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di GENNARO SAVIO
“I confini del mio mondo sono io”, è questo il titolo della mostra dedicata a Napoli al grande regista ed attore teatrale Luca De Filippo, figlio del leggendario drammaturgo Eduardo.

Allestita presso lo storico e monumentale palazzo Scarpetta dove sono cresciuti Titina, Peppino ed Eduardo, l’importante evento organizzato dalla Fondazione Eduardo De Filippo e curato da Maria Procino e Serena Schioppa, vede in mostra manifesti, locandine, oggetti, costumi e sequenze video che ricompongono la carriera di Luca De Filippo cominciata da bambino accanto al padre.
Nelle foto e negli oggetti in mostra, emerge forte lo straordinario legame artistico che per decenni ha unito indissolubilmente Luca ed Eduardo i quali, sul palco, hanno dato vita a duetti che definire epici sarebbe riduttivo a partire da quelli che ci hanno regalato in Natale in casa Cupiello, tanto per fare un solo esempio.
Tantissimi gli abiti di scena e gli oggetti esposti alla mostra tra cui la cuccumella, l’antica caffettiera napoletana resa celebre da Eduardo nel monologo tenuto sul balcone nella commedia “Questi fantasmi”.
Direttore della scuola del Teatro stabile di Napoli, nel 1981 Luca De Filippo, percorrendo il solco familiare del forte impegno sociale e civile, fondò la Compagnia di teatro che portava il suo nome e poco prima della sua prematura scomparsa, nel 2015, curò in maniera strepitosa la regia di “Non ti pago!”.
La sua arte, approdata con successo anche al cinema ed in televisione, non si è limitata solo alla percorrenza e all’elaborazione della tradizione familiare ed eduardiana, ma ha saputo confrontarsi anche con altri grandi autori della tradizione teatrale e drammaturgica internazionale come Shakespeare, Pirandello, Molière e tanti altri.
Oggi a promuovere, valorizzare e tramandare alle future generazioni l’immenso ed inestimabile patrimonio artistico, umano, sociale e culturale lasciato in eredità dai De Filippo, è il figlio di Luca, Tommaso De Filippo, il quale in segno di affettuosa riconoscenza verso il papà e il nonno, ha lasciato la professione di architetto per dedicarsi interamente alle attività promosse dalla Fondazione Eduardo De Filippo di cui è presidente.
“Questa è un’iniziativa – ha spiegato Tommaso De Filippo – che abbiamo voluto fare assieme alla Fondazione Eduardo de Filippo qui a Napoli  per chiudere un anno di ricordo a Luca che è venuto a mancare dieci anni fa. Abbiamo voluto promuovere una mostra che ricalcasse il suo lavoro professionale dai suoi esordi come giovane Peppiniello in Miseria e Nobiltà sino alla sua ultima regia e interpretazione in “Io non ti pago” nel 2015. E’ sempre l’occasione giusta per raccontare quello che è stato il teatro di Eduardo Scarpetta, di Eduardo e di Luca che con la sua curiosità ha voluto portare in scena non solo la tradizione familiare, ma anche con curiosità esplorare altri autori e drammaturghi del panorama internazionale.”
All’inaugurazione della mostra ha presenziato anche il grande regista e sceneggiatore teatrale Bruno Garofalo, tra i più apprezzati, stimati e fidati collaboratori prima di Eduardo e poi di Luca.
“Essere partecipe di questo ricordo di Luca – ha affermato Garofalo – per me è un’emozione perché in realtà, pur avendo cominciato con Eduardo, Luca era un ragazzo della mia età ed eravamo considerati quasi due figlioli di Eduardo. Ci alternavamo come presenza e io l’ho sostituito quando è andato a fare il militare. Poi quando è tornato, Eduardo ha cominciato a fargli prendere un po’ la strada del teatro. Luca con molta modestia l’ha voluto fare chiamandosi Luca Della Porta per non utilizzare un cognome così pesante e poi, finito Eduardo, abbiamo continuato a fare un po’ di esperienze insieme sempre nella memoria e nel ricordo del grande teatro del padre.”
La mostra, con ingresso gratuito, sarà visitabile sino al prossimo 13 novembre dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 14.00. Prevista l’apertura straordinaria pomeridiana e per gruppi su prenotazione.

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