Claudio Malangone

Una poesia di Hollie McNish, un video di Jake Dypka, dal titolo “Pink or Blue” ed il desiderio di abbattere il "muro immaginario”, posto di fronte al palco, attraverso il quale il pubblico osserva l'azione per poi diventare testimone e protagonista al tempo stesso. Sono questi gli ingredienti sui quali si basa il nuovo progetto di danza di Claudio Malangone, danzatore, coreografo e direttore della Compagnia Borderlinedanza. “Collective Trip: una questione di gender” è il titolo dello spettacolo che venerdì 20 aprile, alle ore 21, debutterà alla Sala Pasolini di Salerno nell’ambito della rassegna “Quelli che la danza”.

Spettacolo sì, ma anche un’occasione di confronto sui nuovi traguardi del linguaggio tersicoreo. E così la mattina del venerdì, alle ore 10.30, ci sarà al teatro dell'Ateneo di Fisciano una prova aperta che coinvolgerà gli studenti del liceo coreutico “Alfano I”, nell'ambito del progetto di Alternanza Scuola Lavoro. Seguiranno gli interventi di Alessandro Pontremoli, docente di Storia della Danza all'Università di Torino; di Pina De Luca, delegata Musica e Spettacolo dell’Università degli Studi di Salerno; di Annamaria Sapienza, docente di Discipline dello Spettacolo all'Università degli Studi di Salerno; di Laura Valente, presidente del Museo MADRE e di Elisabetta Barone, preside del liceo coreutico “Alfano I” di Salerno. Per Borderlinedanza “Collective Trip” è anche lo spettacolo del ventennale di attività: riconosciuta dal 2000 dal Ministero dello Spettacolo dal Vivo per le sue produzioni, in quattro lustri si è occupata non solo di mettere in piedi spettacoli ma anche di formazione. Ed è proprio con quest’ultima creatura che Malangone focalizza l'attenzione sulla presenza del pubblico all'interno dell'area performativa, quasi a voler decostruire le regole consolidate della finzione.

“Strumento privilegiato è il meta riferimento, un'improvvisazione guidata, strutturata di volta in volta, con la quale al pubblico viene chiesto di interagire in qualche modo con gli altri performers – spiega Malangone nelle note dello spettacolo – Obiettivi secondari, non meno importanti, sono quelli di indurre uno stato emotivo e/o cognitivo attraverso il quale esprimere, confermare o modificare le proprie opinioni rispetto al tema del gender che diviene al tempo stesso un pretesto per ragionare sulla modalità dell'atto creativo e del tentativo di raggiungere e di coinvolgere il pubblico nel processo di costruzione e realizzazione”.

Lo spettacolo affronta la tematica degli stereotipi di genere riletta da Malangone attraverso l'interpretazione danzata e recitata di 6 performer, supportati dai video di Checco Petrone e dagli interventi del pubblico che si muoverà all'interno della sala seguendo “percorsi colorati”. L'opinione del pubblico sarà testata nel foyer da un questionario ad hoc.

Nella stessa serata di venerdì 20 aprile, a conclusione, ci sarà la performance interattiva di Tiziana Petrone dal titolo DEADLINE.