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Penultimo appuntamento, venerdì 12 gennaio alle ore 20, per la terza edizione di “Concerti in Luci d’Artista”, la sezione invernale dei “Concerti d’estate di Villa Guariglia in Tour” che, quest’anno ha allestito un percorso di ben otto appuntamenti.

A firmarne l’organizzazione è il CTA di Salerno, l’Associazione “Amici dei Concerti di Villa Guariglia” in collaborazione con il Conservatorio di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno ed il contributo e patrocinio del Comune di Salerno. L’ingresso è gratuito. Venerdì seraritorna il barocco in città, nella cornice della chiesa di Sant’Andrea Apostolo con l'ensemble del Conservatorio di Salerno, nato dall'incontro di alcuni docenti accomunati dalla passione per la musica antica. L’ensemble, il cui organico varia a seconda del repertorio da eseguire, si pone come obiettivo da un lato la diffusione dell’ascolto dei capolavori della musica antica e dall'altro la divulgazione della conoscenza della tecnica esecutiva barocca. Il programma allestito per la performance dei Concerti in Luci d’artista, sarà incentrato sulle Trio Sonate di Georg Philipp Telemann, Arcangelo Corelli, Johann Sebastian Bach e Georg Friedrich Handel e saluterà Giusi Ledda al traversiere, Gianluca Russo alviolino, Dario Orabona al violoncello e Ugo Di Giovanni all’arciliuto. La serata avrà inizio con la Triosonata in Mi minore TWV 42:e2, tratta dalla Tafelmusik, di Georg Philipp Telemann, una raccolta di raffinatissimi brani concepiti per allietare le serate conviviali dei membri dell’aristocrazia tedesca della prima metà del XVIII secolo- Gianluca Russo e Dario Orabona eseguiranno la celeberrima sonata di Arcangelo Corelli in Re minore op.5 n° 12 “La Follia”. E siamo al traversiere, con la Sonata in Do maggiore BWV1033 di Johann Sebastian Bach, dedicata Johann Heinrich Freytag, primo flauto presso la corte di Köthen fra il 1716 e il 1728, risalente, dunque, al soggiorno del musicista presso quella corte.

La serata verrà chiusa dalla Triosonata in Si minore op.2 n°1,HWV 386b, composta da Georg Friedrich Handel a cavallo del 1720. Si tratta di una composizione dove la ricerca della cantabilità, la brillantezza e l’inesorabilità ritmica, la conduzione mai invasiva dell’imitazione, vanno di pari passo con un’ispirazione sempre vigile.