Juventus-Napoli 3-1, i bianconeri ipotecano la finale tra rigori e proteste

Il fortino bianconero non cade. Traballa solo per 45’ e per un esperimento tattico di Allegri. Ma poi la Juventus fa sua la vittoria, con due gol di vantaggio e in rimonta, mentre il Napoli rivive l’incubo del Bernabeu, colpito tre volte dopo l’illusorio vantaggio. Come in Champions, anche per la coppa nazionale servirà un’impresa.

Molta attenzione difensiva nei primi 45’ della sfida. Allegri schiera la difesa a tre, chiedendo a Lichtsteiner e ad Asamoah di fare i laterali di raccordo al centrocampo. Dybala agisce subito dietro a Mandzukic e Higuain. I bianconeri ignorano per un tempo Pjanic, praticamente avulso dalla manovra. Il Napoli non cambia la sua fisionomia tattica. Il reciproco pressing alto, portato sugli ispiratori della manovra, Bonucci da un lato e Diawara dall’altro, fanno sì che il palleggio delle due squadre non sia preciso e che la fase difensiva prevalga sulla offensiva. In questo scenario sono gli esterni a poter dare un senso all’attacco. Vivaci sono sullo stesso lato Maggio e Asamoah, assai timidi al contrario Lichtsteiner e Strinic. Dopo 13’ un lancio dritto per dritto di Bonucci, specialità della casa consente a Dybala di avvicinarsi a Reina, bravo nel ribattere. Dal successivo angolo, c’è  Mandzukic a svettare e a chiamare Reina a un colpo di reni per mettere in angolo.

Il Napoli fatica ad arrivare dalle parti di Neto, un tiro di Hamsik non è poi impegnativo per Neto. Higuain sul campo opposto scambia al 33’ con Asamoah, riuscendo solo in questa occasione a offrire la specialità della casa, il controllo in corsa. Il tiro un metro dentro l’area, effettuato di punta col piede destro, grazia Reina, finendo di poco alto. Più Juve, dicono insomma gli episodi, ma all’improvviso, il calcio non è scienza esatta, è il Napoli ad andare in gol. Minuto 36, c’è uno scambio acrobatico tra Insigne e Milik, il polacco, alla prima presenza da titolare dopo il lungo stop, chiude il triangolo e Insigne, come fa sempre, guarda sul versante opposto cosa stia facendo il “gemello” Callejon. Lo serve con i giri giusti. Asamoah si fa trovare impreparato alle sue spalle e lo spagnolo tocca morbido, facendo rimbalzare la sfera sul pallone, eludendo così il tuffo di Neto. 

La reazione della Juventus non è così veemente, Pjanic soprattutto, ma anche Khedira, sono corpi estranei alla manovra, che ha ancora nei “back” i migliori propositori di gioco, quando Chiellini pesca con un traversone Mandzukic. Il croato la piazza nell’angolino, ma Reina ha una reazione efficace e ferma di piede anche il tap in di Lichtsteiner.
Ripresa: Cuadrado è la mossa di Allegri. Chi esce? Lichtsteiner. Un minuto, forse meno e Dybala guizza su un pallone in area, spostandolo appena prima del corpaccione di Koulibaly, pestone e Valeri indica il rigore, lo stesso fantasista bianconero spiazza Reina. Allegri passa al 4-2-3-1, vede segni di risveglio das parte dei suoi centrocampisti, Sarri cerca risorse atletiche dalla sua panchina, inserendo Zialinski e togliendo Hamsik e mette Mertens al posto del ritrovato Milik. La Juventus ora cinicamente lascia giocare e riparte, trovando più appoggio offensivo in Cuadrado e geometrie più consone. Ci vuole però un’uscita a vuoto di Reina (ennesimo gol partenopeo subito da palla inattiva) perchè la Juventus metta la freccia, con Higuain, che infila da posizione angolatissima una difesa rimasta colpevolmente a guardare. Due a uno, la spinta del Napoli più intensa, nel tentativo di trovare il pareggio, trova la Juventus fare il gioco che predilige, aspettare dietro la linea del pallone per schiudersi in contropiede.

Passano solo sei minuti e si verifica l’episodio destinato a fare discutere. Contatto in area bianconera tra Bonucci e Chiellini da un lato e Albiol dall’altro, lo spagnolo cade fulminato, Valeri fa giocare, Dybala fila via come un treno e premia la coincidenza, sul lato opposto, l’alta velocità di Cuadrado. Reina prende stavolta il tempo giusto, palla e piede, Cuadrado si abbatte e su segnalazione dell’addizionale Valeri indica di nuovo il dischetto. Dybala firma il tris e manda tutto alla sfida di ritorno con una dote preziosa per i bianconeri. Il Napoli chiude all'assalto, ma  neto non deve effettuare mai alcun intervento. Ora gli azzurri hasnno compromesso il loro cammino anche in Coppa Italia. Tanti sforzi, tanto entusiasmo, ma, evidentemente squadra inadatta, al di là delle dingole negatività, a reggere effettivamente da protagonista il proscenio del calcio.