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Prosegue, al Teatro delle Arti di Salerno, la rassegna “Cinema è Teatro”, dedicata ai film che sono diventanti spettacoli teatrali e viceversa e che vede un incontro – dibattito con alcuni dei protagonisti.

Dopo gli appuntamenti con Giuseppe Zeno e Sal Da Vinci, sabato 11 novembre alle ore 17, nella sala Cinema, del teatro salernitano, sarà la volta di un attore amatissimo dal pubblico Massimo Dapporto. Con lui, nel corso dell’incontro che sarà moderato dal giornalista del Corriere del Mezzogiorno Gabriele Bojano con la partecipazione di Adolfo Gravagnuolo, si parlerà di “Un borghese piccolo piccolo” film del 1977 diretto da Mario Monicelli (ritenuto tra i migliori film di Monicelli), tratto dall’omonimo romanzo di Vincenzo Cerami che fu pubblicato nel 1976, e che vedeva come protagonista il grande e indimenticato Alberto Sordi, divenuto oggi spettacolo teatrale e che vede come protagonista proprio Dapporto, con le musiche originali di Nicola Piovani. A seguire alle ore 18.15 la proiezione del film “Un borghese piccolo piccolo” con Sordi, per poi proseguire alle ore 21 (in replica domenica alle ore 18.30) con la versione teatrale interpretata da Massimo Dapporto. “Un borghese piccolo piccolo” di Monicelli fu presentato in concorso al 30° Festival di Cannes e si aggiudicò 3 David di Donatello e 4 Nastri d’argento. E’ considerato dai critici cinematografici il film che segna la fine del filone della commedia all’italiana. Nella versione teatrale (che come detto andrà in scena al Delle Arti sabato 11 novembre alle ore 21 e domenica 12 novembre alle ore 18.30), la peculiarità del romanzo è la tinta grottesca, che si cerca di ripercorrere nell’adattamento di Fabrizio Coniglio, con cui Cerami descrive le umili aspirazioni del protagonista Giovanni, Il borghese piccolo piccolo. Il più grande desiderio del protagonista è quello di “sistemare” suo figlio Mario, proprio in quel ministero in cui Giovanni lavora da oltre trent’anni. Ma come ottenere una raccomandazione per il figlio? Ecco l’inizio della sua ricerca disperata in una “scorciatoia”, in questo caso rappresentata dalla Massoneria, per garantire un futuro al figlio. Le aspirazioni, il desiderio di raggirare le regole che una società democratica e civile impone, sembrano, quasi connaturate nell’animo di ogni cittadino italiano.