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“Le regioni che non garantiscono i livelli di base di assistenza vengono commissariate. Abbiamo mezza Italia commissariata ma ritengo che i commissariamenti così come sono stati immaginati e pensati negli ultimi dieci anni non funzionano più e in alcuni casi hanno fallito”. Il ministro della salute Beatrice Lorenzin attacca frontalmente il titolo V della Costituzione in un’intervista concessa a Riccardo Iacona che andrà in onda a Presadiretta stasera alle 21.15 su Rai3.

“Credo – spiega Lorenzin – che dovremmo ridare alle regioni la capacità decisionale completa, senza alibi, in modo che i cittadini sappiano da chi sono amministrati. Ma noi Stato a questo punto dovremmo intervenire – continua il Ministro – commissariando totalmente le singole aziende. Vuol dire che il direttore generale, il direttore amministrativo, il direttore sanitario lo decidiamo noi. Possiamo vivere tranquillamente senza Senato ma l’Italia e il sistema sanitario nazionale non possono più stare con questo titolo V. Anche le regioni virtuose hanno la necessità di una riforma intelligente di questo titolo V, altrimenti non reggeranno neanche loro”.

“La spesa sanitaria è quella più scandagliata dalle spese pubbliche. Ha dei drg che sono delle equazioni che ci dicono quanto bisogna spendere per esempio per una appendicite e ha un sistema di monitoraggio dell’efficacia delle prestazioni”. Ma questo stesso controllo, come fa notare la ministra, non c’è sulla spesa sociale, ogni Regione fa come gli pare e poi ci sono Asl virtuose sull’assistenza domiciliare ai disabili e regioni scandalosamente non fornite di niente.

E sul taglio di 50 milioni al fondo per le non autosufficienze che è rimasto 450 milioni anziché i 500 come promesso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Lorenzin dice: “Sono dispiaciuta perché sono sempre soldi spesi benissimo perché su queste cose ogni euro speso ha un ritorno positivo di dieci volte tanto”.