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Si riaccende il dibattito sul futuro dell'ex complesso ospedaliero San Michele di Pogerola, struttura pubblica mai entrata effettivamente in funzione e da anni in condizioni di degrado. A intervenire è il Comitato "Tuteliamo la Costiera Amalfitana", che chiede alle istituzioni di valutare ogni possibile utilizzo pubblico dell'immobile prima che il percorso verso un'eventuale alienazione possa diventare definitivo.

Il Comitato richiama, in particolare, gli atti adottati dall'ASL Salerno. La Deliberazione n. 954 del 23 giugno 2025 aveva inserito l'immobile tra quelli non strumentali del patrimonio disponibile dell'Azienda. Successivamente, con la Deliberazione n. 990 del 31 maggio 2026, l'ASL ha preso atto delle perizie di stima e deliberato di richiedere alla Regione Campania l'autorizzazione all'alienazione, includendo espressamente il complesso di Pogerola.

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Secondo quanto evidenziato dal Comitato, l'iter non sarebbe tuttavia ancora concluso. Resterebbero infatti ulteriori verifiche e, soprattutto, la necessaria autorizzazione regionale.

«È dunque questo il momento di intervenire, prima che una scelta ancora reversibile diventi definitiva», sostiene il Comitato.

Al centro della riflessione viene posta la possibilità di valutare una nuova funzione per il complesso. «La mancata utilizzazione di ieri non può giustificare oggi la rinuncia a ogni possibile funzione pubblica futura», affermano dal Comitato, secondo cui un immobile nato per finalità sanitarie non dovrebbe essere valutato esclusivamente sulla base del possibile ricavato derivante dalla vendita.

L'ipotesi avanzata non individua una destinazione precisa, ma invita a verificare se la struttura possa essere recuperata, integralmente o parzialmente, per ospitare servizi sanitari, sociosanitari, riabilitativi o residenziali, in particolare a favore di anziani e persone fragili.

«Non chiediamo di stabilire oggi quale debba essere la futura destinazione del San Michele. Chiediamo qualcosa di più semplice e, a nostro avviso, doveroso: verificare seriamente se questo patrimonio possa ancora rispondere a un bisogno pubblico prima di privare definitivamente la collettività della possibilità di utilizzarlo».

Nel documento viene inoltre sottolineata la particolare condizione della Costiera Amalfitana, caratterizzata da una viabilità complessa e da difficoltà negli spostamenti verso altre strutture e servizi. Da qui la richiesta di avviare una valutazione sul fabbisogno del territorio prima di procedere con una scelta definitiva.

Un passaggio rilevante dell'intervento riguarda anche il ruolo dei sindaci e degli organismi rappresentativi degli enti locali nell'ambito della programmazione sanitaria.

«Non si tratta soltanto di una scelta politica», sostiene il Comitato. «L'ordinamento sanitario riconosce ai sindaci e ai loro organismi di rappresentanza un ruolo concreto nell'espressione dei bisogni sociosanitari e nella programmazione dei servizi territoriali».

Per questo motivo, il Comitato rivolge un appello ai sindaci della Costiera Amalfitana affinché assumano una posizione condivisa e portino la questione nelle sedi istituzionali competenti, dalla Conferenza dei Sindaci dell'ASL Salerno al Comitato dei Sindaci del Distretto sanitario 63.

«I sindaci della Costiera possono costruire una posizione comune e trasferirla nelle sedi istituzionali della programmazione sanitaria», si legge nella nota, nella quale viene ribadita l'esigenza di considerare il territorio costiero come «un unicum territoriale capace di programmare insieme i servizi necessari alle comunità che lo abitano».

La richiesta rivolta a Regione Campania, ASL Salerno e Comuni è quella di aprire un confronto prima di qualsiasi decisione definitiva sull'alienazione dell'immobile.

«Prima di vendere, occorre sapere se Pogerola può ancora rispondere a un bisogno pubblico del territorio», è uno dei punti centrali dell'appello.

Il Comitato chiede quindi di verificare concretamente lo stato della struttura, i costi e le possibilità di un eventuale recupero, il fabbisogno sanitario e sociosanitario della Costiera e le possibili fonti di finanziamento.

E, qualora al termine di queste verifiche si arrivasse comunque alla conclusione che l'immobile non possa essere recuperato per finalità pubbliche, viene avanzata un'ulteriore proposta: «Il ricavato dell'eventuale alienazione dovrà tradursi in nuovi investimenti sanitari e sociosanitari in Costa d'Amalfi».

Il futuro dell'ex San Michele di Pogerola resta dunque al centro di una questione che coinvolge non soltanto il destino di un immobile, ma anche il tema più ampio della disponibilità e dell'organizzazione dei servizi per i residenti della Costiera Amalfitana. «Prima di vendere gli immobili in Costiera, e in particolare quello di Pogerola, verifichiamo fino in fondo se può tornare a essere una risorsa per la comunità», conclude il Comitato.

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