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Crimini contro gli animali, la Campania è una regione a rischio. Lo conferma l’ultimo rapporto Zoomafia, redatto dall’Osservatorio della Lav, la lega anti vivisezione. Un quadro a tinte decisamente fosche dal quale emergono, impietose, la crescita delle denunce (+43% rispetto all’anno precedente) e degli indagati (+120%).


Sotto la lente d’ingrandimento corse clandestine di cavalli, combattimenti tra cani, macellazioni clandestine, pesca di frodo, traffico di fauna selvatica e traffico di cuccioli.

Ed è soprattutto la longa manus della criminalità ad agire sul territorio, come evidenzia Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio, che sottolinea il legame tra corse clandestine e clan camorristici e la denuncia di pregiudicati in merito al trafficolo di cuccioli. Aggiungendo: “I collegamenti con altre tipologie di reato, come le scommesse illegali, gli atti intimidatori, le truffe, il traffico di armi clandestine per il bracconaggio sono sempre più evidenti e allarmanti”. I dati derivano dalle procure ordinarie della regione e da quelle presso i tribunali per i minorenni ed esplorano i procedimenti penali sopravvenuti nel 2016, sia noti che a carico di ignoti, e per reati a danno di animali. Nella sola realtà di Napoli, per esempio, l’anno solare ha registrato 170 procedimenti e 159 indagati, con 43 procedimenti per uccisione di animali e 67 per maltrattamenti. Una carneficina. 621, in totale, i procedimenti penali per crimini contro gli animali nella regione, con 502 persone indagate. Ogni 13 ore si apre un fascicolo per reati a danno di animali.

E il primo campanello d’allarme riguarda la ripresa dei combattimenti, attestata peraltro dal traffico di post e fotografie che, sui social network, esaltano i cani da lotta. Almeno 18 i sequestri effettuati in Campania per attività riconducibili ai combattimenti: vivono in condizioni di degrado, spesso con orecchie tagliate e senza microchip e alimentati con metabolizzanti energizzanti per aumentare la massa muscolare. Quanto basta per attivare un numero Sos ad hoc (064461206) per raccogliere segnalazioni di combattimenti tra animali e tracciare una mappa dettagliata del fenomeno. Resta preoccupante il fenomeno delle corse clandestine di cavalli, che ha visto la condanna di quattro persone a Nola (4 anni di reclusione, 160 mila euro di multa). La punta di un iceberg sommerso: a rischio l’incolumità degli animali, spesso “dopati”. E positivi al controllo antidoping sono risultati anche dieci cavalli coinvolti, nel 2016, in gare ufficiali.

Non si ferma neanche il traffico di cuccioli dell’Est Europa, per il quale la Campania è uno snodo cruciale. Cuccioli di razza si allevano anche in loco, come nel Casertano, dove è stato scoperto un allevamento casalingo con 26 cani chiusi in box in muratura disposti su tre livelli.

E ancora: mattatoi abusivi, animali allevati senza documentazione, bovini non iscritti all’anagrafe e sprovvisti di marche auricolari, assenza dei registri di carico e scarico dei medicinali, aziende zootecniche e allevamenti sequestrati. Con il coinvolgimento di clan ed esponenti della malavita.

Non meno rilevante il fenomeno del bracconaggio, che costa la vita a falchi pellegrini, poiane e gheppi e che porta al sequestro sistematico di armi clandestine, munizioni

 

 illegali, fucili con matricola abrasa, richiami acustici vietati, reti, trappole. In mare, è la pesca di frodo a preoccupare, in particolare con la raccolta di datteri e ricci di mare destinati al mercato clandestino di ristoratori compiacenti e con la pesca illegale di tonno rosso e pesce spada. Non mancano impianti di mitilicoltura abusivi. Nell’anno solare sono stati sequestrati oltre dieci chilometri di reti da pesca illegali, diversi pescherecci e tonnellate di pescato.