Ci sono tempi in cui fare teatro significa, prima di ogni altra cosa, rifiutare l'indifferenza. Tempi in cui guardare la realtà senza distogliere gli occhi diventa un gesto di resistenza, e la scena un luogo in cui provare a restituire al dolore la sua verità, alla vita la sua fragilità, all'essere umano la propria dignità. È da questa necessità che nasce la Stagione Teatrale 2026/2027 del Teatro Elicantropo di Napoli, che, a trentun anni dalla sua nascita, prosegue il proprio percorso di ricerca nel seicentesco complesso dei Gerolomini.
La programmazione si sviluppa lungo una traiettoria che intreccia memoria e contemporaneità, ricerca e tradizione, impegno civile e sperimentazione dei linguaggi scenici.
Al centro del progetto artistico, per il sesto anno consecutivo, La ricerca del tragico ritrovato, un’indagine che attraversa la programmazione e ne costituisce il filo conduttore, interrogando il senso profondo delle tragedie che continuano a segnare la nostra esistenza e il riflesso che esse producono nelle nostre vite.
«In un mondo segnato da guerre, repressioni e disuguaglianze – afferma Carlo Cerciello - il Teatro Elicantropo di Napoli continua a fare della cultura una forma di resistenza. Da trentun anni offre spazio ai giovani, alle compagnie meno tutelate e alla sperimentazione artistica. La stagione 2026/2027 si apre provocatoriamente con un saggio degli allievi del corso di Studi Eduardiani. Giovani attori portano in scena un’opera di Eduardo De Filippo, intensa e tutt’altro che rassicurante. Grazie al sostegno della Fondazione Eduardo De Filippo, lo spettacolo sarà offerto gratuitamente al pubblico».
Parallelamente alla stagione teatrale, proseguirà l’attività del Laboratorio Teatrale Permanente Elicantropo, diretto da Carlo Cerciello: un percorso triennale che ha formato centinaia di allievi, oggi attori e registi riconosciuti in Italia e all’estero.
Anche quest’anno, in collaborazione con la Fondazione Eduardo De Filippo, continua il progetto degli Studi Eduardiani, che porta gli allievi a confrontarsi con il genio partenopeo in una sede prestigiosa, ponte tra tradizione e ricerca.
Il percorso programmatico si completa con il Perfezionamento Professionale per Attori 2026/2027, destinato a chi ha già terminato il triennio o a professionisti selezionati, con incontri, seminari e stages condotti da maestri di livello nazionale e internazionale.
Il Teatro Elicantropo alzerà il sipario sulla stagione teatrale, venerdì 30 ottobre, con lo spettacolo Il Monumento di Eduardo De Filippo, frutto del lavoro degli allievi degli Studi Eduardiani, prodotto da Anonima Romanzi Teatro Elicantropo in collaborazione con la Fondazione Eduardo De Filippo.
Il mese di novembre si aprirà, venerdì 13, con Barabba di Antonio Tarantino, interpretato da Silvio Barbiero, cui seguirà, dal 20, Alienate, spettacolo scritto e interpretato da Francesca Ritrovato, con la collaborazione artistica di Alfonso Postiglione.
Due proposte che si confrontano con la scrittura contemporanea e con le possibilità espressive dell'attore, attraverso differenti percorsi di ricerca.
Sempre a novembre, dal 27, sarà in scena Nuda, omaggio a Marilyn Monroe di e con Rosalba Di Girolamo, per la regia di Fulvio Cauteruccio. La figura di una delle icone più celebri del Novecento diventa occasione per indagare il confine tra il personaggio e la persona.
Dal 4 dicembre, sarà la volta di Mutu di Aldo Rapè, con la regia di Lauro Versari. Il prete e il mafioso. Una storia di due fratelli. Due vocazioni a confronto. Due uomini sotto lo sguardo dello stesso Dio.
A seguire, da venerdì 11, Antigone non muore di Elvira Buonocore, elaborazione drammaturgica, interpretazione e regia di Clara Galante. Il confronto con la figura di Antigone riporta al centro una delle questioni fondanti della tragedia.
Ancora a dicembre, dal 18, Linee di fuga di e con Nicola Tartarone, liberamente ispirato al racconto La tana di Franz Kafka. Il lavoro si confronta con l'universo inquieto dello scrittore praghese.
A inaugurare il nuovo anno, dal 22 gennaio, sarà Satnam di Mario Gelardi, con Anna De Stefano e Domenico Quattroventi, regia di Gennaro Maresca. Lo spettacolo si inserisce in un percorso che guarda alle ferite della contemporaneità e alle contraddizioni sociali.
Il mese di febbraio è dedicato a due opere di Enzo Moscato, autore imprescindibile della scena napoletana contemporanea, la cui scrittura ha saputo esplorare le zone più contraddittorie e dolenti dell'identità individuale e collettiva. Dal 5 febbraio sarà in scena Trianon, progetto di Mariachiara Falcone, Cecilia Lupoli e Imma Villa, e a seguire, dal 19 febbraio, Scannasurice con Imma Villa e la regia di Carlo Cerciello.
Il 12 marzo, dalla Francia arriva Tutte queste fragili ossa qui riunite, spettacolo di marionettismo scritto da Valentina Sanseverino, Silvia Torri e Rita Giacobazzi, interpretato e diretto da Valentina Sanseverino. Il linguaggio delle marionette apre a una diversa possibilità di racconto scenico, per esplorare la fragilità e la vulnerabilità dell'esistenza.
Sempre a marzo, dal 19, in scena Salmoni di e con Walter Cerrotta e Giorgia Conteduca, una risalita controcorrente, dove sopravvivenza e lealtà si scontrano e ogni scelta mette in gioco qualcosa di più della semplice vittoria.
Ad aprile, dal 2, la Fondazione Gaber propone Gaber sotto le stelle, di e con Valentina Luporini, consulenza artistica di Sandro Luporini. Un appuntamento che si inserisce nel solco della tradizione del teatro-canzone, richiamando l'eredità artistica e intellettuale di Giorgio Gaber.
A chiudere la stagione, dal 10 aprile, sarà Cantare il disincanto di e con Canio Lo Guercio, ultimo appuntamento di un cartellone che attraversa linguaggi e poetiche differenti, mantenendo costante l'attenzione per la ricerca, la scrittura scenica e le questioni fondamentali del nostro tempo.
Teatro Elicantropo di Napoli, stagione teatrale 2026/2027
Spettacoli ore 20.30 (dal giovedì al sabato), ore 18.00 (domenica)
Info e prenotazioni al 3491925942, 081296640
web www.teatroelicantropo.com