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Al via la seconda edizione di Al Faro Festival a Napoli - Napoliclick.it

Si chiude tra l'emozione di un teatro gremito e la luce dell'alba sul mare la seconda edizione di Al Faro Festival, la rassegna ideata e diretta da Laura Valente che ha trasformato il Faro del Molo San Vincenzo e il Teatro Trianon in spazi di incontro tra arti, culture e generazioni di artisti.

Un finale intenso e partecipato, in linea con un'intera settimana che ha visto ogni sera il Molo San Vincenzo registrare il tutto esaurito, con la massima capienza di 500 spettatori raggiunta puntualmente a ogni appuntamento.

A chiudere il calendario dedicato al mare, un programma scandito da una doppia celebrazione della memoria e della tradizione alle origini della nostra cultura popolare. Da una parte il successo straordinario di "Moresche, gatte e altre storie", ospitato eccezionalmente al Teatro Trianon Viviani; dall'altra il concerto all'alba "Jesce Sole", che ha riportato centinaia di persone al Molo San Vincenzo per assistere al sorgere del sole sul golfo di Napoli in uno dei momenti più suggestivi dell'intera manifestazione.

Tutto esaurito in platea e in ogni ordine, con molti spettatori rimasti purtroppo fuori per l'esaurimento dei posti disponibili: così il Teatro Trianon Viviani ha accolto "Moresche, gatte e altre storie", concerto speciale con la direzione musicale di Antonio Sinagra, un viaggio nelle radici della tradizione popolare antica in un 2026 che celebra anche un anniversario importante: i cinquant'anni dal debutto di Gatta Cenerentola di Roberto De Simone a Spoleto. Lunghissime standing ovation e numerose richieste di bis hanno accompagnato la serata.

Il pubblico del Trianon Viviani ha attraversato le radici più profonde della cultura partenopea in un viaggio tra musica e tradizione popolare, guidato da Sinagra, maestro concertatore della storica prima assoluta del 1976, custode e studioso tra i massimi esperti del repertorio. Sul palco si sono alternati alcuni dei protagonisti storici della Nuova Compagnia di Canto Popolare, da Peppe Barra a Fausta Vetere e Patrizio Trampetti (tornati a cantare insieme doppo moltissimi anni), a cui si sono aggiunte artiste come Lalla Esposito, insieme agli altri interpreti giovani coinvolti in un passaggio generazionale scandito da una selezione esclusivamente di musiche tratte dal celebre disco registrato dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare per EMI-RCA, oggi Universal.

Gli iconici costumi originali firmati da Odette Nicoletti, presente in sala, sono stati esposti nel foyer e in vari spazi del Trianon.

La seconda edizione di Al Faro Festival si è poi conclusa nel luogo che ne rappresenta il cuore simbolico: il Molo San Vincenzo. Qui, davanti al Faro e alla statua di San Gennaro affacciati sul mare, il concerto all'alba "Jesce Sole" ha regalato al pubblico un'esperienza collettiva di rara intensità. Un percorso musicale e antropologico affidato a cinque solisti ha attraversato canti, musiche e rituali popolari legati al sole e alla rinascita. Poi, all'apparire delle prime luci del giorno, le note di "Jesce Sole", uno dei brani più antichi della tradizione napoletana, hanno accompagnato il sorgere del sole sul Golfo. Un momento di grande partecipazione emotiva in cui musica, paesaggio e pubblico si sono fusi in un unico rito collettivo.

Nel corso della sua seconda edizione, Al Faro Festival ha registrato il tutto esaurito ogni sera al Molo San Vincenzo, trasformando il Faro in un luogo di incontro tra linguaggi, culture e comunità artistiche diverse, e confermando la vocazione del festival a produrre contenuti originali e a valorizzare uno degli spazi più suggestivi della città.

Il programma ha attraversato linguaggi diversi, intrecciando le voci di tre grandi scrittori — Maurizio De Giovanni con un monologo su Maradona, Donatella Di Pietrantonio per Sirene e Roberto Saviano con San Gennaro Superstar — con quelle di artisti che hanno incrociato diversi linguaggi: il gruppo Les Amazones d'Afrique, le étoiles Ksenia Shevtsova e Julian MacKay, i musicisti Mario Stefano Pietrodarchi e Gloria Campaner, la coreografia di Hofesh Shechtere le creazioni dei due street artist Ivan e Roxy in the Box.

Un successo che conferma la crescita di una manifestazione che, in soli due anni, è diventata uno degli appuntamenti culturali più originali e attesi dell'estate napoletana.

Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli

"Al Faro Festival ha dimostrato quanto sia importante restituire ai cittadini luoghi straordinari come il Molo San Vincenzo. Con la seconda edizione, per una settimana, questo spazio è tornato a vivere attraverso la cultura, accogliendo ogni sera il pubblico al completo in uno scenario unico affacciato sul Golfo di Napoli, il mare di cui riappropriarsi e che sarà palcoscenico dell'America's Cup. È questo il percorso che stiamo portando avanti: riaprire progressivamente alla città luoghi di grande valore, rafforzando il legame tra Napoli e il suo mare e trasformando questi spazi in occasioni di incontro, dialogo e partecipazione".

Teresa Armato, Assessora al Turismo e alle Attività Produttive del Comune di Napoli

"Al Faro Festival si conferma uno dei progetti culturali più originali e identitari nati nell'ambito di Napoli Millenaria. Questa seconda edizione ha saputo mettere insieme grandi produzioni artistiche, valorizzazione del patrimonio cittadino e partecipazione del pubblico, restituendo ai napoletani e ai visitatori esperienze culturali uniche. Il successo straordinario delle serate finali, dal Teatro Trianon Viviani all'alba sul Molo San Vincenzo, dimostra quanto la città abbia voglia di cultura di qualità e di occasioni autentiche di incontro e condivisione. Il Comune di Napoli continua a investire nella cultura come strumento di crescita e valorizzazione della propria identità e come potente attrattore turistico".

Laura Valente, Direttrice artistica

"Quello che abbiamo visto crescere attorno al Faro, per il secondo anno, è una comunità di artisti e cittadini che si è stretta intorno ad un luogo simbolo e ad un programma, e li ha fatti propri. La partecipazione del pubblico ci dice che questa comunità è reale e continua a crescere. Anche il doppio appuntamento dedicato alle origini della nostra cultura musicale si è mosso nello spirito del festival: una memoria che non vuole essere conservazione delle ceneri, ma custodia del fuoco”.

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