anche per quanto riguarda la regular season: 1-1 e palla al centro. Altro dato a favore di Arek. La passata stagione, la prima all'ombra del Vesuvio, era partita fortissimo, con tre gol in due uscite in Champions contro Dinamo Kiev e Benfica e quattro reti in sette gare di A. Prima dell’infortunio, dunque, tre doppiette in nove presenze. Numeri pazzeschi che avevano aiutato i tifosi azzurri ad accelerare l’operazione "dimentichiamo Higuain". E quest'anno, se possibile, è partito ancora meglio andando in gol alla prima in campionato, come non gli succedeva dalla stagione 2012-13, quando giocava con la maglia del Gornik Zabrze (massima serie polacca) segna la rete vittoria sul campo del Piast Gliwice. Insomma, chi ben comincia...